LUCIDA CRASH
“A Carte Scoperte”

Difficile al giorno d’oggi riuscir ad inquadrare bene cosa sia Rock e cosa invece non lo sia. La parola è talmente abusata e sputtanata da televisione e radio al punto che son sempre diffidente quando degli artisti o dei musicisti vengono definiti o si autodefiniscono Rock. Oramai per molti basta che ci sia solo un minimo di distorsione sulla chitarra e automaticamente questo diventa Rock. Ma noi vecchie pellacce sappiamo bene che tutto questo non è affatto vero e, per fortuna, sembra saperlo anche questo giovane gruppo nativo di Imperia chiamato LuciDa Crash. Quando mi hanno proposto di recensire questo loro debutto autoprodotto intitolato “A Carte Scoperte”, concept album di cinque brani incentrato sulle carte dei tarocchi, avevo le mie solite rimostranze dovute al fatto di dovermi cimentare con un genere non proprio affine ai miei gusti, ma poi avendolo ascoltato mi sono dovuto immediatamente ricredere. Continua a leggere

EARTH AND PILLARS
“Pillars I”

Quando poco meno di due anni fa mi arrivò da recensire “Earth I”, album che segnava il debutto assoluto degli italiani Earth And Pillars, la sensazione era di avere tra le mani uno di quei gruppi che avrebbe potuto togliersi, e di conseguenza offrirci, parecchie soddisfazioni. Certo, ripetersi su alti livelli dopo un esordio così convincente non era affatto scontato, ma questo terzetto avvolto nel più fitto, o quasi, anonimato dava davvero l’idea di poter bissare quanto di buono già fatto vedere e di avere tutte le carte in regola anche per andare ancora oltre, magari ritagliandosi un posto sempre più di primo piano nel vastissimo panorama dell’Atmospheric Black Metal. Continua a leggere

NULLA+
“Stornelli Distopici”

Coniugare le sonorità low-fi ed efferate tipiche del Black Metal con la violenza fisica e la concretezza dei testi del Hardcore degli anni ’90, questo è quello che ha portato il cantante e chitarrista Paolo Lombardi a metter in piedi il qui presente progetto chiamato Nulla+. Unite le forze insieme al batterista Riccardo Mencarelli, i due hanno lavorato tutto l’anno passato scrivendo e perfezionando i brani che andranno poi a comporre questo loro debutto intitolato “Stornelli Distopici”. Un titolo che già da solo spiega il senso intero di quest’opera prima, ossia mettere in scena situazioni ordinarie, ma tremendamente attuali, ed affrontarle con un piglio vagamente satirico, come è poi nello spirito tradizionale degli stornelli, con uno stile musicale violento e distruttivo. Continua a leggere

LIVE REPORT – KING CRIMSON
Auditorium Conciliazione (Roma) – 12/11/16

Senza parole. Veramente non ho alcun aggettivo per rendere perfettamente l’esperienza sonora, visiva e sensoriale che ho vissuto con questo concerto. Che Robert Fripp e le sue innumerevoli versioni dei King Crimson fossero di livello superiore si sapeva, ma mai mi sarei potuto immaginare un concerto di tale portata. Eppure, i presupposti c’erano già, i vari commenti letti in giro sul web sulle precedenti date erano tutti strapositivi, parlando di una delle incarnazioni live più riuscite della band. Pur non avendo comparazioni precedenti per giudicare, se non alcuni live visti su Youtube, probabilmente è così. La scelta stramba di piazzare ben tre batteristi davanti sul palco non solo amplifica il senso di spettacolo, vedere quei tre passarsi rullate o incastrarsi tra vari fillers è un piacere per gli occhi, ma permette a noi poveri mortali di poter entrare dentro tutti i meccanismi che regolano il Re Cremisi. Continua a leggere

QUERCUS
“Heart With Bread”

Tra i vari dischi che sto pasturando da prima dell’estate, e su cui ancora non mi ero deciso a scrivere qualcosa, c’è sicuramente questo nuovo album del trio ceco dal nome latino di Quercus. Guidati dal tastierista Markko, la band originaria di Plzen, la città famosa per essere la sede della birra Pilsner Urquell, vanta una militanza più che decennale nella scena musicale e arriva con questo “Heart With Bread” al traguardo del terzo full-lenght. Essendo rilasciato dalla Solitude Productions con la collaborazione della Moscow Funeral League Records, il genere portato avanti da tale gruppo non può che essere connesso al Doom o affini, sebbene il loro sound possieda una speciale particolarità, ossia quella di utilizzare come strumento guida dei loro lunghi pezzi un organo. Continua a leggere

FORTERESSE
“Thèmes Pour La Rébellion”

Quando ormai dieci anni fa ho iniziato a scandagliare in modo più approfondito quel che già allora era il fittissimo sottobosco delle realtà Black non scandinave, uno dei primi gruppi in cui mi sono imbattuto sono stati gli allora esordienti Forteresse, che con il loro magnifico “Métal Noir Québécois” rivendicavano con fierezza fin da tale titolo la loro identità francofona, tratto distintivo della loro discografia che li accomunava a molte altre realtà della scena canadese come Brume d’Automne, Monarque e Csejthe. Per tanti motivi, non ultimo il fatto che di li in avanti i nostri addolcirono, se così si può dire, il proprio suono aggiungendoci parecchie dosi di atmosfericità a discapito di un riffing più diretto, quello è stato l’unico album del gruppo del Québec che ho apprezzato in tutto e per tutto, quindi l’arrivo della richiesta di recensione del loro nuovo “Thèmes Pour La Rébellion” non mi aveva acceso chissà quale entusiasmo, giusto soltanto un po’ di curiosità visto il buon ritorno con la recente “Wendigo” (2014), uscita nello split a quattro “Légendes”. Continua a leggere

BEWITCHER
“Bewitcher”

Fantastici. Non mi viene altro in mente per descrivere il furioso e selvaggio Thrash Metal di questo trio originario di Portland chiamato Bewitcher. Ma cosa hanno di così particolare questi Bewitcher per avermi fatto così tanto fomentare? Beh, prendete i Metallica di “Kill’em All”, aggiungeteci la tamarraggine Rock’n’Roll dei compianti Motörhead e completate il tutto con qualche spruzzo di puro distillato di NWOBHM. Ebbene, questo è quello che troverete in questo disco, ossia una miscela esplosiva che vi porterà in un attimo a tirar fuori il vostro vecchio e impolverato chiodo e ad iniziare a fare un furibondo headbanging ovunque vi troviate. Continua a leggere

LIVE REPORT – THE CURE + THE TWILIGHT SAD
Palalottomatica (Roma) – 30/10/2016

Non sono mai stato un accanito fan dei The Cure, ma se c’è un disco che mi porterei sulla classica isola deserta, questo sarebbe senza alcun dubbio “Disintegration”. Uno di quei pochi lavori che quando sei in un particolare stato mentale, diventa quasi una sorta di droga di cui non puoi proprio fare a meno. Quelle chitarre che definirei quasi liquide, unite al meraviglioso basso di Gallup, sono un ideale accompagnamento alle proprie riflessioni interiori ed hanno davvero pochi uguali nella musica. Ad ogni buon conto, nei miei ascolti passati non c’è ovviamente solo questo grandissimo capolavoro, ma anche lavori come “17 Seconds” o “Pornography”, insomma i The Cure più foschi e cupi, hanno forgiato e non poco il mio background musicale. Fatta eccezione per la stramba parentesi del loro debut album, ho sempre snobbato invece la parte più solare e pop della band, quella che appare in parte su “The Head On The Door”, ma in special modo in dischi come “The Top”, “Kiss Me Kiss Me Kiss Me” o “Wish”. Per quanto belle e trascinante potessero essere “Friday I’m In Love” o “Close To Me”, i veri The Cure per me erano quelli che trascinavano in mondi da incubo, come in “A Forest”, o che esaltavano a dismisura il proprio stato malinconico, manco a dirlo “Fascination Street”, il MIO pezzo dei The Cure. Tutto questo preambolo serve a dire che, sebbene i The Cure bene o male siano stati sempre presenti nella mia vita, ero comunque un po’ titubante di andarli a vedere dal vivo, o comunque non erano certamente in cima ai pensieri, come invece è per i King Crimson che suoneranno questo fine settimana. Però se ricevi il biglietto per il parterre come regalo di compleanno, non puoi che esserne strafelice. Continua a leggere

WALDGEFLÜSTER
“Ruinen”

Quando vado a sentire le varie richieste che ci arrivano, non mi capita quasi mai di finire l’ascolto senza essermi fatto una idea abbastanza definitiva sul gruppo preso in esame. Magari posso avere qualche riserva su questo o quell’aspetto, ma difficilmente mi lascio con il dubbio se si tratti o meno di album con qualcosa di personale da dire e, quindi, se valga la pena scrivere una recensione per segnalarvelo. Nel caso di questo “Ruinen”, quarta fatica sulla lunga distanza dei Waldgeflüster, progetto attivo ormai da una decina d’anni ma solo da poco diventato un gruppo a tutti gli effetti, mi sono trovato un po’ in difficoltà perché solo dopo numerosi ascolti sono finalmente riuscito a capire quanto veramente mi piacesse, pur avendo comunque avuto fin da subito chiaro che non mi ritrovavo certo tra le mani l’ennesimo lavoro poco ispirato. Continua a leggere

LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

MISTEYES
“Creeping Time”

Voglio essere onesto sin da subito: sono stato piuttosto indeciso se affrontare o meno la recensione di questo esordio firmato dal settetto torinese dei Misteyes. Il loro particolare outfit scenografico unito ad una descrizione piuttosto pomposa che li definisce come una “band che ha fatto incontrare luce ed oscurità”, non era certamente per me il migliore incentivo all’ascolto. Fortunatamente, ringraziando il mio inconscio che spesso e volentieri ne capisce di musica più del mio io cosciente, ho messo da parte questi miei inutili pregiudizi e mi sono inaspettatamente trovato davanti ad una band che conosce davvero il fatto suo. Infatti, pur non essendo un grande consumatore del genere, il loro Extreme Gothic Metal risulta essere davvero di eccellente fattura, grazie anche ad un songwriting vario ed interessante che alterna momenti più sinfonicamente goticheggianti ad altri più violenti di matrice Death Black, supportato da una produzione dai toni non esageratamente moderni. Continua a leggere

SKOLL
“Of Misty Fire We Are”

Davvero instancabile M., che dopo i progetti Darkness e The True Endless, mi manda da recensire anche gli Skoll, una band che potrebbe rappresentare da un certo punto di vista un po’ il suo lato musicale più melodico ed atmosferico grazie a un sound che mescola suggestioni Pagan Black dei primi Drudkh con spunti epici derivati da Bathory e Graveland. Nata col nome di Ragnarok nel 1994, la band ha poi virato rapidamente sull’attuale Skoll, attraversando i successivi due decenni tra lunghi momenti di pausa e l’alternarsi tra progetto solista di M. a vera e propria band, rilasciando comunque una discreta quantità di materiale, tra cui una manciata di demo ed EP, diverse antologie e ben quattro full length compreso questo recensito “Of Misty Fire We Are”. Insomma, una nutrita discografia che conferma ulteriormente l’alto grado di prolificità del suo mastermind M., che anche in questo nuovo lavoro, uscito a tre anni di distanza dal precedente “Grisera”, conferma la presenza al suo fianco di Mayhem, già con lui anche nei Darkness, alla batteria, e di Lunaris (famoso ex-Opera IX) alla tastiere, a cui si va ad aggiungere Marcello Bovio al basso. Continua a leggere

NERODIA
“Vanity Unfair”

Pur cercando sempre di non farmi troppo influenzare da monicker, titolo e copertina di un lavoro da recensire, è quasi sempre inevitabile che tali elementi finiscano per creare un minimo di aspettative in un senso o nell’altro. Nel caso dei Nerodia, quartetto romano che giunge con questo “Vanity Unfair” al secondo full length in dodici anni di attività, se il loro nome e il titolo che hanno scelto non mi suscitavano particolari suggestioni, a bruciapelo l’artwork mi aveva fatto pensare di essere alle prese con uno dei tanti anonimi gruppi Death o Thrash che ci mandano richieste che puntualmente finisco per scartare già al primo ascolto. Se però state leggendo queste righe vuol dire che i nostri qualcosa da dire ce l’hanno e che l’album in questione poi tanto male non è, tanto che devo proprio ammettere che gli undici pezzi qui proposti mi han saputo coinvolgere fin da subito grazie ad un songwriting diretto Continua a leggere

BIOSCRAPE
“Psychologram”

Difficile dare una netta catalogazione a questo quartetto emiliano chiamato Bioscrape, che con questo secondo full-lenght dal titolo di “Psychologram” festeggia anche i dieci anni di attività. Un traguardo sicuramente degno di nota, anche se la loro discografia si limita purtroppo solo ad un paio di demo autoprodotti e due full-lenght, il primo dei quali “Exp.01” è uscito nel 2011. Ma, d’altronde, non sempre quantità equivale a qualità. Fortemente ispirati a scenari Sci-Fi, in “Psychologram” i nostri esplorano la risposta della mente in seguito al contatto con realtà aliene psicotiche e brutali, che vengo espresse attraverso una sorta di Alternative Metal, o quantomeno così viene descritto dalla Overdub Recordings, che mette insieme un forte background che deriva dal Nu-Metal con un Groove Metal dotato di riff e ritmiche semplici e lineari, sul quale aleggia sempre quella atmosfera claustrofobica ed aliena tipica dei Meshuggah. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio

Quando si tratta di un genere ormai sin troppo abusato come l’Atmospheric Black Metal, presentarsi con un album in grado di fare subito la differenza non è certo una cosa da tutti. Hypnos Webzine non poteva perciò lasciarsi scappare l’occasione di scambiare qualche parola con i Sojourner, che con il loro “Empires Of Ash” hanno subito saputo ritagliarsi un consenso pressoché unanime. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio (ENG)

When it comes to a genre so overexploited as Atmospheric Black Metal, it’s not that easy to show up with a debut album so good as Sojourner have done with “Empires Of Ash”. Being always looking for new promising bands, Hypnos Webzine has taken the chance to know something more about them. Continua a leggere