LUCIDA CRASH
“A Carte Scoperte”

Difficile al giorno d’oggi riuscir ad inquadrare bene cosa sia Rock e cosa invece non lo sia. La parola è talmente abusata e sputtanata da televisione e radio al punto che son sempre diffidente quando degli artisti o dei musicisti vengono definiti o si autodefiniscono Rock. Oramai per molti basta che ci sia solo un minimo di distorsione sulla chitarra e automaticamente questo diventa Rock. Ma noi vecchie pellacce sappiamo bene che tutto questo non è affatto vero e, per fortuna, sembra saperlo anche questo giovane gruppo nativo di Imperia chiamato LuciDa Crash. Quando mi hanno proposto di recensire questo loro debutto autoprodotto intitolato “A Carte Scoperte”, concept album di cinque brani incentrato sulle carte dei tarocchi, avevo le mie solite rimostranze dovute al fatto di dovermi cimentare con un genere non proprio affine ai miei gusti, ma poi avendolo ascoltato mi sono dovuto immediatamente ricredere. Continua a leggere

NULLA+
“Stornelli Distopici”

Coniugare le sonorità low-fi ed efferate tipiche del Black Metal con la violenza fisica e la concretezza dei testi del Hardcore degli anni ’90, questo è quello che ha portato il cantante e chitarrista Paolo Lombardi a metter in piedi il qui presente progetto chiamato Nulla+. Unite le forze insieme al batterista Riccardo Mencarelli, i due hanno lavorato tutto l’anno passato scrivendo e perfezionando i brani che andranno poi a comporre questo loro debutto intitolato “Stornelli Distopici”. Un titolo che già da solo spiega il senso intero di quest’opera prima, ossia mettere in scena situazioni ordinarie, ma tremendamente attuali, ed affrontarle con un piglio vagamente satirico, come è poi nello spirito tradizionale degli stornelli, con uno stile musicale violento e distruttivo. Continua a leggere

LIVE REPORT – KING CRIMSON
Auditorium Conciliazione (Roma) – 12/11/16

Senza parole. Veramente non ho alcun aggettivo per rendere perfettamente l’esperienza sonora, visiva e sensoriale che ho vissuto con questo concerto. Che Robert Fripp e le sue innumerevoli versioni dei King Crimson fossero di livello superiore si sapeva, ma mai mi sarei potuto immaginare un concerto di tale portata. Eppure, i presupposti c’erano già, i vari commenti letti in giro sul web sulle precedenti date erano tutti strapositivi, parlando di una delle incarnazioni live più riuscite della band. Pur non avendo comparazioni precedenti per giudicare, se non alcuni live visti su Youtube, probabilmente è così. La scelta stramba di piazzare ben tre batteristi davanti sul palco non solo amplifica il senso di spettacolo, vedere quei tre passarsi rullate o incastrarsi tra vari fillers è un piacere per gli occhi, ma permette a noi poveri mortali di poter entrare dentro tutti i meccanismi che regolano il Re Cremisi. Continua a leggere

QUERCUS
“Heart With Bread”

Tra i vari dischi che sto pasturando da prima dell’estate, e su cui ancora non mi ero deciso a scrivere qualcosa, c’è sicuramente questo nuovo album del trio ceco dal nome latino di Quercus. Guidati dal tastierista Markko, la band originaria di Plzen, la città famosa per essere la sede della birra Pilsner Urquell, vanta una militanza più che decennale nella scena musicale e arriva con questo “Heart With Bread” al traguardo del terzo full-lenght. Essendo rilasciato dalla Solitude Productions con la collaborazione della Moscow Funeral League Records, il genere portato avanti da tale gruppo non può che essere connesso al Doom o affini, sebbene il loro sound possieda una speciale particolarità, ossia quella di utilizzare come strumento guida dei loro lunghi pezzi un organo. Continua a leggere

BEWITCHER
“Bewitcher”

Fantastici. Non mi viene altro in mente per descrivere il furioso e selvaggio Thrash Metal di questo trio originario di Portland chiamato Bewitcher. Ma cosa hanno di così particolare questi Bewitcher per avermi fatto così tanto fomentare? Beh, prendete i Metallica di “Kill’em All”, aggiungeteci la tamarraggine Rock’n’Roll dei compianti Motörhead e completate il tutto con qualche spruzzo di puro distillato di NWOBHM. Ebbene, questo è quello che troverete in questo disco, ossia una miscela esplosiva che vi porterà in un attimo a tirar fuori il vostro vecchio e impolverato chiodo e ad iniziare a fare un furibondo headbanging ovunque vi troviate. Continua a leggere

LIVE REPORT – THE CURE + THE TWILIGHT SAD
Palalottomatica (Roma) – 30/10/2016

Non sono mai stato un accanito fan dei The Cure, ma se c’è un disco che mi porterei sulla classica isola deserta, questo sarebbe senza alcun dubbio “Disintegration”. Uno di quei pochi lavori che quando sei in un particolare stato mentale, diventa quasi una sorta di droga di cui non puoi proprio fare a meno. Quelle chitarre che definirei quasi liquide, unite al meraviglioso basso di Gallup, sono un ideale accompagnamento alle proprie riflessioni interiori ed hanno davvero pochi uguali nella musica. Ad ogni buon conto, nei miei ascolti passati non c’è ovviamente solo questo grandissimo capolavoro, ma anche lavori come “17 Seconds” o “Pornography”, insomma i The Cure più foschi e cupi, hanno forgiato e non poco il mio background musicale. Fatta eccezione per la stramba parentesi del loro debut album, ho sempre snobbato invece la parte più solare e pop della band, quella che appare in parte su “The Head On The Door”, ma in special modo in dischi come “The Top”, “Kiss Me Kiss Me Kiss Me” o “Wish”. Per quanto belle e trascinante potessero essere “Friday I’m In Love” o “Close To Me”, i veri The Cure per me erano quelli che trascinavano in mondi da incubo, come in “A Forest”, o che esaltavano a dismisura il proprio stato malinconico, manco a dirlo “Fascination Street”, il MIO pezzo dei The Cure. Tutto questo preambolo serve a dire che, sebbene i The Cure bene o male siano stati sempre presenti nella mia vita, ero comunque un po’ titubante di andarli a vedere dal vivo, o comunque non erano certamente in cima ai pensieri, come invece è per i King Crimson che suoneranno questo fine settimana. Però se ricevi il biglietto per il parterre come regalo di compleanno, non puoi che esserne strafelice. Continua a leggere

LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

MISTEYES
“Creeping Time”

Voglio essere onesto sin da subito: sono stato piuttosto indeciso se affrontare o meno la recensione di questo esordio firmato dal settetto torinese dei Misteyes. Il loro particolare outfit scenografico unito ad una descrizione piuttosto pomposa che li definisce come una “band che ha fatto incontrare luce ed oscurità”, non era certamente per me il migliore incentivo all’ascolto. Fortunatamente, ringraziando il mio inconscio che spesso e volentieri ne capisce di musica più del mio io cosciente, ho messo da parte questi miei inutili pregiudizi e mi sono inaspettatamente trovato davanti ad una band che conosce davvero il fatto suo. Infatti, pur non essendo un grande consumatore del genere, il loro Extreme Gothic Metal risulta essere davvero di eccellente fattura, grazie anche ad un songwriting vario ed interessante che alterna momenti più sinfonicamente goticheggianti ad altri più violenti di matrice Death Black, supportato da una produzione dai toni non esageratamente moderni. Continua a leggere

SKOLL
“Of Misty Fire We Are”

Davvero instancabile M., che dopo i progetti Darkness e The True Endless, mi manda da recensire anche gli Skoll, una band che potrebbe rappresentare da un certo punto di vista un po’ il suo lato musicale più melodico ed atmosferico grazie a un sound che mescola suggestioni Pagan Black dei primi Drudkh con spunti epici derivati da Bathory e Graveland. Nata col nome di Ragnarok nel 1994, la band ha poi virato rapidamente sull’attuale Skoll, attraversando i successivi due decenni tra lunghi momenti di pausa e l’alternarsi tra progetto solista di M. a vera e propria band, rilasciando comunque una discreta quantità di materiale, tra cui una manciata di demo ed EP, diverse antologie e ben quattro full length compreso questo recensito “Of Misty Fire We Are”. Insomma, una nutrita discografia che conferma ulteriormente l’alto grado di prolificità del suo mastermind M., che anche in questo nuovo lavoro, uscito a tre anni di distanza dal precedente “Grisera”, conferma la presenza al suo fianco di Mayhem, già con lui anche nei Darkness, alla batteria, e di Lunaris (famoso ex-Opera IX) alla tastiere, a cui si va ad aggiungere Marcello Bovio al basso. Continua a leggere

BIOSCRAPE
“Psychologram”

Difficile dare una netta catalogazione a questo quartetto emiliano chiamato Bioscrape, che con questo secondo full-lenght dal titolo di “Psychologram” festeggia anche i dieci anni di attività. Un traguardo sicuramente degno di nota, anche se la loro discografia si limita purtroppo solo ad un paio di demo autoprodotti e due full-lenght, il primo dei quali “Exp.01” è uscito nel 2011. Ma, d’altronde, non sempre quantità equivale a qualità. Fortemente ispirati a scenari Sci-Fi, in “Psychologram” i nostri esplorano la risposta della mente in seguito al contatto con realtà aliene psicotiche e brutali, che vengo espresse attraverso una sorta di Alternative Metal, o quantomeno così viene descritto dalla Overdub Recordings, che mette insieme un forte background che deriva dal Nu-Metal con un Groove Metal dotato di riff e ritmiche semplici e lineari, sul quale aleggia sempre quella atmosfera claustrofobica ed aliena tipica dei Meshuggah. Continua a leggere

HELLISH GOD
“Impure Spiritual Forces”

Gli Hellish God sono un terzetto che si è formato l’anno scorso per volere del batterista Luigi Contenti, già con un passato nei Vesper, insieme al chitarrista dei Burst Bowel Michele Di Ioia, ai quali si è poi aggiunto Tya, il vocalist di Antropofagus e Mindful Of Pripyat. Trovato un accordo con la Lord Of The Flies Records, viene dato quindi alle stampe il loro esordio “Impure Spiritual Force”, un EP di quattro tracce di puro Death Metal di scuola americana sulla falsa riga dei primi Deicide. In un periodo in cui il Death sta puntando quasi esclusivamente su sonorità estremamente tecniche ed arzigogolate, un’uscita di questo tipo è sicuramente ben accetta, pur sapendo in anticipo che non ci saranno molte sorprese al riguardo. Continua a leggere

SVARTELDER
“Pyres”

I miei ascolti di questo agosto appena passato, eccetto i vari lavori dei Therion recensiti per lo speciale estivo, si sono praticamente limitati a soli tre gruppi: Ade, Stilla e quindi questi Svartelder. Tenete conto che quasi tutti i miei dopo pranzo consistevano nel godermi il panorama del monte che sovrasta il paesino dove di solito risiedo durante le ferie avendo in cuffia quasi sempre gli ultimi due gruppi di cui parlavo sopra. Ringraziando il mio fiuto ancora parzialmente funzionante, sono riuscito a trovare due band in grado di dare ancora un senso forte alle due parole Black Metal. Se gli Stilla di “Skuggflock” mostravano un background fortemente legato alla propria terra natia, che vedeva in Satyricon ed Ulver un bel punto di riferimento, questi Svartelder, pur essendo in apparenza meno complessi, riescono a creare un ibrido tra un Black Metal fortemente dissonante, anche qui vengono in soccorso i Satyricon più recenti o i Khold, e momenti nei quali la musica scorre in una modalità decisamente più melodica e capace di creare scenari sonori quasi onirici. Continua a leggere

DEATHWOOD
“…And If It Were True?”

Al termine Horror Punk, le prime due immagini che mi vengono in mente sono quasi ovviamente i Misfits ed i loro ciuffoni unti, oppure i The Cramps con tutto il loro scalcagnato carrozzone di B-Movie e freak di vario tipo. Per questo motivo, al primo ascolto di questo “…And If It Were True?”, primo lavoro sulla lunga distanza del quartetto abruzzese Deathwood, son rimasto alquanto spiazzato dai loro suoni estremamente puliti e melodici, sebbene l’irruenza tipica del Punk rimanga ben visibile sia nei tempi sostenuti ottimamente tenuti dal batterista Buz sia nelle ritmiche di chitarra della coppia The ButcherFreak M, che mostrano una diretta discendenza dai grandi Ramones. Infatti, è proprio a questi ultimi che la band si ispira maggiormente, sebbene il loro Punk Rock’n’Roll scanzonato venga rivisto attraverso un wall-of-sound decisamente più moderno, e che a tratti mi ricorda molto i The Offspring di “The Kids Aren’t All Right”. Continua a leggere

SÜLFÜR ENSEMBLE
“I (4 Songs About Dystopia, Satan, Ghouls & Marilyn Monroe)”

Nome fighissimo quello scelto dai Sülfür Ensemble, e copertina che richiama esplicitamente quella di “Violet Art Of Improvisation”. Basterebbe anche solo questo per farmi andare fuori di testa con questo EP di debutto di questi quattro giovani turchi di Istanbul. In realtà, pur non potendo che apprezzare senza particolari riserve il loro Stoner Doom di chiara derivazione Electric Wizard pieno di chitarre grasse e fangose e di fraseggi solistici ricchi di acido Blues, credo che il gruppo debba ancora lavorare un pochino per ottenere una propria personalità compositiva, riuscendo così ad annullare completamente l’effetto cover-band della band inglese che in effetti un po’ tende a presentarsi durante l’ascolto di questo lavoro. Continua a leggere

DISEMBALLERINA
“Poison Gown”

Come poter mettere in forma musicale le forti emozioni generate da una dolorosa veglia funebre sfruttando degli schemi musicali affini al Doom, ma utilizzando soltanto una chitarra classica, un violoncello ed una viola? Alla base di questo enorme paradosso si trova la chiave di lettura di quanto proposto da questo terzetto americano chiamato Disemballerina, che nella scarsa mezz’ora a disposizione di questa quarta release intitolata “Poison Gown” ci introduce in un universo sonoro nel quale un immenso dolore viene rilasciato in una maniera quasi sussurrata, avvolgendosi intorno agli intrecci di viola e violoncello della coppia Myles DonovanJennifer Christensen, con la chitarra di Ayla Holland a destreggiarsi tra arpeggi decadenti e dei pizzicati falsamente dinamici. Continua a leggere

SGUAGUARAHCHRISTIS
“Ground”

Ormai dei fedeli frequentatori delle nostre pagine virtuali, i Sguaguarahchristis tornano a farsi sentire a distanza di due anni dal loro full-lenght “Der Nacht” con questo nuovo EP contenente tre brani ed intitolato “Ground”. Prima di andare a parlarne più nel dettaglio, ritengo sia opportuno specificare come per il sottoscritto questa sia la prima volta che ho a che fare con la band capitanata da Pesten Antilight Sg666, e che quindi quello che dirò non è basato sul confronto con le precedenti uscite della band ma sulle sensazioni direttamente generate dall’ascolto di questo “Ground”. Questo premesso, il sound presentato dagli Sguaguarahchristis è un Black Metal ostinatamente ortodosso, dotato di chitarre gelide, uno screaming tagliente e batteria terremotante. Continua a leggere