ABSU
“Abzu”

A distanza di poco meno di un anno e mezzo dal buon come-back “Absu”, gli Absu, sempre più saldamente governati da Proscriptor McGovern, tornano in pista con un nuovo lavoro fantasiosamente intitolato “Abzu”. In questo breve lasso di tempo, la band è andata di nuovo incontro ad una rivoluzione all’interno della propria line-up, che questa volta vede l’innesto di due nuovi sconosciuti membri, tali Ezezu al basso, e Vis Crom alla chitarra, che si vanno ad affiancare all’insostituibile padre/padrone Proscriptor. Continua a leggere

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“Absu”

Ritornati sulle scene dopo diversi anni di silenzio per pieno volere del solo Proscriptor, unico superstite della line-up che registrò “The Sun Of Tiphareth”, nel 2007 gli Absu tornarono a pubblicare pezzi inediti. Assoldati due semisconosciuti comprimari, tali Aethyris MacKay (chitarra, basso e synth analogici) e Vastatur Terrarum (basso & synth), la band firmò per Candlelight e si tolse di dosso un po’ di ruggine con uno split 7″ in compagnia degli sconosciuti Rumpelstiltskin Grinder. In seguito all’abbandono di Vastator Terrarum, sostituito dall’attuale chitarrista Zawicizuz, l’ulteriormente rivoluzionata line-up a tre elementi registrerà questo come-back chiamato semplicemente “Absu”. Continua a leggere

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“Tara”

Ci son voluti ben quattro anni agli Absu per dare un seguito al buono “The Third Storm Of Cytraul” e terminare la cosidetta trilogia celtica, sebbene non si possa dire che il terzetto texano sia rimasto con le mani in mano, dato che durante questo tempo ha realizzato un EP (“In The Eyes Of Ioldanàch”) ed una VHS con i videoclip di quattro brani. Ad ogni buon conto, qualcosa è sicuramente cambiato nei rapporti di forza del gruppo, e questo si nota semplicemente dando un’occhiata alle note del booklet, da cui salta subito agli occhi il totale isolamento di Ifernain, solito a scrivere in passato le “lyrical obscurity”, ossia liriche dedicate a temi magici/esoterici spesso connessi alla religione sumerica, e la totale presa di potere compositivo, a livello musicale, di Shaftiel, autore appunto di tutte le musiche, mentre è toccato a Proscriptor il compito di portare a termine l’intera scrittura dei testi. Continua a leggere

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“The Third Storm Of Cytraul”

Dopo aver raggiunto ed imposto un nuovo standard al Black Metal con il seminale “The Sun Of Tiphareth”, gli Absu aprono con il successivo “The Third Storm of Cythraul” la cosidetta “trilogia dei celti”, che proseguirà nell’EP “In The Eyes Of Ioldanach” e terminerà con “Tara”. Questo terzo full-lenght dei texani mostra un sound più sporco e rozzo del predecessore, ponendo maggiormente in luce l’anima Thrash della band. Messe parzialmente da parte le atmosfere epicheggianti, gli Absu, ormai stabilizzati nel trio Ifernain, Shaftiel e Proscriptor, tirano fuori dal cilindro un disco estremamente veloce e tirato, da puro headbanging, pieno di stop’n’go ed assoli al fulmicotone. Continua a leggere

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“The Sun Of Tiphareth”

Dopo l’uscita del debut album, gli Absu decidono di dare una bella sforbiciata alla loro formazione riducendosi a trio. Essendo il precedente “Barathrum V.I.T.R.I.O.L.” un disco ancora acerbo, erano decisamente poche le persone che potevano prevedere un evoluzione così impetuosa della band durante la composizione del secondo lavoro “The Sun Of Tiphareth”. Se in precedenza erano riscontrabili nel songwriting dei texani determinate influenze della scena norvegese, ora lo stile degli Absu si è fatto decisamente personale ed originale. Chitarre di chiara estrazione Thrash/Death si mischiano ad atmosfere epiche ed a tratti sognanti, ottenute grazie al sapiente utilizzo di tappeti minimali di synth e svariate incursioni di chitarre classiche. Continua a leggere

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“Barathrum V.I.T.R.I.O.L.”

Gli Absu saranno ricordati da molti come il primo gruppo Black Metal americano in grado di raggiungere importanti consensi a livello internazionale, mantenendo questo status di culto fino all’esplosione dell’USBM (Xasthur & co. ) avvenuta a cavallo del nuovo millennio. Il gruppo texano è stato inoltre tra i primi in assoluto ad utilizzare in maniera approfondita nei propri testi, oltre alla mitologia celtica, anche quella meno conosciuta dei Sumeri e Babilonesi. Nati sotto il nome di Dolmen nel 1989, con una line-up che presentava già Shaftiel ed Equitant Ifernail, e diventati poi definitivamente Absu nel 1991, con questo nick vengono rilasciate le due demo “Immortal Sorciery” e “Return Of The Ancients”, oltre al famoso 7″ “The Temples Of Offal”, che fa’ conoscere la band nei circuiti underground internazionali, anche se c’è da dire che lo stile del gruppo era ancora legato più al Death Metal che non al Black, ed i famosi inserti acustici che faranno la fortuna della band erano ancora lontani a venire. Dopo l’uscita del 7″ avviene infine il famoso cambio di line-up che risulterà fondamentale per la crescita e maturità degli Absu, ossia l’entrata di Sir Prosciptor MacGovern dietro le pelli. Continua a leggere