BEWITCHER
“Bewitcher”

Fantastici. Non mi viene altro in mente per descrivere il furioso e selvaggio Thrash Metal di questo trio originario di Portland chiamato Bewitcher. Ma cosa hanno di così particolare questi Bewitcher per avermi fatto così tanto fomentare? Beh, prendete i Metallica di “Kill’em All”, aggiungeteci la tamarraggine Rock’n’Roll dei compianti Motörhead e completate il tutto con qualche spruzzo di puro distillato di NWOBHM. Ebbene, questo è quello che troverete in questo disco, ossia una miscela esplosiva che vi porterà in un attimo a tirar fuori il vostro vecchio e impolverato chiodo e ad iniziare a fare un furibondo headbanging ovunque vi troviate. Continua a leggere

BIOSCRAPE
“Psychologram”

Difficile dare una netta catalogazione a questo quartetto emiliano chiamato Bioscrape, che con questo secondo full-lenght dal titolo di “Psychologram” festeggia anche i dieci anni di attività. Un traguardo sicuramente degno di nota, anche se la loro discografia si limita purtroppo solo ad un paio di demo autoprodotti e due full-lenght, il primo dei quali “Exp.01” è uscito nel 2011. Ma, d’altronde, non sempre quantità equivale a qualità. Fortemente ispirati a scenari Sci-Fi, in “Psychologram” i nostri esplorano la risposta della mente in seguito al contatto con realtà aliene psicotiche e brutali, che vengo espresse attraverso una sorta di Alternative Metal, o quantomeno così viene descritto dalla Overdub Recordings, che mette insieme un forte background che deriva dal Nu-Metal con un Groove Metal dotato di riff e ritmiche semplici e lineari, sul quale aleggia sempre quella atmosfera claustrofobica ed aliena tipica dei Meshuggah. Continua a leggere

Live Report – BLACK MOUNTAIN & SOVIET SOVIET
Villa Ada (Roma)
04/07/2016

A distanza di alcuni mesi dal concerto degli Amorphis all’Orion, torno ad assistere ad un evento live, questa volta nella splendida e fresca cornice di Villa Ada. Ad esibirsi in questo contesto estivo ci sono i canadesi Black Mountain, con l’inattesa ma gradita presenza del gruppo Post-Punk pesarese Soviet Soviet come supporting act. Fortunatamente, l’organizzazione, tenendo presente che era un lunedì sera, ha scelto un ottimo orario per il concerto, le 21.30, permettendomi di arrivare con tutta calma dandomi così la possibilità di poter ascoltare anche i Soviet Soviet. Continua a leggere

ALESSANDRO BUCCI
“Reflections Of Darkness – Maka Isna IV”

Quarto capitolo per il progetto di Ambient Elettronico del musicista romagnolo Alessandro Bucci, già recensito su queste pagine con il suo altro side-project Donnie’s Leach 88, che torna dopo tre anni dal precedente lavoro “The Next Step – Maka Isna III”, con questa nuovo “Reflections Of Darkness – Maka Isna IV”. Già solo guardando la bella copertina, raffigurante una luna piena che si rispecchia su di un placido e scuro mare, si può presumere un netto cambio di rotta a livello musicale per il progetto, che in questo caso si avvale anche della collaborazione di diversi artisti esterni, con in primis Chiara Sardelli, autrice di tutte le splendide foto che decorano l’artwork. Infatti, se nel precedente “The Next Step” l’Elettronica e la Dubstep venivano utilizzate per ricreare un preciso quadro metropolitano, con gli Ulver ben presenti come un importante punto di riferimento, in questa sua nuova opera Bucci, pur partendo da una solida basica ritmica Dubstep, tenta di percorrere nuove strade che arrivano a toccare il Jazz e pura avanguardia sonora. Continua a leggere

BOWEL STEW
“Debridement”

Vere e proprie leggende dell’underground italico, i Bowel Stew rappresentano il lato più putrido e sanguinario del Death Metal, anche grazie ad una tradizione ormai quasi ventennale che li vede possedere una delle vocal più disgustose che il Metal tutto ricordi. I veterani Riccardo (batteria) e Omar (chitarre e voce), affiancati dal nuovo arrivato Bubba, ritornano al formato full-lenght dopo ben cinque anni dal precedente “Necrocoital Amputorgy”, escludendo lo split a tre del 2011 pubblicato assieme a Hipermenorrea e ai leggendari Paracoccidioidomicosisproctitissarcomucosis, con un nuovo album grondante sangue e frattaglie da ogni singola nota. Continua a leggere

BLAZE OF SORROW
“Eremita Del Fuoco”

A quasi tre anni da quella piccola perla a nome “Echi” e dopo aver rilasciato nel frattempo l’ottimo EP “Fulgida Reminiscenza” e l’altrettanto valido split “Geister Des Winters” a fianco dei tedeschi Dämmerfarben, i Blaze Of Sorrow tornano sulle nostre pagine virtuali con il loro nuovo disco. “Eremita Del Fuoco”, questo il titolo della quarta fatica sulla lunga distanza per il duo mantovano, pur ponendosi sulla scia del suo predecessore, alla fine riesce a non venirne inesorabilmente oscurato. Se infatti dopo una simile prestazione si sarebbe anche potuto legittimamente pensare che Peter e N. optassero per un lavoro sulla falsa riga del precedente, ciò si rivela solo in parte vero, dal momento che i sette brani che compongono questa nuova uscita sono sì intimamente connessi con il passato della band e immediatamente riconoscibili a livello di songwriting, ma allo stesso tempo presentano un’immediatezza, quasi una sorta di aggressività, che in “Echi” era solo latente ma mai pienamente espressa. Continua a leggere

AZAGHAL / BLACK DEATH RITUAL
“Neljä Vihan Vasaraa / Four Hammers Of Hate”

Il 2004 è stato indubbiamente un anno molto prolifico per Narqath, vista la grande quantità di materiale pubblicato sia con gli Azaghal che con il suo side project più noto, i Wyrd. Tra tali uscite rientra anche questo split 12” fatto uscire in 800 copie assieme ai conterranei Black Death Ritual per volontà della piccola Hammer Of Hate. Tocca proprio a Narqath e soci il compito di aprire il lavoro con quattro brani che in sostanza riprendono quanto fatto nel precedente full-lenght “Perkeleen Luoma”, con l’unica differenza che in questa situazione la band dimostra di riuscire a mantenere costante una certa ispirazione. La produzione è sporca nella giusta maniera, ma riuscendo comunque a dare alle chitarre una certa corposità e dinamicità. Continua a leggere

BLADECATCHER
“Obverse”

I Njiqahdda, insieme alla controparte Ambient Njiijn, sono stati senza alcun dubbio una delle più particolari ed interessanti realtà arrivate da oltreoceano nell’ultimo decennio. Partendo dal Black, il duo originario dell’Illinois ha sempre cercato di rompere barriere ed espandere i confini della propria musica, avendo però come unico e spesso grave problema quello di una prolificità fin troppo eccessiva ed esasperata, cosa che in più occasioni ha contribuito ad abbassare la qualità musicale espressa dalla band. Ora, un tale cappello introduttivo serve per presentare questo nuovo progetto chiamato Bladecatcher, che vede coinvolto il solo /, ora chiamato “semplicemente” E. “Obverse”, sempre rilasciato dalla E.E.E. Recordings, storica etichetta dei Njiqahdda, è un breve EP contenente tre soli brani nel quale il polistrumentista americano si vede alle prese con un Death Metal dall’alto tasso tecnico e di chiara matrice Morbid Angel/Hate Eternal, dove a dominare incontrastati è un complicato riffing di chitarra. Continua a leggere

BLACK FLAME
“The Origin Of Fire”

Anche se cerco sempre di non farmi influenzare troppo dal monicker di un gruppo, quando tra le varie richieste è saltato fuori il nome Black Flame temevo di trovarmi di fronte all’ennesima band dedita ad un raw Black Metal senza tanti fronzoli e, neanche a dirlo, senza chissà che originalità. L’ascolto di questo “The Origin Of Fire”, sesto album per il quartetto italiano guidato da M:A Fog (batteria) e Il Cardinale (voce e chitarra), affiancati per l’occasione da Gnosis al basso e Tiorad alla chitarra, ha invece smentito nel modo più categorico queste mie supposizioni, mostrandomi una band che non proporrà magari niente di epocale, ma che sa il fatto suo e che può contare su un sound ben definito e personale, aspetti tutt’altro che scontati in un panorama sempre più saturo di lavori fatti con lo stampino. Continua a leggere

BATHORY
“Blood On Ice”

Visto il gelo che imperversa sulla nostra penisola, noi di Hypnos Webzine abbiamo deciso di chiudere questo 2014 nel migliore dei modi andando a ripescare uno dei classici firmati Quorthon, ovverosia “Blood On Ice”, un disco che arrivò sul mercato nell’ormai lontano 1996 quando il nome Bathory era ormai in piena decadenza, scalzato dalle nuove e rampanti leve del Black Metal. La poco riuscita sterzata Death dei precedenti “Requiem” e “Octagon”, oltre che il non certo memorabile disco solista Pop/Rock di Quorthon, non avevano di certo giovato all’immagine della band, anzi semmai tutto il contrario, e dunque poche persone si aspettavano di ritrovare con questo “Blood On Ice” un’opera in grado di rivaleggiare ad armi pari con i seminali dischi Viking del passato, “Hammerheart” in primis. Continua a leggere

BLIND GUARDIAN
“At The Edge Of Time”

Vista la recente pubblicazione di “Twilight Of The Gods”, singolo apripista del futuro ritorno sulle scene dei Bardi di Krefeld con il nuovo “Beyond The Red Mirror”, ho deciso di rinfrescarmi le idee andando a rispolverare “At The End Of Time”, loro ultimo lavoro in studio nonchè nono episodio della loro lunga carriera musicale. Alla sua uscita nell’estate del 2010 erano passati ben quattro anni dal sottovalutato e molto criticato “A Twist In The Mist”, una release che mostrava i bardi di Krefeld in un inaspettato ritorno alle origini dopo la sbornia compositiva di “A Night At The Opera”, senza però rinunciare a sperimentare nuove sonorità come nelle hard-rockeggianti “Fly” e “Another Stranger In Me”. Altra novità presente in quell’album era l’esordio dietro le pelli di Frederik Ehmke, chiamato a sostituire il dimissionario e mitico Thomen Stauch, ormai stanco delle velleità progressive mostrate dalla band e desideroso di ritornare verso lidi più classicamente Power. Continua a leggere

ALESSANDRO BUCCI
“The Next Step – Maka Isna III”

Il progetto Maka Isna nasce nel 2005 dalla mente di Alessandro Bucci, vocalist del gruppo Avantgarde Black Metal Hell Baron’s Wrath, con l’idea di voler creare un mix di Elettronica e Ambient come ideale soundtrack di un Thriller o di un Horror. Due anni dopo, tramite autoproduzione, vede la luce il primo capitolo, “Maka Isna – Soundtrack For Your Nightmares”, e dopo altri due anni il secondo capitolo, “Maka Isna II”, che sposta il baricentro musicale maggiormente verso un sound più elettronico e meno ambient. Entrambi i lavori verrano poi ristampati in un unico CD e disponibili per l’acquisto e l’ascolto in streaming sul Bandcamp dedicato. In seguito, il progetto viene abbandonato per alcuni anni per poi venire ripreso nel maggio del 2013, quando gli sforzi del suo mastermind si riverseranno nella creazione di questo “The Next Step – Maka Isna III”. Continua a leggere

BLAZE OF SORROW
“Fulgida Reminiscenza”

Avevamo lasciato Peter e la sua creatura sul finire del 2012 con la pubblicazione dell’ottimo full length “Echi”, e lo ritroviamo nuovamente sulle nostre pagine virtuali con l’uscita dell’EP “Fulgida Reminiscenza”, un lavoro che presenta tre tracce registrate originariamente nel 2010 e che solo ora vedono la luce, accompagnate da un ulteriore brano inedito e da una cover, anche grazie al supporto della label rumena Sun & Moon Records. Continua a leggere

BLUE BEAM PROJECT
“The Spirit Molecule”

Lo dico subito, e senza fare giri di parole contorti, non sono un grande fan del Djent, oppure, allargando il tiro, di tutto quel carrozzone composto da gruppi iper-tecnici, abili solo a suonare i tempi più complessi della Terra, uscito fuori dopo l’esplosione dei Meshuggah con il loro capolavoro “Chaosphere”. Non fraintendetemi, sono il primo ad adorare moltissimo la grande evoluzione che porto’ il gruppo svedese dall’essere un eccellente clone iper-tecnico dei Metallica a diventare una delle band più innovative del Metal in generale, creando un trittico di lavori fenomenali (“Destroy Erase Improve”, “Chaosphere” e “Nothing”) che portò in seguito alla creazione di un genere denominato ad hoc, ossia il Djent. Continua a leggere

BURIAN
“Rancore”

I Burian sono una Black Metal band laziale di profonda coerenza, formatasi nel 2012 per volontà di quattro musicisti già precedentemente militanti nella formazione degli Hybris. “Rancore”, loro primo EP datato ottobre 2013, raccoglie cinque brani molto interessanti. In linea di massima il riffing è lineare, salvo poche eccezioni come in “Rancore” e in “Vento Glaciale”, ma ciò nonostante i quattro musicisti riescono a partecipare sapientemente alla costruzione dei brani dando la dovuta importanza a tutti gli strumenti. Continua a leggere

BLACKDEATH
“Phobos”

Settimo album in quindici anni di carriera per i russi Blackdeath, che dopo tre anni di silenzio tornano ad infestare di incubi queste fredde e oscure serate invernali. “Phobos” è un lavoro dilaniante e gelido dalle strutture complesse arricchite da ritmiche sincopate e per niente lineari che vi lasceranno alquanto disorientati durante i primi ascolti; una caratteristica questa che, alla lunga, si trasforma in un vero punto di forza conferendo longevità ad un album che vuole discostarsi dalla massa senza derivazioni “troppo” avanguardiste. Continua a leggere

BLACK FAITH
“Jubilate Diabolo”

Nonostante un lungo periodo di attività che si avvicina a superare il decennio, i pescaresi Black Faith possono contare su una discografia veramente ridotta al minimo. Infatti, nati inizialmente come cover-band dei Marduk sotto il nome di Seirim, la band capitanata dal cantante e chitarrista Snarl V.R.J. ha realizzato un unico demo nel 2006 (“Proclaim My Victory”), seguito quattro anni dopo da una promo version, riservata ad etichette e webzine, di questo “Jubilate Diabolo”. Questa ultima scelta sembra aver dato ragione ai Black Faith, dal momento che oggi ci troviamo qui a parlare del full-lenght vero e proprio, realizzato sotto le insegne della nostrana Mother Death Productions. Continua a leggere

BOARDS OF CANADA
“Tomorrow’s Harvest”

“Tomorrow’s Harvest” è il miglior album del 2013 per la sottoscritta, almeno per il momento. I Boards Of Canada spezzano col botto un digiuno durato ben otto anni che faceva quasi temere il peggio, anche se il duo scozzese di elettronica è noto per essere refrattario alle tendenze: rarissimi live, quattro studio album e sei EP in più di vent’anni di carriera, dei quali annunciano l’uscita per mezzo di messaggi subliminali o della numerologia. Continua a leggere