CHIRAL
“Gazing Light Eternity”

Un anno fa, più o meno proprio in questi stessi giorni, tra le numerose richieste di recensione arrivò anche quella di una one man band italiana che finì subito per attrarre la mia attenzione grazie all’ottima prestazione fornita su “Night Sky”, ripetendosi qualche mese più tardi con il breve ma intenso EP “Snow//Heritage”. Tenendo fede alla sua inesauribile vena compositiva, Chiral, questo il nome del progetto in questione, torna ora a farsi sentire con “Gazing Light Eternity”, in uscita a breve, che è sì la naturale prosecuzione del processo evolutivo portato avanti con i precedenti lavori, ma allo stesso tempo è anche un album che ne prende in parte le distanze rimescolando nuovamente le carte in tavola. Continua a leggere

CICONIA
“Winterize”

Anche se qualcuno a ben vedere l’ho anche apprezzato, gli album strumentali sono sempre stati un tipo di uscita che non mi ha mai intrigato troppo, vuoi perché spesso i musicisti puntano su virtuosismi tanto intricati quanto fini a se stessi, vuoi perché per scrivere questo tipo di pezzi non basta solo non metter la voce, ma bisogna pensarli in modo tale che questa assenza non si faccia sentire, cosa tutt’altro che banale. In tutta onesta è stato dunque con poche aspettative che mi sono avvicinato a questo “Winterize”, debutto sulla lunga distanza dei Ciconia, trio spagnolo attivo già da qualche anno e con alle spalle un debutto sulla lunga distanza ed un EP, anche perché a questa mia diffidenza si aggiungeva il fatto che le note riportavano che si trattava di Prog-Rock con ascendenze Metal. Continua a leggere

CHELIDON FRAME
“Imago”

A poco più di un anno di distanza dalla recensione fatta per il suo bel debutto “Framework”, il progetto Ambient Chelidon Frame portato avanti dal poliedrico musicista italiano Alessio Premoli ritorna sulle nostre pagine con questo nuovo album intitolato “Imago”. Se il precedente era una specie di antologia con vari brani composti in un lungo periodo di tempo e pubblicati sotto svariate forme, “Imago” è invece un lavoro in cui trovano posto soltanto brani inediti grazie ai quali Premoli cerca di riversare in note la disperazione e le difficoltà del mondo moderno. Come per “Framework”, anche questo non è un disco facile, dal momento che musicalmente si spazia senza logica di sorta tra tipiche partiture Dark Ambient (“Mikveh”, dotata anche di uno scheletrico pattern percussivo, o “Phase 0: Explorer”), sinistri rumori dai vaghi toni industriali (“Adache” o “On This Horrible Machine”) e sprazzi di delicata malinconia (vedi “Phase 1: Peak XV”), che accerchiano senza possibilità di fuga il povero ascoltatore. Continua a leggere

COMMON GRAVE
“Dust Of My Existence”

Ne è servito di tempo ai Common Grave per riuscire a dare un seguito all’interessante full length di debutto “Il Male Di Vivere”, lavoro in cui il quintetto veneto aveva mostrato in una forma compiuta un’originale e personale formula che univa il Black Metal di matrice norvegese a riff ed atmosfere maggiormente debitrici al Doom. Ora, a distanza di ben sette anni e anche grazie all’accordo con l’etichetta ucraina Vacula Productions, i Common Grave tornano sulle scene con questo nuovo “Dust Of My Existence” e con una formazione rimasta praticamente invariata ad eccezione del bassista Kaalt, entrato in sostituzione del precedente AR andato via nel 2009. L’album inizia in maniera alquanto strepitosa con due brani di livello elevatissimo, quali la title-track e la successiva “On Gray Paths We Move”, in cui il sound della band viene sviluppato in maniera quasi perfetta. Continua a leggere

CHIRAL
“Snow//Heritage”

Come già ci aveva anticipato in sede di intervista, Chiral non ha perso tempo ed è subito tornato a farsi sentire con il suo omonimo progetto. Dopo l’eccellente “Night Sky”, ero molto curioso di vedere dove sarebbe andato questa volta a parare l’eclettismo del musicista italiano, quanto mai incline nelle precedenti uscite a mutar anche radicalmente pelle al proprio sound, passando dal ruvido Black/Death degli esordi ad un più raffinato Atmospheric Black Metal di forte ascendenza Cascadian. Questa sua inclinazione al cambiamento viene confermata anche in questo “Snow//Heritage”, un EP di quattro tracce in cui il nostro abbandona in parte le atmosfere del precedente album per concentrarsi su di un approccio più orientato verso una dimensione Neofolk/acustica, pur non dimenticando, come vedremo, le sue radici. Continua a leggere

CLAWED FOREHEAD
“My Domain”

Confesso fin da subito che non sono mai stato un gran entusiasta del cosiddetto Cello Metal, che a partire dalle cover dei Metallica ri-arrangiate dagli Apocalyptica, ha iniziato lentamente a farsi strada tra gli appassionati di Metal e generi affini. Questa scelta di sostituire chitarre e bassi elettrici con violini, violoncelli e contrabbassi, mi è sempre sembrato un po’ un esotico divertissement più che una scelta stilista sensata che portasse un qualche tipo di innovazione all’interno del Metal. L’unico gruppo che mi ha destato un pizzico di curiosità sono stati i tedeschi Coppelius, che con le loro stravaganze a livello di costumi e la loro teatralità esasperata mi sono sembrati gli unici che avessero realmente qualcosa di originale da dire. Tutto questa introduzione serve per andare a parlare di questi Clawed Forehead, un gruppo multietnico con sede a Brno che giunge con il qui presente “My Domain”, uscito per conto della Metal Age Productions, alla terza prova sulla lunga distanza. Continua a leggere

CHARUN
“Stige”

Forse ricorderete che ho già parlato (bene) del quartetto cagliaritano dei Charun più o meno un anno fa quando mi occupai, pur molto in ritardo, del loro EP di debutto intitolato “De Ortu Solis” uscito nel 2013. Ora, quasi a farmi perdonare, sto scrivendo di questo nuovo “Stige” praticamente a ridosso della sua data di pubblicazione. Tante cose sono di sicuro cambiate in seno ai Charun nel corso di questi tre anni, e questo si riflette nel nuovo lavoro. Trovato il supporto di una coppia di etichette quali Cave Canem e As Above So Below Records, il gruppo capitanato dal chitarrista Nicola Olla si ripresenta in una veste quasi completamente nuova, a partire dall’elegante digipack del disco, fino alla estrema cura dedicata in fase di produzione. Continua a leggere

CRIMINAL ELEMENT
“Criminal Crime Time”

Attingendo dal voluminoso promo pack inviatomi dalla slovacca Metal Age Productions, non potevo che iniziare i miei ascolti con questi Criminal Element. D’altronde avere una copertina così tamarra, ma allo stesso tempo fieramente Metal per via di tutti quei piccoli dettagli che si possono trovare al suo interno, non poteva certo non attirare sin da subito la mia attenzione. Solo in seguito, andando un attimo a spulciare la bio allegata al lavoro, ho scoperto che dietro questi quattro aspiranti gangster da bassifondi newyorkesi, si celava un progetto messo insieme nel 2001 da due ex Dying Fetus, ovverosia John Voyles, chitarrista sul capolavoro “Destroy The Opposition” e poi passato negli altrettanto grandiosi Misery Index insieme a Jason Netherton, e Vince Matthews, vocalist sul successivo “Stop At Nothing”, che per varie ragioni non furono in grado di concretizzare veramente il tutto se non dal 2005. Continua a leggere

INTERVISTA CHIRAL – Chiral

Sempre attenti a dare spazio alle realtà emergenti, questa volta abbiamo incontrato Chiral e il suo omonimo solo project in occasione dell’uscita del suo ultimo album “Night Sky”, uno dei full length più interessanti di questo anno. Ecco quello che è venuto fuori durante questa lunga e piacevole chiacchierata. Continua a leggere

CHIRAL
“Night Sky”

Nato sul finire del 2013, il solo project Chiral ha già alle spalle diversi lavori che ne hanno delineato un percorso che lo ha visto passare piuttosto velocemente dal tutto sommato ordinario Black/Death degli esordi al ben più maturo Atmospheric Black Metal di questo “Night Sky”. La curiosità suscitatami dall’arrivo di questo lavoro era tanta, anche perché tra le influenze, passate e presenti, venivano citati act del calibro di Wolves In The Throne Room, Opeth e Falls Of Rauros, circostanza che, non lo nascondo, temevo potesse farmi ritrovare tra le mani un’uscita che, alla fin fine, magari non sarebbe stata in grado di reggere il carico di attese che poteva legittimamente creare. Invece, con un certo compiacimento, devo ammettere che il mastermind piacentino Chiral ha saputo dare vita ad un album davvero eccellente in cui convivono ottimamente molte delle influenze da lui citate, a cui aggiungerei qualche reminiscenza di Agalloch, Lustre, Panopticon e Blaze Of Sorrow. Continua a leggere

CROPSY MANIAC
“Shear Terror”

Finalmente è tempo anche per Hypnos Webzine e per il sottoscritto di andare in vacanza e mettersi alle spalle questo cocente luglio. Prima di staccare la spina vado a pubblicare questa recensione scritta quasi un anno fa e, per svariati motivi, rimasta inedita fino ad oggi. Il lavoro in questione è l’esordio fulminante della band americana Cropsy Maniac, un quartetto che si presenta a tutti gli amanti del Grindcore e del Horror Movie di serie Z con questo breve EP, di soli nove miunti di durata, intitolato “Shear Terror”. Capitanati da due ex membri dei Blood Freak, Kevin Reace (voce) e Travis Ruvo (batteria), questi Cropsy Maniac sono saltati alla mia attenzione sia per la splatterosa copertina che mi ha ricordato i bei tempi dei Mortician (tra l’altro è presente come guest vocal lo stesso Roger Breaujard), sia per la presenza di una cover dei miei amati Haemorrhage, la stupenda “Dawn In The Rotting Paradise”, uno dei pezzi di punta del loro capolavoro “Anatomical Inferno”. Continua a leggere

CRYPTRIP
“The Great Magmatic Leviathan”

Arrivano direttamente dalle profondità ribollenti dell’Etna questi Cryptrip, un trio formatosi di recente che debutta sulla lunga distanza con questo “The Great Magmatic Leviathan”, lavoro uscito in completa autoproduzione nel gennaio di quest’anno e disponibile interamente sul Bandcamp del gruppo. Registrato presso gli Studio12 di Catania e masterizzato da , già produttore di act come Khanate o Sunn O))), il qui presente “The Great Magmatic Leviathan” consta di sette tracce di fangosissimo Stoner Doom ad alto tasso psichedelico, con i pachidermici riff di chitarra di R., di chiara scuola Black Sabbath, che si scontrano ed affogano in un magma ribollente di strani suoni ed fx creati dal batterista A.D. e ben sorretti dal sostegno ritmico di basso e batteria. Continua a leggere

COMACOZER
“Deloun”

Giunge dalla lontana Australia, e più precisamene dalla stupenda Sydney, questo progetto che risponde al nome di Comacozer, un trio dedito ad uno Stoner strumentale dai toni altamente psichedelici. Formatasi abbastanza di recente, era il 2013, la band è composta da Rick B. alla chitarra, Rich E. al basso, con il batterista Andrew P. a completare la line up. Il primo risultato discografico dei Comacozer è stato l’EP “Session”, un’autoproduzione pubblicata nel novembre del 2014 e successivamente bissata, nel marzo di quest’anno, dal qui presente EP intitolato “Deloun”. Continua a leggere

CHAOS ALTAR
“And Then You Die”

Se, comprensibilmente, il monicker Chaos Altar vi dice poco o nulla, forse i più attenti ricorderanno qualcosa se nomino Executor (noto anche come ‘N’), già batterista nei live per i Necrowretch e mente dietro all’ex progetto Nir’um’Tuk, dove uso l’aggettivo “ex” proprio perché Chaos Altar altro non è che la reincarnazione di quella one man band. Questo cambio di nome non è l’unica novità apportata perché, credo assolutamente non per puro caso, anche la componente sonora ha subito una evoluzione, passando da un Black Metal tra il sinfonico e il thrasheggiante ad uno che mi ha in qualche modo richiamato alla mente i Mayhem di “Grand Declaration Of War”, pur non condividendone l’esasperata volontà di sperimentazione. Continua a leggere

CHELIDON FRAME
“Framework”

Dietro al nome Chelidon Frame non si cela altro che il chitarrista milanese Alessio Premoli, musicista dedito alla studio ed alla composizione di musica concreta, il quale, dopo aver sperimentato nel 2012 diversi generi come il Noise e l’Ambient con il progetto Prospettiva Nevskij, ha deciso di riunire in questo lavoro intitolato “Framework” diverse composizioni di musica concreta già composte in precedenza, tra cui citiamo “Antartica”, presente anche in questa release e selezionato per il progetto di sonorizzazione “here.now.where?” promosso da Saout Radio per la quinta biennale di Marrakech. Continua a leggere

CENDRA
“666 Bastards”

Anche se cerco sempre di non farmi troppo influenzare dal titolo e dalla copertina di un album, ci sono volte in cui è veramente difficile non farlo, come è accaduto per questo “666 Bastards” degli spagnoli Cendra, terzetto attivo dal 2009 che non fa niente per celare un’attitudine che strizza pesantemente l’occhio al “proto” Black Metal degli anni ’80 e, di conseguenza, pure ai Darkthrone di “F.O.A.D.”, “Dark Thrones & Black Flags” e “Circle The Wagon”. Su di una base tipicamente Black Metal, i nostri mischiano infatti influenze Heavy, Thrash e Punk, finendo per ricordare ora i Venom o i primi Bathory, ora i Discharge, quando non addirittura i Mayhem di “Deathcrush” o i Morbid. Continua a leggere

CHARUN
“De Ortu Solis”

Nato come progetto solista di stampo prettamente Post Rock da parte di Nicola Olla, chitarrista dei Curse This Ocean, i Charun sono poi diventati una vera e propria band con l’entrata in line-up di altri tre musicisti: Valerio Marras (chitarre ed effetti), Simone Lo Nardo (basso) e Daniele Moi (batteria). L’EP in questione, intitolato “De Ortu Solis”, è il loro debutto e contiene quattro tracce per una durata di poco meno di mezz’ora. Francamente non sono un grande esperto di tali sonorità, e perciò, dovendomi solamente basare sulle mie sensazione, cito solamente le fonti d’ispirazione nominate dalla band stessa nelle loro breve bio, ossia realtà come Immanu El e This Will Destroy You. Continua a leggere

INTERVISTA CEREBRAL EXTINCTION – Band

Con il full length di debutto “Inhuman Theory Of Chaos”, i Cerebral Extinction sono riusciti a ritagliarsi un posto al sole nell’affollato panorama Brutal/Death. A qualche mese da questa uscita e con i bresciani già al lavoro su del nuovo materiale, Hypnos Webzine è andata a tastare il polso della situazione. Continua a leggere