DARKESTRAH
“Turan”

Inutile negarlo, i Darkestrah sono uno di quei gruppi che seguo sempre con un occhio di riguardo e che, sino ad ora, non ha mai tradito le mie aspettative. Certo, ad ogni nuova uscita ho sempre un briciolo di timore che la loro vena compositiva possa avere una fisiologica flessione ma, tutto sommato, la loro formula ormai collaudata, pur passata la sbornia dell’effetto sorpresa, sembra reggere bene il passar degli anni. Questa volta però la situazione si presentava più spinosa, perché i kirghizi dovevano far fronte all’abbandono di Kriegtalith, la storica vocalist e vera anima del gruppo assieme al batterista Asbath, sostituita per l’occasione dal per me sconosciuto Merkith. Se a questo aggiungete la curiosità di vedere se i nostri avessero ancor più accentuato la componente epica comparsa prepotentemente nel precedente “Manas”, allora capite bene che questo “Turan” aveva tutte le carte in regola per essere un netto punto di rottura rispetto al loro passato. Continua a leggere

INTERVISTA DARKESTRAH – Asbath

Hypnos Webzine è orgogliosa di poter incontrare i Darkestrah, una delle band più interessanti della scena Metal che ha saputo impressionare e affascinare nel corso degli anni grazie all’innata capacità di coniugare Black Metal e sonorità della loro terra d’origine. Intervistati in occasione dell’uscita della loro ultima fatica, “Manas”, ecco cosa ci ha raccontato il batterista Asbath. Continua a leggere

INTERVISTA DARKESTRAH – Asbath (ENG)

Hypnos Webzine is honoured and proud to introduce Darkestrah. With their impressive ability to mix Black Metal with traditional sounds from their homeland, Darkestrah are one of the most interesting and fascinating bands in the metal scene. Upon the current release of their last album “Manas”, we had the chance to meet them; here’s what Asbath told us. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Manas”

In una scena sempre più inflazionata da epigoni e band fatte con lo stampino, imbattersi in gruppi capaci di emergere con delle idee personali è ormai cosa rara, e ancor più lo è trovarne che siano in grado di portarle avanti ed evolverle nel corso degli anni senza scadere nell’autocitazione. Da questo punto di vista i Darkestrah sono diventati, album dopo album, sempre più una garanzia, giungendo al quinto full-length senza aver perso un briciolo della propria verve creativa e forti di una coerenza compositiva che non li ha mai portati a tradire le proprie origini. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Khagan”

Dopo tre anni di silenzio tornano a farsi sentire i Darkestrah, ora passati sotto l’egida della Osmose e qui alle prese con un EP di tre tracce. “Khagan”, questo il titolo della nuova release, continua il discorso iniziato con i precedenti lavori ma, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, più che all’ultimo “The Great Silk Road” si rifà al debutto “Sary Oy”, dal quale attinge le magiche atmosfere ancestrali che lo caratterizzavano grazie al massiccio uso, specialmente in “Saga Of Temudgin”, la migliore del lotto, di strumenti tipici della loro terra natia. Continua a leggere

DARKESTRAH
“The Great Silk Road”

Se emergere in un panorama musicale sempre più affollato provenendo dal Kirghizistan non deve essere stato affatto semplice, riuscire a confermarsi su alti livelli non era sicuramente un’impresa così scontata, soprattutto avendo alle spalle dei lavori che erano riusciti a catturare l’attenzione anche grazie all’uso di sonorità “atipiche” come quelle della loro terra, che avrebbero però potuto perdere da un momento all’altro gran parte del loro fascino, scadendo nell’autocitazione più becera, se non fossero state opportunamente sorrette da un songwriting capace di rinnovare i propri schemi compositivi. Per tutte queste ragioni, a cui va aggiunta quella più prosaica che li vede come uno dei miei gruppi preferiti, il nuovo album dei Darkestrah era una di quelle uscite che attendevo con più aspettative ed impazienza, visti anche i numerosi ritardi subiti in sede di pubblicazione. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Epos”

Dopo il maestoso “Sary Oy”, opera prima che univa alla perfezione Black Metal e sonorità della loro terra d’origine, e il non esaltante e prevedibile “Embrace Of Memory”, album troppo accademico e con pochi spunti degni di nota, i Darkestrah giungono con ”Epos” al fatidico terzo album. E lo fanno mettendosi in gioco e rischiando, dando alle stampe un lavoro composto da un’unica traccia di oltre 30 minuti, per l’appunto “Epos”, un racconto incentrato sulla figura del lago Issyk-Kul e della città che la leggenda vuole sia celata dalle sue acque. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Embrace Of Memory”

Ricordo ancora oggi come all’epoca rimasi piuttosto scettico e parzialmente deluso da questo “Embrace Of Memory”, secondo lavoro firmato Darkestrah, non credendo che dopo il poco riuscito mini “The Way To Paganism” la band kirghisa decidesse di continuare su quella strada, ma confidando invece in un ritorno verso il Folk Black del loro stupendo debut album “Sary Oy”. I nostri invece tirano dritto e propongono una serie di brani che espandono quanto mostrato nell’EP e anzi, non soddisfatti, si spingono fino a riprodurre nel full tutte le tracce presenti in “The Way To Paganism” (“Black Cathedral”, “Human Hopes” e la cover dei Pagan, “Marching Of The Hordes”). Continua a leggere

DARKESTRAH
“The Way To Paganism”

Dopo lo splendido disco di esordio “Sary Oy”, un vero gioiellino di Black Folk che ha permesso al gruppo di far conoscere al mondo le tradizioni del loro paese, il Kirghizistan, una repubblica ex-sovietica confinante con la Cina, ecco che nell’attesa del loro secondo full-length i Darkestrah fanno uscire per la No Colours questo piccolo antipasto limitato a sole trecento copie e contenente tre brani, tra cui una cover dei Pagan. La line-up presente su questo breve lavoro è ridotta a soli tre membri: Asbath alla batteria, Kriegtalith alle vocal e Resurgemus che si occupa delle chitarre e dei synth. Guest importante in questo EP è sicuramente Kanwulf / Ash, che si occupa della registrazione e del mixaggio. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Sary Oy”

I Darkestrah, band proveniente dal lontano Kirghizistan e “scoperta” da Kanwulf (mastermind di Nargaroth), uscirono dall’underground nel 2004 con questo “Sary Oy” dopo aver realizzato due demo registrati nella loro terra d’origine, al contrario del presente album prodotto in Germania sotto l’egida del sopraccitato Kanwulf. Nel loro debutto sulla lunga distanza i Darkestrah mettono in mostra una musica di non facile catalogazione, proponendo un Black Metal che risente di numerose influenze stilistiche che inglobano parti Folk/Ambient ed elementi sonori della loro terra d’origine, che contribuiscono a creare un mood arcano e spirituale. Continua a leggere