FORTERESSE
“Thèmes Pour La Rébellion”

Quando ormai dieci anni fa ho iniziato a scandagliare in modo più approfondito quel che già allora era il fittissimo sottobosco delle realtà Black non scandinave, uno dei primi gruppi in cui mi sono imbattuto sono stati gli allora esordienti Forteresse, che con il loro magnifico “Métal Noir Québécois” rivendicavano con fierezza fin da tale titolo la loro identità francofona, tratto distintivo della loro discografia che li accomunava a molte altre realtà della scena canadese come Brume d’Automne, Monarque e Csejthe. Per tanti motivi, non ultimo il fatto che di li in avanti i nostri addolcirono, se così si può dire, il proprio suono aggiungendoci parecchie dosi di atmosfericità a discapito di un riffing più diretto, quello è stato l’unico album del gruppo del Québec che ho apprezzato in tutto e per tutto, quindi l’arrivo della richiesta di recensione del loro nuovo “Thèmes Pour La Rébellion” non mi aveva acceso chissà quale entusiasmo, giusto soltanto un po’ di curiosità visto il buon ritorno con la recente “Wendigo” (2014), uscita nello split a quattro “Légendes”. Continua a leggere

FROZEN OCEAN
“The Prowess Of Dormition”

Puntuale come un orologio svizzero, il musicista russo Vaarwel ed il suo progetto Frozen Ocean tornano sulle nostre pagine virtuali a distanza di un anno dalla svolta elettronica di “Prills Of Remembrance”. Questo nuovo lavoro, un EP intitolato “The Prowess Of Dormition”, denota un ritorno a sonorità marcatamente Atmospheric Black, con il classico riffing che viene però reinterpretato in un modo alquanto particolare. Nonostante Vaarwel si mantenga abbastanza fedele allo stile qui proposto, in realtà quello che esce fuori è un Black Metal si freddo, ma allo stesso tempo anche molto solare, quasi a voler rappresentare l’intenso e brillante riflesso prodotto dal paesaggio innevato presente in copertina. Continua a leggere

FURIOUS BARKING / DESMODUS
“Italian Thrash Relics Vol. 1”

Interessante iniziativa quella portata avanti dalle italiane Rude Awakening Records e DeathStorm Records e che dovrebbe portare alla realizzazione di una serie di split album, intitolati “Italian Thrash Relics”, nei quali verranno ripubblicati una serie di EP o demo di gruppi Thrash italiani attivi alla fine degli anni ottanta/inizio anni novanta ormai introvabili. Una iniziativa che ritengo sia assolutamente lodevole, data la genuinità di una scena come quella italiana in cui molte band non ebbero mai la reale possibilità di poter cogliere quanto seminato. A scontrarsi in questo primo volume sono gli ascolani Furious Barking, che ripresentano in questa nuova veste il loro EP “De-Industrialized” del 1991, e i goriziani Desmodus, dei quali viene riesumato il loro unico lavoro del 1992, “Human Wreck”. Continua a leggere

FLESHLESS
“Devoured Beyond Recognition”

Dopo aver visitato gli sporchi bassifondi newyorkesi con i Criminal Element, ci spostiamo in quel di Decín, una piccola città settentrionale della Repubblica Ceca, per parlare di un’altra release targata Metal Age Productions e di questi veterani macellai che rispondono al nome di Fleshless. La storia della band affonda le sue origini fin dal 1990, quando i nostri si chiamavano ancora Zvrator, monicker poi cambiato nel ben più diretto nome attuale nel 1993. Da allora, il quartetto ne ha fatta parecchia di strada, registrando ben otto full-lenght, compreso il qui presente “Devoured Beyond Recognition”, l’ultimo dei quali risale però a quasi quattro anni fa, “Slaves Of The God Machine”, ed una manciata di split e demo. La line-up è rimasta praticamente intatta da dieci anni a questa parte e vede alle vocal Vladimir Prokoš, il suo compare sin dai tempi degli Zvrator Ludek Huzán alla chitarra, Michal Filipi, ex Lykathea Aflame a completare la coppia di asce, e Vitys alla batteria a chiudere la formazione. Inoltre, dalle note biografiche allegate al promo non sembra essere presente un bassista o, quantomeno, qualcuno che lo suoni. Il fatto viene anche confermato dall’ascolto del disco, con le chitarre che risultano essere molto cristalline anche nei toni bassi. Continua a leggere

INTERVISTA FUNERAL MARMOORI – Il Capitano

Rimasti molto affascinati dall’Heavy Doom a tinte psichedeliche presente nel loro secondo full-lenght, edito dalla Minotauro Records, “The Deer Woman”, era d’obbligo per noi di Hypnos Webzine andare ad approfondire tutto quel che gira intorno al monicker Funeral Marmoori. Fortunatamente, abbiamo trovato ne Il Capitano un interlocutore decisamente voglioso di raccontare, anche in toni ironici, il proprio mondo musicale. Continua a leggere

FINAL DAYS SOCIETY
“Icebreaker”

E’ un suono che arriva direttamente dalle fredde e gelate lande del Nord Europa quello concepito dai Final Days Society, quintetto svedese proveniente dalla cittadina di Växjö, il cui suono chiaro e cristallino come una bianca coltre nevosa sotto un luminoso sole invernale non può fare altro che riportare alla mente i padri indiscussi del Post-Rock, ossia gli immensi Sigur Ròs. Capitanati dal bassista e cantante d’origine thailandese Suwat Khanh, i nostri giungono con “Icebreaker” alla loro terza fatica discografica in circa dieci anni di attività, proponendo un lavoro che sembra voler mettere in musica i forti contrasti naturali delle fredde lande del Nord. Continua a leggere

FUNERAL MARMOORI
“The Deer Woman”

Come prima recensione fatta in questo 2016, l’ascolto di “The Deer Woman”, secondo full lenght del quartetto toscano Funeral Marmoori, non può che rappresentare un ottimo auspicio per il prosieguo. Infatti, questo Heavy Doom di chiara estrazione St. Vitus ed incestato con oscure influenze settantiane tramite l’utilizzo intrigante di un organo Farfisa, è davvero pane per i miei denti. Ma facciamo brevemente un passo indietro ed introduciamo per bene la band. Formatisi nel 2008 da una idea del Capitano (voce e chitarra) e del Boss (batteria), già insieme nel gruppo Stoner Gum, a cui in seguito si aggiungono Nadin (organo Farfisa & synth Juno-d) ed il bassista Marco Trentanove, con questa line-up i Funeral Marmoori registrano nel 2011 il loro debutto “Vol. 1”, pubblicato per conto della BloodRock Records. In seguito, la band farà molta attività live, suonando con gruppi del calibro di Orange Goblin e Karma To Burn, per arrivare poi alla attuale line-up con l’ingresso in pianta stabile della bassista Annalisa ed al contratto con la Minotauro Records, etichetta che rilascia questo secondo opus intitolato “The Deer Woman”. Continua a leggere

FORNACE
“My Journey Is Ending But The Torment Will Be Eternal”

Davvero curiosa la storia dei Fornace. Nati nel 2000 per volontà di Possessed e Gnoll e passati attraverso molti cambi di line up che ne han rallentato non poco l’attività, con l’uscita del debutto sulla lunga distanza “Pregnant Is The Night”, datato 2012, sembrava che la strada si fosse finalmente messa in discesa. E invece no, perché negli ultimi anni il gruppo è andato incontro all’ennesimo cambio di formazione che, ironia della sorte, ha visto i nostri ritornare ad essere un duo, con i soli Possessed (basso e voce) e Mastiff (chitarre) a garantire continuità al progetto, supportati in questa occasione dal turnista Paolo Mingoni dietro le pelli. Tutte queste vicissitudini hanno finito inevitabilmente per riverberarsi anche sul piano musicale, con il suono dei Fornace che si è fatto più cupo e, per certi versi, più malinconico, come sembra trapelare anche dal titolo dell’album, ossia “My Journey Is Ending But The Torment Will Be Eternal”. Continua a leggere

FILII ELIAE
“Cimiterivm”

Tenendo fede a quanto anticipatoci da Ossibvs Ignotis nell’intervista rilasciata a inizio settembre, i Filii Eliae tornano sulle scene dopo poco tempo con questo nuovo “Cimiterivm”, un lavoro che fin dal titolo funereo riflette perfettamente il cambio di direzione intrapreso dai fratelli Figliolia verso lidi sonori quasi prettamente Doom, dove prevalgono maggiormente l tempi rallentati e il ricorso a spettrali synth. “Cimiterivm” è un vero e proprio viaggio tra i cimiteri di provincia ormai dimenticati, alla scoperta di mausolei ed ossari sporchi, impegnati di morte e carne in decomposizione. Continua a leggere

FROZEN OCEAN
“Prills Of Remembrance”

Dopo averci fatto vagare nello spazio più profondo con il bellissimo “The Dyson Swarm”, l’instancabile Vaarwel ritorna con un nuovo ed ambizioso lavoro composto nel corso dello scorso anno e pubblicato all’inizio di questo 2015 in modo totalmente indipendente. In questo “Prills Of Remembrance”, che potremmo tradurre in maniera semplificata come gocce di memoria, Vaarwel decide di mettere da parte completamente qualsiasi riferimento al Metal oltre che a droni di qualsiasi tipo, in favore di un sound totalmente elettronico, ricco di melodie e dettagli, oltre che supportato da semplici ritmiche Trip-Hop. Continua a leggere

FUNERARY BELL
“Graveyard Sèance”

E’ veramente con grande piacere che vado a recensire un nuovo lavoro dei finlandesi Funerary Bell, un gruppo che dopo l’uscita del loro interessante album di debutto “The Coven” aveva fatto perdere un pochino le proprie tracce. Una sola tape autoprodotta rilasciata nel 2013 (“Horrific TransCosmic Overture”) è davvero ben poca cosa per una band in grado di coniugare il Black Metal della propria terra natia con un Death/Doom di stampo inglese. Le attese per una nuova release erano dunque sicuramente alte ma purtroppo per il sottoscritto e per i fan che lo avrebbero apprezzato, questo “Graveyard Sèance” non è il tanto atteso nuovo album, che forse vedrà luce nel secondo semestre di questo anno, bensì un piccolo EP di antipasto uscito per conto della Saturnal Records e contenente due sole tracce per una durata di circa dodici minuti. Continua a leggere

FALLS OF RAUROS
“Believe In No Coming Shore”

Se è vero che il terzo album rappresenta uno dei banchi di prova più delicati perché sancisce, senza quasi più possibilità di ulteriori appelli, la definitiva o meno maturità compositiva di un gruppo, nel caso dei Falls Of Rauros si può con sicurezza affermare che l’ostacolo è stato superato, e anche brillantemente. Formatosi nel 2005 in quel di Portland (Maine), il quartetto americano si era già fatto notare fin dagli esordi con dei buoni lavori, tra cui spiccavano il debutto “Hail Wind And Hewn Oak” e il successivo “The Light That Dwells In Rotten Woods”, ma solo quest’anno è sembrato essersi definitivamente scrollato di dosso l’ingombrante ombra degli Agalloch, band che quasi sicuramente ha avuto una grande influenza nella loro formazione musicale. Continua a leggere

FULL MOON RITUAL
“Emperor Of The Age Of Disorder”

Formatosi solo nel 2010 ma con alle spalle già un demo e un debutto sulla lunga distanza (“Nightcall Comes From The Forest”), il trio pugliese Full Moon Ritual sembra non voler perdere tempo avendo già dato alle stampe il proprio secondo full length, cioè il qui presente “Emperor Of The Age Of Disorder”. Se una simile prolificità potrebbe far pensare ad un gruppo che punta più sulla quantità che sulla qualità, ebbe ci si convince facilmente del contrario anche dopo un primo sommario ascolto di questo nuovo capitolo discografico, un lavoro di Black Metal nudo e crudo che difficilmente potrà lasciare indifferenti gli amanti di questo genere. Continua a leggere

FRENTRUM
“Demo”

Generalmente quando ricevo lavori estremamente brevi da recensire tendo sempre ad operare una sospensione del giudizio sulla band in questione, limitandomi soltanto a descrivere a grandi righe quanto ascoltato nel breve lasso di tempo e aspettare release più sostanziose per farmi una idea sulla reale qualità musicale espressa. Lo stesso potrei dire per questo nuovo/vecchio progetto chiamato Frentrum, concepito inizialmente nel 1996 dal mastermind Ant, già vocalist dei Malanoctem, e poi ripreso successivamente nel 2013, che esordisce con questo “Demo” contenente solamente tre brani di cui una cover di “Transilvanian Hunger” dei Darkthrone. Se la presenza di quest’ultima cover potrebbe far pensare all’ennesima band copia carbone dei maestri norvegesi, in realtà le due tracce inedite “Dalle Profondità Dell’Uomo” e “E Che Tornino A Bruciare…” smentiscono categoricamente questa possibilità. Continua a leggere

INTERVISTA FILII ELIAE – Ossibvs Ignotis

In questa estate meno infuocata del solito, l’arrivo del promo dei Filii Eliae è stata una notevole ventata di aria fresca per il panorama Metal tricolore. La loro personale miscela di Heavy, Doom e Thrash presente sul lavoro d’esordio “Qui Nobis Maledictvm Velit” è in grado di sprigionare malvagità ed oscurità quanto e più di un normale disco Black Metal. Vista anche l’importante passato che la band dei fratelli Figliolia si porta dietro, noi di Hypnos Webzine non potevamo fare a meno di contattarli per un’intervista. A risponderci è stato un sintetico Ossibvs Ignotis, alias Roberto Figliolia, il drummer della band… Continua a leggere

FILII ELIAE
“Qui Nobis Maledictum Velit”

La prima impressione che si ha mettendo nello stereo questo debutto dei Filii Eliae è quella di ascoltare una band imprigionata in una bolla temporale posta a cavallo degli anni ottanta, quando la distinzione fra generi e correnti del Metal era ancora tutta da sviluppare. Infatti, una delle peculiarità di questo “Qui Nobis Maledictum Velit” (che stando al mio arrugginito latino dovrebbe tradursi come “colui che desideri maledirci”) risulta essere proprio quella di riuscire a sfuggire a qualsiasi tipo di catalogazione musicale. I Filii Eliae passano con disinvoltura da momenti di puro Heavy Metal, a rallentamenti soffocanti al limite del Doom, contrapposti ad accelerazioni Power/Thrash, senza però perdere un’oncia di quell’atmosfera mortifera e densa di zolfo che si sprigiona fin dalle prime note dell’opener “Mortem Mecvm Veniet”, ricordandomi in certi frangenti anche i grandissimi Abysmal Grief (soprattutto nella conclusiva title-track per la presenza di oscuri synth). Continua a leggere

FUNEST
“Desecrating Obscurity”

Mettendo momentaneamente da parte biografia ed info varie, chiudendo gli occhi e lasciando andare il play dello stereo con la propria concentrazione focalizzata solo sulla musica, non si può che rimanere basiti da come questo “Desecrating Obscurity” sembra giungere direttamente dalla Svezia della prima metà degli anni novanta, quando Entombed, Dismember e compagnia urlante forgiavano nel sangue il cosiddetto “Swedish Sound”, quello fatto di chitarre dal suono simile ad una motosega, dal tupa tupa continuo della batteria, dal classico vocione catacombale di ordinanza, il tutto fatto ovviamente per creare una atmosfera generale putrida e malsana. Insomma, pensate a “Left Hand Path” degli Entombed ed avrete un’idea generale di questo “Desecrating Obscurity”. Continua a leggere

INTERVISTA FROZEN OCEAN – Vaarwel

“The Dyson Swarm” è un album rivelazione in ambito Ambient in cui il mastermind Vaarwel è riuscito a combinare trame chitarristiche Metal e Post-Rock con l’Elettronica, al fine di ricreare la profondità e la maestosità dello spazio profondo. Stregati dal disco, Hypnos Webzine non ha perso tempo ed ha così colto l’opportunità di conoscere un musicista davvero interessante e ad ampio spettro con il quale approfondire molti dei temi scientifici descritti in “The Dyson Swarm”. Continua a leggere