MISTEYES
“Creeping Time”

Voglio essere onesto sin da subito: sono stato piuttosto indeciso se affrontare o meno la recensione di questo esordio firmato dal settetto torinese dei Misteyes. Il loro particolare outfit scenografico unito ad una descrizione piuttosto pomposa che li definisce come una “band che ha fatto incontrare luce ed oscurità”, non era certamente per me il migliore incentivo all’ascolto. Fortunatamente, ringraziando il mio inconscio che spesso e volentieri ne capisce di musica più del mio io cosciente, ho messo da parte questi miei inutili pregiudizi e mi sono inaspettatamente trovato davanti ad una band che conosce davvero il fatto suo. Infatti, pur non essendo un grande consumatore del genere, il loro Extreme Gothic Metal risulta essere davvero di eccellente fattura, grazie anche ad un songwriting vario ed interessante che alterna momenti più sinfonicamente goticheggianti ad altri più violenti di matrice Death Black, supportato da una produzione dai toni non esageratamente moderni. Continua a leggere

MUSTAN KUUN LAPSET
“Kuolemanvirta”

Chi di voi avrà letto la mia lunga disquisizione sulla discografia degli Azaghal pubblicata la scorsa estate, si ricorderà del mio particolare apprezzamento per lo split che la band finladese capitanata da Narqath aveva fatto con i conterranei Mustan Kuun Lapset. L’acquisto di tale split mi aveva poi portato anche ad acquistare a scatola chiusa alcuni dei primi lavori di questi ultimi, incuriosito dal loro particolare Black Metal a forti tinte melodiche. Ammetto che poi ho un po’ perso di vista il combo di Hollola, ma la richiesta da parte della Inverse Music di recensire questo singolo digitale che sancisce il loro come-back, dopo sette anni dallo loro scioglimento. A guidare la band è sempre presente il mastermind Pete Lehtinen, coadiuvato alle pelli dal fido batterista Mikko Hautala , e che vede reclutati due nuovi membri nelle figure di Ville Pelkonen al basso e Heikki Piipari alla seconda chitarra. Continua a leggere

MASTER
“An Epiphany Of Hate”

Anche se sono stati una tra le prime band a cui mi sono avvicinato dopo l’ascolto dei mostri sacri del Death e del Thrash, per chissà quale motivo i Master non sono mai diventati una di quelle realtà che ho continuato a seguire con molta costanza. Certo, con il passare del tempo e a causa del declino che spesso li ha accomunati, ho finito per prestare sempre meno attenzione anche a molti dei gruppi di cui sopra, ma il combo di Chicago, se escludo il rapido innamoramento per l’omonimo debutto ed “On The Seventh Day God Created… Master”, sono riuscito ad apprezzarlo solo a sprazzi, senza peraltro trovare mai un lavoro in grado di farmi cambiare l’opinione che su di esso mi ero fatto negli ultimi anni: una band che invecchiava senza infamia ne lode. Insomma, tutto questo per dire che essere capitato su un pezzo di questo loro nuovo “An Epiphany Of Hate” è stato poco più che un ascolto casuale che avrebbe potuto concludersi come era iniziato, ma che invece si è trasformato presto in qualcosa di molto coinvolgente. Continua a leggere

MAÏEUTISTE
“Maïeutiste”

Da ormai ben più di quattro mesi ascolto con una certa continuità il debutto di questo gruppo francese chiamato Maïeutiste eppure, nonostante questo, il mio pensiero riguardante questa opera prima uscita per conto della Les Acteurs De l’Ombre Productions rimane labile e fumoso come la figura barbuta con le corna presente in copertina. La capacità tecnico-compositiva d’ognuno dei sei membri è senza ombra di dubbio di altissimo livello, e la loro abilità di risultare camaleontici muovendosi con disinvoltura da un genere all’altro è sicuramente degna di ammirazione. Tuttavia, questo esordio rimane per me un enorme punto interrogativo. A parte l’opener “…In The Mirror”, che rievoca melodie a là …In The Woods o momenti più cervellotici tipici degli ultimi Emperor, il tutto combinato con un Black Metal di estrazione scandinava, il resto fatica proprio ad entrarmi in testa. Continua a leggere

MINDFUL OF PRIPYAT
“…And Deeper, I Drown In Doom…”

Una mazzata di proporzioni nucleari, questo è quel che ho pensato durante il primo ascolto di “…And Deeper, I Drown In Doom…”, EP d’esordio dei milanesi Mindful Of Pripyat. Nei circa venti minuti a loro disposizione, la band si cimenta in sedici brevissimi pezzi che dilaniano senza pietà le orecchie del povero ascoltatore. Schegge impazzite dalle quali trasuda l’amore incondizionato per un Grind Death evoluto, figlio bastardo di maestri quali Napalm Death, Terrorizer e Misery Index. Le marce chitarre di Giulia (già negli Into Darkness) macinano riff senza sosta, ben supportati dal mitragliamento continuo generato dalla batteria di Giovanni, mentre il vocione ribollente di Tya (vocalist anche degli Antropofagus) rade al suolo quel poco rimasto ancora in piedi dalla furia del trio. Continua a leggere

MEPHORASH
“1557 – Rites Of Nullification”

Ascoltare questo “1557 – Rites Of Nullification”, terzo full-lenght del misterioso terzetto svedese Mephorash, è come aprire un antico grimorio ricco di strane formule e simboli, rimanerne dapprima molto affascinato ma poi perderne ben presto interesse per la propria incapacità di riuscire ad andare oltre. Infatti, i nostri mettono in piedi quattro brani molto lunghi totalmente ispirati alla Cabala ebraica (lo stesso libretto è tutto scritto in aramaico), nei quali convivono un glaciale Black di stampo tipicamente svedese, a primo acchito accostabile agli Ondskapt, disarmonie ed arzigogoli strumentali alla Deathspell Omega ed imponenti arrangiamenti di synth non molto distanti dagli ultimi Dimmu Borgir. Continua a leggere

MYSTICISME
“Répandre”

Anche se mentre scrivo i Mysticisme hanno annunciato sulla loro pagina Facebook che due dei tre membri han dovuto allontanarsi, solo da un punto di vista geografico, dal progetto, rendendo il proseguo un po’ più difficoltoso, ritengo sia doveroso spendere qualche parola su questo “Répandre”, loro primo full length uscito oramai già da qualche mese. Ma perché dare spazio ad un gruppo dal futuro in leggera salita a scapito di qualche altra realtà? Beh, non posso proprio nascondere che ho valutato se non fosse il caso di passare oltre in attesa di tempi migliori, e non è stata certo la notizia del loro imminente ingresso in studio (ma con quali difficoltà?) per registrare del nuovo materiale che mi ha spinto a scriverne. Il fatto è che, molto più semplicemente, questo lavoro gira sul mio stereo da un bel po’ di tempo e credo meriti la vostra attenzione, non fosse altro che per il suo essere decisamente oltre il livello medio delle richieste che ci arrivano, visto che in esso i Mysticisme, al netto delle attuali difficoltà, hanno sfoderato una prestazione molto convincente, regalandoci tre quarti d’ora di un Black Metal davvero intenso e glaciale che si avvicina ad un’ideale incrocio tra i Tymah e i Darkened Nocturn Slaughtercult. Continua a leggere

MUR
“Athabasca”

Creato dalla mente del musicista statunitense Cameron Sather, il progetto Mur nasce per convogliare al proprio interno degli spunti sonori differenti che vanno dall’ipnosi distorsiva del Cascadian Black Metal fino ad una decisa influenza Folk, passando per la stasi emotiva tipica dell’ Ambient, al fine di generare un mood sonoro in grado di portare l’ascoltatore a un confronto diretto con la natura. Infatti, anche se la definizione coniata ad hoc per questo progetto, ovvero Ecological Black Metal / Drone Doom, è un po’ eccessiva, è fuor di dubbio che tali temi siano particolarmente sentiti dall’autore che, dal canto suo, in questo “Athabasca” analizza attraverso la musica la complessa relazione ecologica esistente tra il lupo grigio (Canis Lupis) ed il bisonte americano (Bison bison), il tutto attraverso tre lunghe composizioni, in apparenza prive di un qualsivoglia filo conduttore. Continua a leggere

AZAGHAL / MUSTAN KUUN LAPSET
“Uusi Suomalainen Black Metal Tulokas”

C’è veramente ben poco da dire da parte del sottoscritto su questo “Uusi Suomalainen Black Metal Tulokas”, split che vede gli Azaghal confrontarsi con i conterranei Mustan Kuun Lapset. Come ho già accennato quando ho recensito “Helvetin Yhdeksän Piiriä”, i pezzi che compongono questo lavoro sono a mio avviso quanto di meglio gli Azaghal siano riusciti a fare nella loro lunga carriera. Infatti, la band capitanata dal buon Narqath, che vede ancora JK Nokturnal nelle semplici vesti di session al basso e chitarre aggiuntive, riesce ad ottenere un mix perfetto fra il Darkthrone sound di “Mustamaa”, le velocità esasperate del suo successore, e la volontà di voler provare nuove soluzioni che caratterizzerà “Of Beasts & Vultures”. Continua a leggere

WHO DIES IN SIBERIAN SLUSH / MY SHAMEFUL
“The Simmetry Of Grief”

Davvero uno split interessante questo che il buon Kunal Choksi della Trascending Obscurity mi ha proposto di recensire in una delle sue email promozionali. Infatti, il qui presente “The Simmetry Of The Grief”, rilasciato in sole cinquecento copie dall’etichetta russa Moscow Funeral League, mi ha dato l’opportunità di conoscere due interessanti realtà del Doom Metal più soffocante e pachidermico, come i moscoviti Who Dies In Siberian Slush ed i finladesi My Shameful, che in questo lavoro condiviso presentano due lunghi brani a testa. Continua a leggere

INTERVISTA MALNATT – Porz

Sempre il bilico tra il serio ed il faceto, tra la denuncia sociale e la boiata demenziale, i Malnatt e il loro carismatico leader Porz non potevano proprio mancare nella lista degli intervistati da Hypnos Webzine. Così, prendendo spunto dal loro ultimo ed interessante album “Swinesong”, abbiamo colto l’occasione per addentrarci nel grottesco mondo dei bolognesi, dove nulla è come appare… Continua a leggere

MALNATT
“Swinesong”

Tra le uscite italiane più attese di questo inizio anno, c’è senza dubbio il come back dei bolognesi Malnatt, che tornano sulle scene a tre anni di distanza dall’acclamato “Manifesta Discordia” con questo full length intitolato “Swinesong”. Ad affiancare l’istrionico frontman Porz, troviamo l’importante innesto dell’attuale vocalist degli In Tormentata Quiete, Simone Lanzoni, qui nei panni di Mort, che completa la formazione con il batterista Lerd, già visto all’opera sul precedente album, ed il bassista Gumira. Corredato da una simpatica copertina richiamante l’arte futurista di inizio secolo, “Swinesong” è un lavoro che presenta una band alle prese con un importante cambio di rotta del proprio sound. Continua a leggere

MALAURIU / ETERNU DULURI
“Malauriu / Eternu Duluri”

A distanza di qualche mese, fanno gradito ritorno sulle nostre pagine virtuali i siciliani Malauriu, autori di un più che interessante debutto, “Presagi Di Morte”, capace di mettere insieme un Raw Black di matrice norvegese con una sotterranea ma importante influenza derivante dai suoni della loro terra natia. In questa nuova release, totalmente autoprodotta e limitata a pochissime copie, la band siciliana si presenta in split assieme ai conterranei Eternu Duluri, un side-project di Frozen, già batterista degli Arcanum Inferi e Krowos, sfruttando l’occasione per testare il loro nuovo vocalist Damien Thorne, membro dei ben conosciuti Bunker 66. Continua a leggere

MARDUK
“Frontschwein”

Dopo il non troppo riuscito “Serpent Sermon”, album si con alcuni acuti ma anche con più di qualche fase di stanca, l’attesa e la curiosità per il tredicesimo capitolo della discografia di uno tra i gruppi più influenti e longevi della scena Black Metal non era certamente di quelle da far cerchiare in rosso la data sul calendario o da conto alla rovescia. Anche l’anticipazione arrivata un paio di mesi fa con “Rope Of Regret” non lasciava intravedere chissà quali variazioni del modus operandi delle ultime uscite, alternando infatti assalti all’arma bianca a momenti più ragionati, risultando di fatto un brano decente ma nulla più. Continua a leggere

MALIGNU
“Into The Eyes Of The Black Witch”

Fra le vari demo e release che ci arrivano da recensire qui su Hypnos Webzine, non ho potuto non notare quanto la Sicilia si stia rivelando sempre più terra fertile di progetti musicali. Nel caso dei Malignu, progetto nato nell’estate 2013 originariamente come one man band per volontà del chitarrista e vocalist Riccardo Catinella, affiancato in un secondo momento alla batteria da Giuseppe Pantaleo, abbiamo per l’appunto un duo che sebbene peschi a piene mani dalla tradizione Black Scandinava, tenendo un occhio di particolare riguardo verso lo Swedish Black di Marduk e primi Dark Funeral, riesce comunque ad interpretare con convinzione il genere, grazie ad una sezione ritmica estremamente dinamica ed una prova vocale che entra con decisione nel pezzo. Continua a leggere

MALAURIU
“Presagi Di Morte”

Con un nome come Malauriu, questo terzetto fresco di formazione non poteva che provenire dalla stupenda Sicilia, più precisamente da Sciacca. Formatisi nel 2013 dall’incontro del polistrumentista Asmodeus con il vocalist Marbas ed il batterista Otis, i Malauriu sono riusciti in poco tempo a giungere alla pubblicazione di questo loro primo EP dall’eloquente titolo “Presagi Di Morte”, disponibile anche in streaming sul Bandcamp della band, che risulta essere un ulteriore segno della elevata qualità dimostrata attualmente dai gruppi Siciliani. Continua a leggere

MONUMENTOMB
“Ritual Exhumation”

Gli inglesi Monumentomb, giovane quartetto formatosi sul finire del 2013 in quel di Maidstone, non hanno perso tempo e sono subito giunti al debutto con il qui presente “Ritual Exhumation”, un EP di cinque pezzi, più un intro, oscuro ma allo stesso tempo dotato di una certa dose di elementi catchy. Su di una base prettamente Death old school venata da qualche influenza Thrash, i nostri infatti innestano sporadiche partiture melodiche, specialmente grazie agli assoli, che strizzano l’occhio alla scuola svedese, permettendo di fatto ai vari pezzi di assumere una propria fisionomia ben definita che contribuisce ad allontanare lo spettro di una monotematicità di fondo che troppo spesso accomuna le release di questo genere. Continua a leggere

MAYHEM
“Esoteric Warfare”

Parliamoci chiaro, credete veramente che sarebbero stati versati così tanti fiumi d’inchiostro per “Esoteric Warfare” se non avesse quel logo in copertina? Io dico di no e, badate bene, non si tratta di stupida spocchia da nostalgico incallito o di avercela con i Mayhem per un presunto tradimento dei dettami del Black Metal, tanto è vero che lo stesso discorso potrebbe essere fatto per molte altre band, quanto piuttosto di trovare irritante l’atteggiamento acritico imperante in buona parte degli addetti ai lavori, come se elogiare l’ultima uscita di una band storica fosse un atto aprioristicamente dovuto e non invece un merito da guadagnarsi sul campo. Continua a leggere