PERIPHERAL CORTEX
“Rupture”

Pur potendomi modestamente definire un ascoltatore a 360 gradi, ho da tempo diversi problemi ad accostarmi a tutte queste band moderne che affrontano il Death Metal da punto di vista prettamente tecnico strumentale, e che vengono racchiuse nell’etichetta Technical Death Metal. Per carità, nessuno mette in discussione il loro talento, ma spesso per mettere in evidenza le proprie capacità strumentali questi gruppi finiscono con il perdere di vista l’aspetto musicale, limitandosi ad una accozzaglia di riff suonati a velocità supersonica senza capo ne coda, in grado di togliere al Death Metal la propria tendenza distruttiva. Tutto questo breve preambolo, che forse avete già ascoltato in parecchie occasioni, serve ad introdurre i Peripheral Cortex, giovane band berlinese che si affaccia nell’underground con questo breve demo intitolato “Rupture”. Continua a leggere

PSYCHO SCREAM
“Gnosis”

Sfuggenti. Questo è il primo aggettivo che mi è venuto in mente, quando ho ascoltato per la prima volta questo “Gnosis”, debutto di questo quintetto emiliano chiamato Psycho Scream. Infatti, il chitarrista Pato ed i suoi compagni riescono a produrre un lavoro che, pur non mostrando sostanziali formule innovative a livello di songwriting, mescolano talmente tanto le carte in gioco da risultare difficilmente inquadrabili in una semplice etichettatura di genere. Sebbene il grosso della loro musica derivi da una matrice Thrash Death di tipo svedese, gli Psycho Scream non rinunciano ad uno suono sporco e grezzo, che talvolta lambisce anche i confini del Black Metal, che mette in risalto una attitudine spaccona, per non dire quasi Hardcore, in netto contrasto però con delle velleità pseudo-progressive, risultanti in brani dalla struttura non proprio lineare. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Alkahest”

Culto. Non ci sono davvero altre parole per descrivere questo lavoro di Paul Chain, che ha visto il chitarrista pesarese imbastire una inaspettata collaborazione con l’allora astro nascente del Doom inglese Lee Dorian. Lee era da sempre un grande fan sia dei Death SS che dei lavori dei Violet Theater di Paul Chain, e vista la comune grande passione per l’occulto, questa per certi versi strana alleanza non tardò ad arrivare. “Alkahest” è non solo il primo lavoro che ascoltai della discografia solista del maestro pesarese, più che altro per la presenza di Lee Dorian, ma è anche un totale e puro atto d’amore verso un genere musicale. Continua a leggere

PROLL GUNS
“Horseflesh BBQ”

Devono essere stati tirati su a pane, colt e Motörhead, questi brutti ceffi che si riuniscono sotto il nome di Proll Guns e che giungono con questo “Horseflesh BBQ” al traguardo del secondo full length, pubblicato per conto dell’etichetta tedesca NRT-Records. A guardarli bene, Evil Ed, Cra-Y-Maker e The Burner sembrerebbero a tutti gli effetti dei texani purosangue, cresciuti in mezzo a mandrie, fucili e deserto. Ma è quanto di più sbagliato, perché i Proll Guns, pur rifacendosi ad un immaginario da vecchio West, con tanto di coppia di signorine da saloon che fanno da supporto ai loro concerti, sono un terzetto originario nientemeno che dell’elegante Salisburgo. Continua a leggere

PERPETUAL MELANCHOLY
“Perpetual Melancholy”

Nati da un’idea del mastermind e chitarrista Vindsorg nel 2013, i Perpetual Melancholy si sono poi allargati fino a diventare un vero e proprio gruppo con l’arrivo di ben due membri degli Eyelessight, ovverosia Ky al basso e voce e Gris alla seconda chitarra, con il batterista Torpor a completare la line up. Il qui presente EP di debutto è stato composto nel 2014 e poi rilasciato in forma digitale nello scorso luglio e ristampato successivamente in cd dalla tedesca Winterwolf Records qualche mese dopo. Nonostante la presenza di sole tre tracce, i Perpetual Melancholy si aggirano su territori molto simili a quelli già percorsi dagli Eyelessight, ossia un Depressive Black fortemente innestato su d’un tessuto Post-Rock. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Ash”

A due mesi di distanza dalla recensione dello stupendo “Violet Art Of Improvisation”, ritorno a parlare di Paul Chain per segnalarvi l’uscita di questa ristampa dell’EP “Ash”, anch’essa rilasciata dalla Minotauro Records lo scorso novembre. Storicamente “Ash”, pur essendo a livello di durata poco più che un EP, o meglio un 12″ nella sua versione originale, è sempre risultato un lavoro molto controverso all’intero della sua discografia solista. Collocato cronologicamente tra l’ultimo lavoro composto assieme ai Violet Theater ed il suo primo full-lenght in solitaria, il grandioso “Life & Death”, “Ash” mostra sin dal basso pulsante di Maury Lion (ex-Gunfire) nell’opener “Eternal Flame”, un ritorno a sonorità decisamente più Metal, con frequenti richiami allo Speed ma anche al Thrash. Continua a leggere

PIMEYDENTUOJA
“The Devil’s Epoch”

Devo ammettere candidamente che quando ho visto per la prima volta il logo e la foto di codesti Pimeydentuoja, che tradotto dal finlandese dovrebbe voler dire portatore di oscurità, ho subito pensato al classico gruppo devoto a Beherit, Archgoat e compagnia blasfema. Invece, il terzetto originario di Vaasa ha demolito sin da subito tale ipotesi con l’opener “By Death We Shall Conquer”, dove il wall-of-sound tipico del Death svedese dominato dalle chitarre iper-compresse di The Agony viene lievemente imbevuto con alcuni spunti più vicini al Black (“Paganlågor” o “Awakening Of The Ancient King”), al fine di creare atmosfere oscure ed arcane. La band inoltre non si fa mancare anche dei rallentamenti più tipicamente Doom (come la title-track) o assolacci alla Slayer (“By Death We Shall Conquer”). Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Violet Art Of Improvisation”

Che altro dire su Paul Chain che non sia già stato detto o scritto? Come commentare un lavoro a dir poco folle, ma allo stesso tempo monumentale e visionario, come questo “Violet Art Of Improvisation”? E’ un compito difficile, ma in qualche modo voglio provarci. Perciò ho deciso di trovare una strada partendo dalle parole che lo stesso Paul Chain ha inserito nel disco, a spiegazione del titolo, “Violet Art Of Improvisation”: “Il Viola è un colore a me caro, nasce dalla fusione del rosso e del blu (anche intesi come simbolo degli opposti) e molteplice è il suo significato”. E ancora: “L’arte…che cos’è l’arte?”. E per finire: “Questi pezzi sono completamente improvvisati. L’improvvisazione è alla base di tutto il mio stile compositivo. Io sono completamente autodidatta e vedo in essa la massima espressione musicale”. Potrebbero bastare queste parole del suo stesso autore per tentar di descrivere in maniera quanto meno esaustiva questo “Violet Art Of Improvisation”, ma in realtà l’esperienza che si vive ascoltandolo, va ben oltre il giudicare se una manciata di note suonino più o meno bene. Ed è quello che vorrei trasmettere con la mia personale descrizione delle varie tracce che lo compongono. Continua a leggere

POENARI
“Wrath, War, Lucifer”

“Wrath, War, Lucifer”, una triade di parole perfetta per descrivere il furioso Black suonato dal quartetto polacco Poenari. Uscito originariamente su tape nel 2013, per poi essere ristampato dall’americana EEE Recordings la scorsa estate, “Wrath, War, Lucifer” è un impetuoso assalto all’arma bianca condotto dal riffing senza sosta del chitarrista Daniel Babecki e sostenuto ottimamente dal continuo blast-beat dell’infaticabile drummer Lukasz Tomczak. Un lavoro privo di compromessi quindi, in cui a dominare la scena c’è la chitarra impazzita di Babecki, che macina riff velocissimi la cui provenienza potrebbe ricondursi alla mano del buon Demonaz dei tempi d’oro, così come a quella del leader dei Marduk. Continua a leggere

ALESSIO PREMOLI
“Even Silence Has Gone”

Dopo l’interessante raccolta di brani in bilico tra Ambient e Noise pubblicata sotto con il nome Chelidon Frame, il chitarrista milanese Alessio Premoli ritorna sulle nostre pagine virtuali con questo “Even Silence Has Gone”, lavoro che questa volta esce a suo nome. Come fu per “Framework”, anche questa nuova uscita discografia è una specie di raccolta di vari brani, composti nel corso dell’ultimo triennio ed utilizzati per altri progetti musicali, che in questa sede vengono riarrangiati in maniera tale da far risaltare quell’anima acustica ed intimista che contraddistingue i concerti dal vivo del suo autore. Sebbene Alessio suoni praticamente quasi tutto in questo lavoro, è comunque supportato dal bassista Luca Cirio, lead vocalist anche nell’unico brano cantato “Another Place”, e dalla batterista Ludovica Pirillo, nonché da tutta una serie di ospiti che portano il proprio contributo in diverse tracce del disco. Continua a leggere

PANOPTICON
“Autumn Eternal”

Dopo averci deliziato con due perle come “Kentucky” e “Roads To the North”, l’annuncio di un nuovo album a firma Panopticon non poteva che suscitarmi tutta una serie di alte aspettative. Certo, il teaser di anticipazione sembrava un po’ distante dai fasti dei precedenti lavori ma alla fine dei conti, mi dicevo, si trattava solamente di una piccola porzione di quello che sarebbe stato questo “Autumn Eternal”. Invece non voglio nascondere che, dopo i primi ascolti, ho cominciato a pensare che forse mi trovavo di fronte ad un album che lasciava un po’ di amaro in bocca. Mi spiego: il disco pareva decisamente valido, a tratti pure eccellente, ma più che quello che c’era, era quello che mancava che sembrava farsi sentire, visto che nella sua ora a disposizione la musica scorreva sì molto piacevolmente, ma pur sempre senza quell’imprevedibilità di fondo così importante nell’economia del progetto. Continua a leggere

PERVERSOR
“Anticosmocrator”

Quella di molti gruppi sudamericani dediti a produzioni al limite della cacofonia e con tematiche rigorosamente a sfondo occultistico/satanico sarà anche un’immagine fin troppo abusata e stereotipata, ma poi c’è sempre dietro l’angolo una band, come i cileni Perversor, che non fa proprio nulla per distaccarsene, anzi. Fin dall’esordio nel 2008 con l’eccellente “Cult Of Destruction”, i nostri si sono infatti sempre distinti per un sulfureo Death/Thrash Metal a tinte Black che ben si sposa con la definizione data in apertura, sciorinando nel corso degli anni un copione anche abbastanza ripetitivo ma mai dettato dall’esigenza di timbrare il cartellino quanto piuttosto mosso da una sana e genuina dedizione alla propria causa. Continua a leggere

PANOPTICON
“Roads To The North”

Dopo essere rimasto letteralmente folgorato da quella fulgida gemma a nome “Kentucky”, non nascondo che le aspettative che nutrivo per questo quinto capitolo sulla lunga distanza della creatura di A. Lunn erano parecchio elevate, al punto che questa stessa recensione esce con un po’ di ritardo proprio perché ho voluto prendermi diverso tempo per metabolizzare appieno questo nuovo lavoro. Ma questo cosa vuol dire, che “Roads To The North” non è all’altezza del suo predecessore e ha in qualche modo deluso le mie speranze? No di certo, significa soltanto che si tratta di un album diverso, e questo non tanto, o non solo, dal punto di vista musicale, ma soprattutto per quanto riguarda l’aspetto legato alle tematiche, componente essenziale e da sempre di vitale importanza nell’economia del progetto Panopticon. Continua a leggere

PHAZE I
“Uprising”

Disco molto contraddittorio il qui presente “Uprising”, secondo lavoro per i fratelli Potvin con il loro progetto Phaze I, che arriva dopo ben sei anni dal precedente debutto autointitolato. Lasciata la Scarlet Records per l’attivissima WormHoleDeath Records, i fratelli Potvin confermano la presenza dietro le pelli del batterista giramondo Dirk Verbeuren (Soilwork, Warrel Dane, Aborted per citare solo alcune sue collaborazioni), che con il suo drumming potente e martellante garantisce un supporto ritmico decisamente di alto livello. Continua a leggere

PSYCHODEUS
“An Ode To Numinous”

Devo ammettere che sono molto in difficoltà nel dover affrontare la recensione di questo EP di debutto da parte dei partenopei Psychodeus. Fondati a Napoli nel 2011 da Paolo (chitarre & synth), Massimo (basso & synth) ed Ale (batteria & synth), gli Psychodeus non hanno paura di buttarsi senza rete nella sperimentazione più totale, riempiendo le due (lunghe) tracce di questo “An Ode To The Numinous” di svariati e molteplici generi. Elettronica, Psichedelia, Post-Rock, Sludge ed anche qualche intervento di Djent, questi sono un po’ gli ingredienti più facilmente riconoscibili dall’enorme calderone del trio napoletano, ma non solo. Continua a leggere

POSSESSION
“His Best Deceit”

Per la veemenza del sound e la fura che pervade ogni istante di questo lavoro, pare proprio che i belgi Possession abbiano registrato il loro demo di debutto in preda ad una possessione demoniaca. Uscito in versione vinile per la Iron Bonehead e in cd per la Invictus Productions, “His Best Deceit” diventerà presto un acquisto “indispensabile” per i cultori del Black/Death più ignorante, sfrontato e blasfemo. Continua a leggere

PERVERSITY
“Infamy Divine”

Inauguriamo questo 2014 con il nuovo EP dei Perversity, che mettono così fine ad un digiuno musicale di tre anni dal precedente “Ablaze”. La band slovacca rappresenta da ben diciotto anni una garanzia nell’ambito Brutal Death più oltranzista e underground a livello europeo e “Infamy Divine” non fa eccezione. Continua a leggere

PAYSAGE D’HIVER
“Das Tor”

Sarà l’inverno ormai alle porte, sarà il freddo che da qualche giorno imperversa, fatto sta che non poteva esserci momento migliore per recensire (colpevolmente in ritardo, essendo uscito già da febbraio) il nuovo lavoro di Vintherr e della sua creatura Paysage d’Hiver, tornati nuovamente a farsi cantori del gelo e della neve dopo un silenzio di ben oltre sette anni che, complice l’attività parallela negli altrettanto validi Darkspace, sapeva tanto di accantonamento, se non di abbandono, del progetto. Continua a leggere