LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

SKOLL
“Of Misty Fire We Are”

Davvero instancabile M., che dopo i progetti Darkness e The True Endless, mi manda da recensire anche gli Skoll, una band che potrebbe rappresentare da un certo punto di vista un po’ il suo lato musicale più melodico ed atmosferico grazie a un sound che mescola suggestioni Pagan Black dei primi Drudkh con spunti epici derivati da Bathory e Graveland. Nata col nome di Ragnarok nel 1994, la band ha poi virato rapidamente sull’attuale Skoll, attraversando i successivi due decenni tra lunghi momenti di pausa e l’alternarsi tra progetto solista di M. a vera e propria band, rilasciando comunque una discreta quantità di materiale, tra cui una manciata di demo ed EP, diverse antologie e ben quattro full length compreso questo recensito “Of Misty Fire We Are”. Insomma, una nutrita discografia che conferma ulteriormente l’alto grado di prolificità del suo mastermind M., che anche in questo nuovo lavoro, uscito a tre anni di distanza dal precedente “Grisera”, conferma la presenza al suo fianco di Mayhem, già con lui anche nei Darkness, alla batteria, e di Lunaris (famoso ex-Opera IX) alla tastiere, a cui si va ad aggiungere Marcello Bovio al basso. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio

Quando si tratta di un genere ormai sin troppo abusato come l’Atmospheric Black Metal, presentarsi con un album in grado di fare subito la differenza non è certo una cosa da tutti. Hypnos Webzine non poteva perciò lasciarsi scappare l’occasione di scambiare qualche parola con i Sojourner, che con il loro “Empires Of Ash” hanno subito saputo ritagliarsi un consenso pressoché unanime. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio (ENG)

When it comes to a genre so overexploited as Atmospheric Black Metal, it’s not that easy to show up with a debut album so good as Sojourner have done with “Empires Of Ash”. Being always looking for new promising bands, Hypnos Webzine has taken the chance to know something more about them. Continua a leggere

SVARTELDER
“Pyres”

I miei ascolti di questo agosto appena passato, eccetto i vari lavori dei Therion recensiti per lo speciale estivo, si sono praticamente limitati a soli tre gruppi: Ade, Stilla e quindi questi Svartelder. Tenete conto che quasi tutti i miei dopo pranzo consistevano nel godermi il panorama del monte che sovrasta il paesino dove di solito risiedo durante le ferie avendo in cuffia quasi sempre gli ultimi due gruppi di cui parlavo sopra. Ringraziando il mio fiuto ancora parzialmente funzionante, sono riuscito a trovare due band in grado di dare ancora un senso forte alle due parole Black Metal. Se gli Stilla di “Skuggflock” mostravano un background fortemente legato alla propria terra natia, che vedeva in Satyricon ed Ulver un bel punto di riferimento, questi Svartelder, pur essendo in apparenza meno complessi, riescono a creare un ibrido tra un Black Metal fortemente dissonante, anche qui vengono in soccorso i Satyricon più recenti o i Khold, e momenti nei quali la musica scorre in una modalità decisamente più melodica e capace di creare scenari sonori quasi onirici. Continua a leggere

SÜLFÜR ENSEMBLE
“I (4 Songs About Dystopia, Satan, Ghouls & Marilyn Monroe)”

Nome fighissimo quello scelto dai Sülfür Ensemble, e copertina che richiama esplicitamente quella di “Violet Art Of Improvisation”. Basterebbe anche solo questo per farmi andare fuori di testa con questo EP di debutto di questi quattro giovani turchi di Istanbul. In realtà, pur non potendo che apprezzare senza particolari riserve il loro Stoner Doom di chiara derivazione Electric Wizard pieno di chitarre grasse e fangose e di fraseggi solistici ricchi di acido Blues, credo che il gruppo debba ancora lavorare un pochino per ottenere una propria personalità compositiva, riuscendo così ad annullare completamente l’effetto cover-band della band inglese che in effetti un po’ tende a presentarsi durante l’ascolto di questo lavoro. Continua a leggere

SGUAGUARAHCHRISTIS
“Ground”

Ormai dei fedeli frequentatori delle nostre pagine virtuali, i Sguaguarahchristis tornano a farsi sentire a distanza di due anni dal loro full-lenght “Der Nacht” con questo nuovo EP contenente tre brani ed intitolato “Ground”. Prima di andare a parlarne più nel dettaglio, ritengo sia opportuno specificare come per il sottoscritto questa sia la prima volta che ho a che fare con la band capitanata da Pesten Antilight Sg666, e che quindi quello che dirò non è basato sul confronto con le precedenti uscite della band ma sulle sensazioni direttamente generate dall’ascolto di questo “Ground”. Questo premesso, il sound presentato dagli Sguaguarahchristis è un Black Metal ostinatamente ortodosso, dotato di chitarre gelide, uno screaming tagliente e batteria terremotante. Continua a leggere

STILLA
“Skuggflock”

Era dall’acclamato esordio “Till Stilla Falla”, uscito nel 2013, che i miei radar avevan captato segnali parecchio interessanti provenienti dalla band guidata dal chitarrista e tastierista P. Stille, anche se poi, per i soliti vari motivi, non sono mai andato fino in fondo con un ascolto serio ed approfondito della loro proposta. Questa possibilità si è finalmente concretizzata grazie alla richiesta giunta da parte della label svedese Nordvis Produktion di andar a recensire quest’ultimo lavoro intitolato “Skuggflock”. Saltando qualsiasi preambolo dedicato alla loro biografia, parto subito col dire che il Black Metal degli Stilla trasuda fisicamente richiami legati alla nobile tradizione Norvegese, con le atmosfere di “The Shadowthrone” dei Satyricon che emergon prepotentemente dalle note di questo lavoro, sebbene un notevole e chiaro contributo venga pure dall’immortale “Bergtatt”, basti ascoltarsi la bellissima title-track. Continua a leggere

LIVE REPORT – SONISPHERE 2016
Ippodromo delle Capannelle (Roma) (24/07/2016)

PREMESSA

C’era molta attesa e tanta curiosità per questa nuova calata dei Maiden in quel di Roma, a cui poi è stato costruito attorno il Sonisphere di quest’anno con l’aggiunta di nomi importanti quali Sabaton, Saxon ed Anthrax. L’uscita di “The Book Of Souls” è stato oggetto di numerose discussioni la scorsa estate, nonchè c’era anche la speranza che il nostro Bruce fosse perfettamente ristabilito dopo l’annus horribilis che aveva vissuto per la sua inaspettata malattia. Per questi motivi, all’annuncio della presenza degli Iron Maiden al Rock In Roma non ho saputo dire di no, ed insieme a quattro amici ho prontamente acquistato il biglietto. Difficilmente qui su Hypnos Webzine diamo risalto alle uscite discografiche di gruppi importanti quali i Maiden, però due parole su “The Book Of Souls” vorrei spenderle. Premetto, che dalla reunion con Bruce, ho seguito con molta attenzione le varie mosse della band, ritenendo che, sempre a mio personalissimo avviso, eccetto un “Dance Of Death” non pienamente riuscito, sono sempre riusciti a mantenersi su dei livelli quantomeno accettabili, tirando fuori anche un quasi capolavoro come “A Matter Of Life & Death”. Quindi, potete ben capire, che alle prime reazione strapositive apparse sul web all’ascolto di questo doppio album, non ho potuto fare a meno di buttarmi a scatola chiusa sull’acquisto della versione digibook. Tuttavia, nonostante abbia ascoltato il disco con buona costanza per parecchi mesi, continuo a non esserne pienamente convinto, trovando diversi brani dei filler francamente evitabili, e che forse il buon Bruce avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo in più per rimettersi in forma con la voce. Diventa quindi evidente come questo concerto risultasse anche un modo per chiarirmi maggiormente le idee anche sull’effettiva qualità del disco. Comunque sia, basta chiacchiere e veniamo al concerto. Continua a leggere

Live Report – BLACK MOUNTAIN & SOVIET SOVIET
Villa Ada (Roma)
04/07/2016

A distanza di alcuni mesi dal concerto degli Amorphis all’Orion, torno ad assistere ad un evento live, questa volta nella splendida e fresca cornice di Villa Ada. Ad esibirsi in questo contesto estivo ci sono i canadesi Black Mountain, con l’inattesa ma gradita presenza del gruppo Post-Punk pesarese Soviet Soviet come supporting act. Fortunatamente, l’organizzazione, tenendo presente che era un lunedì sera, ha scelto un ottimo orario per il concerto, le 21.30, permettendomi di arrivare con tutta calma dandomi così la possibilità di poter ascoltare anche i Soviet Soviet. Continua a leggere

SOJOURNER
“Empires Of Ash”

A quasi un mese dal primo ascolto, finalmente mi sono deciso a parlarvi di questo “Empires Of Ash”, il debutto sulla lunga distanza dei Sojourner, un act sui generis che vede tra le proprie fila quattro musicisti provenienti da Spagna, Inghilterra e Nuova Zelanda. Al contrario di quanto potreste pensare, la mia remora a scriverne non è da attribuirsi all’inconsistenza del lavoro ma nasce dal fatto che fin da subito mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad un mezzo capolavoro, e proprio da qui nasce il mio cruccio: “Empires Of Ash” è “solo” un ottimo album o qualcosa di più? Per cercare di capirlo forse è però utile fare un passo indietro e prenderla un po’ larga, iniziando col dire che i Sojourner propongono un Black a tinte Epic corredato da qualche spunto Folk e da aperture al limite del sinfonico. Continua a leggere

SPECTRAL LORE
“Gnosis”

Dopo aver vagato per lo spazio con l’ottimo esperimento elettro-ambient “Voyager”, Ayloss ritorna bruscamente sulla terra con questo nuovo lavoro intitolato “Gnosis”, secondo EP volto alla ricerca e sviluppo di particolari e sperimentali percorsi musicali. In questo nuovo episodio discografico, Ayloss mette da parte synth e computer, tornando prepotentemente alla chitarra elettrica, in uno strano connubio tra melodie di estrazione mediorientale e il Black Metal, sebbene rivisto in una forma deviata e dai toni fortemente psichedelici. Infatti, sopra un impressionante muro di suono, Ayloss si lancia con la propria chitarra in un interminabile serie di variazioni sul tema principale del brano. Continua a leggere

SOUL DISSOLUTION
“Pale Distant Light”

Può un album esaltare ma al tempo stesso lasciarti con un lieve amaro in bocca? Per quanto possa sembrare paradossale, questa è stata l’impressione che ho avuto a mano a mano che mi addentravo nell’ascolto di “Pale Distant Light”, prima fatica sulla lunga distanza per i Soul Dissolution, duo belga attivo dal 2012 e con alle spalle un solo demo (“Cold Rays And Grey Waves”) e una militanza comune nei L’Hiver En Deuil, di cui tale combo doveva essere inizialmente solo un side project. Ma concentriamoci su questo “Pale Distant Light” e vediamo come mai non ha saputo conquistarmi in tutti i suoi aspetti, o meglio, come mai mi ha lasciato la sensazione di un album a cui manca ancora qualcosa per essere quasi perfetto. Forse una prima causa potrebbe essere attribuibile allo scomodo “paragone” che si portava dietro dall’infosheet, visto che si parlava di un gruppo che si ispirava, tra gli altri, agli Agalloch, circostanza che già aveva alzato la mia dose di aspettative. Continua a leggere

SARASTUS
“II – Toinen Tuleminen”

Anche se li avevo adocchiati sul finire dell’estate scorsa con il loro esordio assoluto “Demo I”, avevo deciso di non occuparmene subito ma di aspettare qualche mese ancora in modo da presentarvi i Sarastus in occasione dell’uscita del loro debutto sulla lunga distanza. Ora che “II – Toinen Tuleminen” è stato finalmente pubblicato, eccomi a introdurvi questo duo finlandese composto da Hukka alla voce e Vardøger agli strumenti che, mi viene da dire quasi ovviamente data la loro provenienza e se avete ormai imparato a conoscere i miei gusti, si cimentano nel più classico Black Metal di scuola finlandese, inflazionato solo per brevissimi tratti da elementi di stampo Bathory. Ecco, la recensione potrebbe anche terminare così, oppure potrei tranquillamente copiarvi quella che più o meno un anno fa ho scritto per “Devotion For The Devil” degli Aegrus, ironia della sorte anche loro un duo. Continua a leggere

SADIST
“Hyaena”

Iniziamo subito alla grande questo 2016, che speriamo risulti ricco di ottima musica e nuove scoperte, andando a parlare del nuovo lavoro a firma Sadist. Infatti, dopo il grande ritorno di Paolo Puppo e dei suoi Will’O’Wisp con l’incredibile “Inusto”, mi sembrava doveroso, vista l’enorme amicizia che lega le due band liguri e complice la richiesta di recensione da parte dell’Against PR, dover ascoltare questo settimo full length intitolato “Hyaena”. Ovviamente è quasi superfluo ribadire quanto i Sadist, soprattutto quelli dei primi due lavori “Above The Light” e “Tribe”, ma non escludo nemmeno il particolare “Crust”, siano stati fondamentali per lo sviluppo del Metal italiano e del Progressive Death in generale. “Hyaena” è il terzo lavoro ad uscire dopo la reunion del 2005, ed è da considerarsi come una sorta di concept album dedicato alla figura della iena e di come essa venga rappresentata dagli uomini in diverse leggende e tradizioni, soprattutto provenienti dall’Africa e dall’Asia. Continua a leggere

SPECTRAL LORE
“Voyager”

Il percorso compiuto dal progetto greco Spectral Lore, e quindi quello intrapreso dal mastermind Ayloss, risulta per certi versi simile a quello fatto da Vaarwel con il suo progetto Frozen Ocean. Infatti, entrambi i musicisti, pur partendo da una solida base Black Metal, hanno spinto la loro volontà di sperimentazione al punto da superare i meri confini dettati dalla classica strumentazione Rock e Metal. Per quanto riguarda il progetto Spectral Lore, questo “Voyager” è il primo di una serie di EP destinati a focalizzarsi su alcune influenze extra-Metal. Interamente autoprodotto e rilasciato solo in formato digitale su Bandcamp, “Voyager” è un lavoro di pura musica elettronica tendente a ricreare infinite distese spaziali e panorami stellari mozzafiato, prendendo ispirazione da maestri del genere quali Steve Roach o Tangerine Dream, ma anche act come Oöphoi e Solar Fields. Continua a leggere

SKIALYKON
“Vestigio”

Ci sono dischi che quando li ascolti sono in grado di farti immergere completamente nella loro realtà musicale, dischiudendosi totalmente davanti alla nostra sensibilità. La loro forza risiede indubbiamente anche nel fatto che, per rendere palpabili sulla propria pelle certe sensazioni, non bisogna possedere un preciso “mood atmosferico”, dal momento che è il disco stesso a portartelo. Poi, al contrario, ci sono esempi, come il qui presente esordio del progetto Skialykon, one-man band italiana portata avanti da Vulr, in cui la resa dell’opera è strettamente connessa al proprio stato d’animo. Volendo mettere anche un po’ le mani avanti, chiarifico che la qualità presente in questo “Vestigio” non è assolutamente in discussione, ma semplicemente devo evidenziare una forte ermeticità nell’entrare nel mondo sonoro costruito da Vulr. Infatti, pur essendo ormai alcuni mesi che lo ascolto, mi risulta ormai palese che solamente in un determinato stato d’animo e con la massima attenzione alla musica riesco a fare mia l’essenza racchiusa tra i solchi del disco. Continua a leggere