FROZEN OCEAN
“Prills Of Remembrance”

Dopo averci fatto vagare nello spazio più profondo con il bellissimo “The Dyson Swarm”, l’instancabile Vaarwel ritorna con un nuovo ed ambizioso lavoro composto nel corso dello scorso anno e pubblicato all’inizio di questo 2015 in modo totalmente indipendente. In questo “Prills Of Remembrance”, che potremmo tradurre in maniera semplificata come gocce di memoria, Vaarwel decide di mettere da parte completamente qualsiasi riferimento al Metal oltre che a droni di qualsiasi tipo, in favore di un sound totalmente elettronico, ricco di melodie e dettagli, oltre che supportato da semplici ritmiche Trip-Hop. Prima che voi lettori decidiate di smettere con la lettura della presente recensione, è bene però far notare come il sound proposto in “Prills Of Remembrance” sia direttamente figlio del precedente “The Dyson Swarm”, solo depurato delle chitarre distorte e di quei piccoli rimasugli Depressive che apparivano qui e la nella release. Quello che ne esce fuori è un lavoro sicuramente a più ampio spettro emotivo, sebbene dotato di una forma meno originale. E’ sicuramente da ammirare la volontà del musicista russo di tentare un distacco quasi totale dal proprio passato, e se il risultato finale risulta essere in generale di buon livello (vedasi le meravigliose “Touching Clouds Beyond The Edge Of Dome” e “As White Supergiant Illumines Petrified Streets”, vero punto di raccordo con “The Dyson Swarm”), non nascondo che alcune tracce continuano a non convincermi pienamente, a causa di un certo appiattimento sonoro che si protende in diverse tracce del lavoro. Questo si verifica generalmente quando Vaarwel cerca di incupire il suono, avvicinandolo a certe sonorità più Dark Ambient (si ascolti per esempio “Broken Feather Of The Last Seraphim” o “Chains Hang Down The Abyss”), mentre, al contrario, il sound letteralmente esplode di colori ed immagini quanto si apre totalmente a suoni più ariosi. Probabilmente, questo sarà dovuto a sensazioni puramente personali, ma ciò non toglie che il disco sia molto coraggioso, e sicuramente meritevole di essere ascoltato da coloro che non hanno alcun tipo di barriere mentali. Tra l’altro, il disco è disponibile, insieme a tutta la discografia firmata Frozen Ocean, in download gratuito sul Bandcamp personale del progetto. Perciò, non rimane che stendersi sul letto, mettere le cuffie, premere avvio e lasciarsi andare al proprio flusso di immagini.

BRIEF COMMENT: In this new release from Russian solo-project Frozen Ocean, there is no sign of any kind of Metal, making it a release entirely based on pure electronic sounds supported only by minimal Trip-Hop rhythms. Despite it, there’s still a clear continuation of the sound shown in the previous “The Dyson Swarm”, expecially in the track “As White Supergiant Illumines Petrified Streets”, although less original. The quality of the release is quite high, but I still consider some tracks not very convincing. A brave release for sure.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Self-released
Anno di Pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. Touching Clouds Beyond The Edge Of Dome; 02. Into The Forest Of Rope Dolls; 03. As White Supergiant Illumines Petrified Streets; 04. Gathering Amaranthine Rain Of Escape; 05. Broken Feather Of The Last Seraphim; 06. Of Blurred Signs Once Carved On Full Moon; 07. Chains Hang Down The Abyss; 08. Forgotten Children Play On Concealed Stages; 09. Slow Stars In Underwater Caves; 10. White Birds Thaw On Toy Soldiers Burial
Durata: 41:26 min.

Autore: KarmaKosmiK

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