INTERVISTA VERGINE STUPRATA – Jevàl

Dopo averli ospitati in sede di recensione del loro primo full-length “Jungfernkuss”, tornano su Hypnos Webzine i ravennati Vergine Stuprata e la loro rabbiosa e blasfema miscela di Black e Thrash. Ecco cosa ci ha raccontato la bassista/cantante Jevàl.

Ciao Jevàl, ti chiedo subito di presentare la band ai lettori e di raccontarci cosa vi ha spinto a creare i Vergine Stuprata.

Jevàl: Ave a te e a tutti i lettori. I Vergine Stuprata nascono nella primavera del 2011 da un’idea mia e di Von Boia. Inizialmente il progetto è nato perché volevamo creare un gruppo diverso dal nostro preesistente, i Morbid Pest, caratterizzato da una musica più ignorante e con tematiche ancora più spinte e dissacranti, senza fronzoli insomma. In principio doveva rimanere un progetto da studio (ricordo che inizialmente Boia era sia alla chitarra che alla batteria). Dopo aver registrato il primo demo, abbiamo deciso di farlo diventare attivo al cento per cento, così nell’estate del 2012 abbiamo reclutato Der Monarch (già attivo nei Surge Assault) alla chitarra. Da quel momento abbiamo cominciato a lavorare alla stesura del nuovo album.

Pur se affidarsi ad una cantante ormai non è più così inusuale neppure in campo estremo, la scelta di puntare sulla tua voce (per la cronaca, complimenti per la notevole prestazione) è stata dettata da una serie di circostanze fortuite o da una volontà ben precisa?

Jevàl: Ti ringrazio molto per i complimenti. La scelta è stata dettata da diversi fattori: Von Boia canta già nei Morbid Pest, inoltre è alla batteria e per quanto riguarda i Vergine Stuprata, vuole dedicarsi solo alle pelli. Io, oltre a suonare il basso, volevo cimentarmi nel canto. Inizialmente non è stato per niente facile, ma come per tutte le cose ci vuole tempo e infatti il miglioramento è stato evidente rispetto al primo demo.

Rispetto al vostro precedente EP “Preparing For The Assault Of Bethlehem”, ho apprezzato molto la produzione di “Jungfernkuss”, in grado di rendere giustizia ai vari strumenti pur non rinunciando a quell’aura malsana tipica del genere. Siete soddisfatti del risultato ottenuto?

Jevàl: Siamo molto soddisfatti. Generalmente, tendevamo a tenere dei suoni molto più sporchi. Quando siamo andati a registrare avevamo le idee ben chiare sul fatto che doveva saltare fuori un album indubbiamente marcio, ma allo stesso tempo comprensibile in tutte le sue sfumature. Ringraziamo anche qui Ivano Giovedì, il tecnico che ci ha seguito nella maggior parte della registrazione, per essere riuscito a comprendere al massimo ciò che volevamo.

Nel vostro suono confluiscono, su di una base tipicamente Black, molte venature Thrash che rimandano a gruppi come Slayer, Sodom e Necrodeath, giusto per citarne solo alcuni. Quali ritenete siano le band che vi hanno maggiormente influenzato? Pensate che la vostra proposta possa evolversi in futuro?

Jevàl: Sicuramente l’ispirazione, per quanto mi riguarda, viene da gruppi come Hellhammer, Perversor, Beherit, Demoncy, Sarcòfago, Bestial Holocaust, Von… Sicuramente la nostra proposta si evolverà, visto i nostri trascorsi siamo propensi a mutare nel tempo.

A livello di testi quali sono invece le vostre fonti d’ispirazione? Avete una tematica che più delle altre vi affascina?

Jevàl: I testi prendono spunto dall’odio che proviamo per la religione ebraica e i suoi sporchi derivati, dai film anni ’70 e ’80 dei grandi registi italiani dell’horror che si sviluppano in visioni di suore impossessate, poltergeist che si manifestano nelle chiese, religiose morte che risorgono per essere stuprate da diavoli vendicatori, la vendetta simbolica di un condannato sulla Vergine di ferro, l’ olocausto nel regno (quindi nella mente) della falsità in cui il mondo si trova dall’inizio della conquista delle tre religioni monoteiste. Il tutto logicamente intriso di una consistente dose di blasfemia. La tematica che forse più ci affascina è quella del soprannaturale.

Avete avuto la possibilità di fare qualche concerto per supportare l’uscita di “Jungfernkuss”? Vi ritenete più una band da studio o delle “bestie” da palco?

Jevàl: No, purtroppo per vari problemi logistici abbiamo rimandato i live a dopo l’estate. Sicuramente il palco mi affascina di più che la parte in studio, perlopiù per la naturalezza e l’atmosfera che si crea tra il gruppo e il pubblico.

Guardando avanti, avete già pianificato qualcosa? Che aspettative avete per il futuro?

Jevàl: Ci stiamo organizzando per i live e stiamo lavorando su dei pezzi nuovi. L’aspettativa è di suonare il più possibile!

Questa era l’ultima domanda. Ti ringrazio per la chiacchierata e lascio a te l’ultima parola.

Jevàl: Io ringrazio te, onore a tutti quelli che supportano l’underground. Vomitate in faccia a cristo e sborrate in bocca alla troia madonna!

Autore: Iconoclasta

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