LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine.

SCORPION CHILD

Ad aprire la serata di un ancor tiepido ottobre c’è il quintetto texano degli Scorpion Child, una band fortemente legata ad un suon Hard Rock di chiara derivazione Led Zeppelin e Deep Purple. Il loro ultimo “Acid Roulette” è uscito per Nuclear Blast, che dopo il botto fatto con i Blue Pills evidentemente cerca di battere ancora il ferro dei gruppi dal sound volutamente retrò, che qui viene ampiamente rappresentato nei loro quarantacinque minuti di setlist. I cinque texani si presentano con un look che mi ha ricordato fortemente i mitici Stillwater, il gruppo inventato dalla genialità del regista Cameron Crowe nel bellissimo film “Almost Famous”, con tanto di giacchetta con le frange del cantante Aryn Jonathan Black e di pantaloni a zampa del chitarrista Christopher Jay Cowart.

Scorpion Child Live 1

Nonostante un centinaio di persone scarse presenti al momento della loro esibizione, gli Scorpion Child non si sono affatto risparmiati, con il cantante a cercare continuamente il contatto con il pubblico delle primissime file ed il tastierista Aaron John “AJ” Vincent a muoversi come un tarantolato dietro le sue tastiere. I suoni erano decisamente buoni ed i loro brani di buon impatto, anche se musicalmente non inventano nulla di nuovo ed il loro atteggiamento da rocker mi è parso a volte un tantino eccessivo. Il brano che mi è piaciuto di più è senza alcun dubbio “Acid Roulette”, la canzone più Zeppeliniana del lotto, dotato di un taglio fortemente psichedelico, con il vocalist Black sugli scudi nella sua interpretazione alla Robert Plant.

Scorpion Child Live 1

Insomma, decisamente promossi questi baldi texani, anche se ascoltando poi il disco a posteriori non è che mi facciano veramente impazzire. Troppo standard e prevedibili per i miei gusti, ma comunque in grado di saper dire la loro.

Setlist: She Sings I Kill, Reaper’s Danse, My Woman In Black, Kings Highway, Acid Roulette, Blind Man’s Shine, I Might Be Your Man

UNCLE ACID & THE DEADBEATS

Dopo aver smontato la strumentazione degli Scorpion Child e fatto un breve check degli strumenti, è la volta degli Uncle Acid & The Deadbeats di prendere posto sul palco. Nel frattempo, il numero di presenze nel locale era nettamente aumentato, sebbene ancora lontano dal mega pienone visto per i Public Service Broadcasting, ma è comunque un buon segno che mostra come anche il buon Stoner Doom abbia il suo bel seguito anche qui a Roma.

Uncle Acid Live 1

Giusto il tempo di prendere in mano gli strumenti, che Kevin Starrs annuncia un inizio con il botto, ossia “Mt. Abraxas” dal loro secondo disco “Mind Control”. La resa sonora è praticamente perfetta, con le due chitarre che alzano un muro di suono spaventoso, ma sempre perfettamente distinguibile, e con la batteria di Itamar Rubinger a scandire con precisione i riff sabbathiani del duo Starrs/Rubinger. Giusto le voci ogni tanto non erano sempre molto chiare, ma credo che fosse dovuto alla mia presenza in prima fila sotto il palco, poiché quando mi sono spostato a metà sala durante i tre brani dell’encore, la loro resa sonora era nettamente migliore.

Uncle Acid Live 2

Comunque sia, l’ora e mezza di concerto è stato un lungo e continuo mantra sabbathiano che ha annichilito ed ipnotizzato completamente il sottoscritto. Infatti, oltre al fatto che ho trovato la resa live dei loro pezzi molto ma molto più potente che su disco, la cosa che mi lascia ancora stordito di questa band è che, pur essendo praticamente quasi una cover band dei Black Sabbath visti i non velati riferimenti che appaiono qua e la nei pezzi, gli Uncle Acid & The Deadbeats riescono però ad arrivare al nucleo primigenio del sound di Iommi&co. e a tirarne fuori pezzoni veramente incredibili e dotati di indiscussa personalità.

Uncle Acid Live 3

“Waiting For Blood”, “Death’s Door”, “I’ll Cut You Down” e la virale “Melody Lane” sono solo alcuni dei molti highlight del concerto, che ha spaziato in modo piuttosto omogeneo tra gli ultimi tre dischi (con “Dead Eyes Of London” unico estratto dal debutto “Vol. 1”) sebbene il momento più intenso si sia avuto con “Slow Death”, che ha messo momentaneamente da parte le bordate ricche di distorsione portando alla luce l’anima più intima della band. Ovviamente al centro dello show c’erano i due chitarristi, che ad ogni sezione strumentale si piazzavano a suonare uno davanti all’altro. Insomma, un concerto veramente intenso e che è valso l’arrivo a lavoro la mattina successiva con qualche ora di sonno in meno, ma con un fomento per il concerto che è rimasto intatto persino l’intero giorno dopo.

Uncle Acid Live 4

Setlist: Mt. Abraxas, Waiting For Blood, Mind Crawler, Over And Over Again, Dead Eyes Of London, Death’s Door, 13 Candles, Pusher Man, I’ll Cut You Down, Slow Death, Melody Lane, Desert Ceremony, Withered Hand of Evil

Autore: KarmaKosmiK

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