LUCIDA CRASH
“A Carte Scoperte”

Difficile al giorno d’oggi riuscir ad inquadrare bene cosa sia Rock e cosa invece non lo sia. La parola è talmente abusata e sputtanata da televisione e radio al punto che son sempre diffidente quando degli artisti o dei musicisti vengono definiti o si autodefiniscono Rock. Oramai per molti basta che ci sia solo un minimo di distorsione sulla chitarra e automaticamente questo diventa Rock. Ma noi vecchie pellacce sappiamo bene che tutto questo non è affatto vero e, per fortuna, sembra saperlo anche questo giovane gruppo nativo di Imperia chiamato LuciDa Crash. Quando mi hanno proposto di recensire questo loro debutto autoprodotto intitolato “A Carte Scoperte”, concept album di cinque brani incentrato sulle carte dei tarocchi, avevo le mie solite rimostranze dovute al fatto di dovermi cimentare con un genere non proprio affine ai miei gusti, ma poi avendolo ascoltato mi sono dovuto immediatamente ricredere. Infatti, il quartetto di Imperia si lancia in un solido e asciutto Blues Rock, interamente cantato in italiano dal vocalist e bassista Andrea Multari, autore anche delle interessanti liriche, che può essere accostato come stile a quello dei primi Negrita. La stessa voce di Multari ricorda molto quella di Pau, e la stessa opener “Nella Palude” mostra diverse similitudini tra i due gruppi. In realtà, la band riesce ad incamerare anche altre influenze, passando dal finale quasi Grunge, che mi ha richiamato alla mente i primi Pearl Jam, della semi-ballad “Radici”, al ritmato Funky Rock dal sapore vagamente Red Hot Chili Peppers di “Tempi Duri”, nel quale Multari esprime tutto il disappunto sull’estrema omologazione a cui si viene costretti dalla società odierna, con un testo dai toni beffardi, seppur dotato di una certa poesia, in cui spicca il bellissimo verso finale “…ma apri quella porta e note nuove sentirai”. La produzione è molto secca e asciutta, per non dire quasi live, ma permette loro di mostrarsi per ciò che sono, evitando di mascherarsi dietro a produzioni troppo moderne ed ingannevoli, puntando quindi tutto sulla qualità dei loro pezzi. Insomma, “A Carte Scoperte” è un lavoro assolutamente godibile, con l’accoppiata “Radici” e “Tempi Duri” a rappresentare al meglio le capacità di questi LuciDa Crush. Non mi rimane che fare loro un grosso in bocca al lupo, sperando che siano in grado di emergere con questa uscita dalla loro attuale realtà underground.

BRIEF COMMENT: Even though Rock isn’t much my cup of tea, I have to say that the one played by italian LuciDa Crash on their self-released debut “A Carte Scoperte” is really good, with “Radici” and “Tempi Duri” as best tracks.

Contatti: Facebook
Etichetta: Self-released
Anno di Pubblicazione: 2016
TRACKLIST: 01. Nella Palude; 02. Fiore Di Loto; 03. Radici; 04. Tempi Duri; 05. L’Appeso
Durata: 25:38 min.

Autore: KarmaKosmiK

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