NECHOCHWEN
“Heart Of Akamon”

Anche se ne avevo già sentito parlare in termini più che positivi, per un motivo o per l’altro non ero mai andato a sentirmi i Nechochwen ed il rischio, anzi l’errore, stava per ripetersi di nuovo dato che sono venuto a sapere di questa uscita non più di un paio di settimane fa a quasi un anno dalla sua pubblicazione. A differenza delle altre occasioni, questa volta, chissà poi perché, non ho tirato dritto e sono andato ad ascoltare qualcosa, finendo così inevitabilmente irretito nelle pieghe di questo “Heart Of Akamon”, un lavoro che, anticipandovi subito le considerazioni finali, merita un posto tra le migliori uscite, Black e non solo, del 2015 in virtù delle molteplici emozioni che riesce ad evocare grazie ad un songwriting non certo innovativo ma maledettamente ammaliante. A voler esser un po’ più precisi, questo terza fatica sulla lunga distanza del duo americano si colloca in territori prettamente Cascadian Black Metal, con Panopticon e Agalloch come primi e più evidenti punti di riferimento, anche se qua e là spuntano richiami alla tradizione indiana, vero fil rouge delle loro produzioni, o rimandi ad altre scene e band, siano esse di scuola est europea o scandinava, arrivando perfino a lambire in alcuni passaggi gli Opeth, con l’eterea “October 6, 1813” che potrebbe benissimo trovare posto su “Damnation”, o il Morricone della celeberrima “L’Estasi Dell’Oro”, omaggiata neanche troppo velatamente in un breve riff della camaleontica “Kišelamakong”. Questi continui rimandi che si snodano di brano in brano costituiscono di fatto la struttura portante dell’album e, lungi dall’essere prevedibili e noiosi, gli permettono di avere più anime, un po’ come accade per i lavori degli Alda o degli Harrow, altre band cui i nostri possono essere paragonati. Questa peculiarità, che non va intesa come sterile copiatura di quanto già fatto da altri, quanto piuttosto come una rielaborazione che, partendo da una base comune, li ha visti arrivare, seguendo delle strade differenti, a risultati simili e di assoluto livello, è in sintesi anche la caratteristica che distingue “Heart Of Akemon” dalle precedenti uscite di casa Nechochwen. Andando ad esplorare a ritroso la loro discografia non si può infatti non notare come questo nuovo full length rappresenti nel migliore dei modi il risultato di un percorso che aveva visto i nostri muovere i primi passi in territori Neofolk con “Algonkian Mythos” per poi proseguire con un lento e progressivo inserimento di elementi Black in “Azimuths To The Otherworld“ e nell’EP “OtO”, a conferma che questa release prende il meglio dei precedenti lavori e lo sublima in otto tracce praticamente perfette, con l’opener “The Serpent Tradition” e “Lost On the Trail Of The Setting Sun” e “Škimota” a contendersi la palma del migliore episodio. Insomma, inutile star qui a fare un’analisi dettagliata di ogni singolo pezzo, questo “Heart Of Akemon” è uno di quei dischi che meritano di essere presi in considerazione senza se e senza ma, a maggior ragione se siete degli estimatori del genere e delle band succitate. In poche parole, un’uscita imperdibile.

BRIEF COMMENT: With its third full length, American duo Nechochwen seems to have completely accomplished their evolution from an Acoustic approach to a Black Metal with Folk and Neofolk influences. Indeed, “Heart Of Akamon” is an outstanding album almost crafted to perfection thanks to a great deal of bewitching songs. One of the best releases of 2015, no doubt.

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Etichetta: Bindrune Recordings
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. The Serpent Tradition; 02. The Impending Winter; 03. Lost On The Trail Of The Setting Sun; 04. October 6, 1813; 05. Traversing The Shades Of Death; 06. Škimota; 07. Skyhook; 08. Kišelamakong
Durata: 43:45 min.

Autore: Iconoclasta

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