PANOPTICON
“Kentucky”

In un panorama così asfittico come quello del Black Metal odierno in cui i gruppi originali o con qualcosa di realmente significativo da dire sono merce rara, ecco che dagli USA, per la precisione Louisville (Kentucky), arriva il solo project Panopticon, creatura nata nel 2007 per volontà di Austin “A. Lundr” Lunn e con alle spalle già tre full-length e svariati split. Questa one man band, pur distaccandosi geograficamente dalla cosiddetta scena Cascadian Black Metal (di cui Agalloch e Wolves In The Throne Room sono tra gli esponenti di spicco), ne segue idealmente i dettami, reinterpretandoli in una chiave assolutamente personale, non limitandosi infatti a copiarne gli stilemi, quanto piuttosto usandoli come base su cui innestare gli strumenti e le sonorità tipiche della tradizione folkloristica della propria terra d’origine, ovverosia quel misto di Blues, Country e canti popolari che va sotto il nome di Bluegrass.

Pur non essendo questa una novità assoluta in quanto lo stesso A. Lundr aveva sperimentato certe soluzioni nel suo secondo album “Collapse”, solo con questo “Kentucky” il progetto Panopticon giunge ad una completa maturazione compositiva, che mai come in questo caso si rivela funzionale al concept lirico che sta dietro a questo full-length, ossia una netta presa di posizione contro l’industria carbonifera che, con i suoi spietati interessi e la sua insaziabile sete di profitto, ha martoriato il territorio e la salute dei minatori. Questi accostamenti a prima vista inusuali, ancorché bizzarri, fanno si che “Kentucky” sia un lavoro tutt’altro che facile, anzi il disorientamento e lo straniamento che si prova ascoltando per la prima volta i suoi brani farà storcere il naso a più di qualche purista; eppure basta superare questo smarrimento iniziale per essere proiettati in un vorticoso turbinio capace di suscitare emozioni contrastanti. L’album infatti vive su un perfetto equilibrio creato dal contrasto tra pezzi di denuncia ripresi direttamente da canzoni e ballate popolari (“Come All Ye Coal Miners”, “Which Side Are You On?” e “Black Waters”) a sfuriate in puro stile Black Metal (“Black Soot And Red Blood”, “Killing The Giants As They Sleep” e la bellissima “Bodies Under The Falls”) che ammaliano grazie alla loro carica dirompente incastonata sapientemente in una cornice creata dall’uso di flauti e del banjo, che si sostituiscono alla più canonica chitarra acustica senza mai scadere nel ridicolo di atmosfere da sagra paesana, prova ne siano le ottime tracce di apertura e chiusura.

Insomma, “Kentucky” è uno di quegli album capaci di esplorare, ampliare e ridefinire i confini di un genere piuttosto refrattario alle novità come il Black Metal; una gemma che colpisce per la sua freschezza compositiva e per il suo eclettismo. Un lavoro che, in definitiva, rispecchia in pieno lo spirito del Black Metal: la riscoperta e la rivendicazione delle proprie origini etnico-culturali.

BRIEF COMMENT: Panopticon‘s fourth full-length “Kentucky” is a concept album focus on the conflict between coal miners and owners, wonderfully portrayed by mastermind A. Lundr through ravishing tracks that go from folk staples to songs in which typical Bluegrass instruments play along with Black Metal patterns, giving birth to an outstanding and mesmerizing music.

Etichetta: Pagan Flames Productions
Anno di pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. Bernheim Forest In Spring; 02. Bodies Under The Falls; 03. Come All Ye Coal Miners; 04. Black Soot And Red Blood; 05. Which Side Are You On?; 06. Killing The Giants As They Sleep; 07. Black Waters; 08. Kentucky
Durata: 51:29 min.

Autore: Iconoclasta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.