PANOPTICON
“Roads To The North”

Dopo essere rimasto letteralmente folgorato da quella fulgida gemma a nome “Kentucky”, non nascondo che le aspettative che nutrivo per questo quinto capitolo sulla lunga distanza della creatura di A. Lunn erano parecchio elevate, al punto che questa stessa recensione esce con un po’ di ritardo proprio perché ho voluto prendermi diverso tempo per metabolizzare appieno questo nuovo lavoro. Ma questo cosa vuol dire, che “Roads To The North” non è all’altezza del suo predecessore e ha in qualche modo deluso le mie speranze? No di certo, significa soltanto che si tratta di un album diverso, e questo non tanto, o non solo, dal punto di vista musicale, ma soprattutto per quanto riguarda l’aspetto legato alle tematiche, componente essenziale e da sempre di vitale importanza nell’economia del progetto Panopticon. Se le precedenti release del polistrumentista statunitense erano infatti incentrate su aspetti dai risvolti sociali, questo lavoro rimanda, come è forse anche intuibile dal titolo, ad un viaggio intrapreso in terra norvegese ed allo stesso tempo ad un cambiamento che ha visto lo stesso Lunn lasciare la terra nativa per spostarsi nel più settentrionale Minnesota. Come già detto, a questa significativa svolta è corrisposto anche un parziale, ma non evidentissimo, mutamento a livello musicale, con la componente Bluegrass tuttora presente ma lasciata un po’ più in disparte in favore di una vena Folk di forte ascendenza europea. Quel che ne viene fuori è comunque ancora una volta un album dalle molteplici sfaccettature, catalogabile come Black Metal solo per semplicità, perché in esso continuano a fare capolino elementi e strumenti eterodossi (banjo, dobro, violini e flauti), questa volta combinati in un modo che favorisce la creazione di un’atmosfera maggiormente malinconica, come accade nella struggente “Norwegian Nights”. Passare ad un’oziosa analisi track by track sarebbe però veramente riduttivo e lesivo dell’intrinseca bellezza “globale” di “Roads To The North”, perciò mi limito soltanto a segnalare la mia preferenza per “The Echoes Of A Disharmonic Evensong”, “Where Mountains Pierce The Sky” e “Chase The Grain”, tenendoci però a precisare come questo lavoro sia un album che, forse ancor più dei suoi predecessori, merita di essere apprezzato nella sua interezza. Insomma, se siete alla ricerca di un album Black immediato e senza fronzoli, potete tranquillamente passare oltre; ma se al contrario avete apprezzato l’eclettismo del progetto Panopticon, di certo anche questa volta non rimarrete delusi.

BRIEF COMMENT: Panopticon‘s fifth full-length is once again a multi-faceted album in which a lot of different elements and instruments are merged to perfection. Unlike previous releases, there’re less Bluegrass patterns and mastermind Austin Lunn’s put in “Roads To The North” an even more personal point of view, leaving social themes in favour of a story about his journeys (real and metaphorical), ending up in an album more melancholy but still mesmerizing and unmissable.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Bindrune Recordings
Anno di pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. The Echoes Of A Disharmonic Evensong; 02. Where Mountains Pierce The Sky; 03. The Long Road Part 1: One Last Fire; 04. The Long Road Part 2: Capricious Miles; 05. The Long Road Part 3: The Sigh Of Summer; 06. Norwegian Nights; 07. In Silence; 08. Chase The Grain
Durata: 74:12 min.

Autore: Iconoclasta

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