SOJOURNER
“Empires Of Ash”

A quasi un mese dal primo ascolto, finalmente mi sono deciso a parlarvi di questo “Empires Of Ash”, il debutto sulla lunga distanza dei Sojourner, un act sui generis che vede tra le proprie fila quattro musicisti provenienti da Spagna, Inghilterra e Nuova Zelanda. Al contrario di quanto potreste pensare, la mia remora a scriverne non è da attribuirsi all’inconsistenza del lavoro ma nasce dal fatto che fin da subito mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad un mezzo capolavoro, e proprio da qui nasce il mio cruccio: “Empires Of Ash” è “solo” un ottimo album o qualcosa di più? Per cercare di capirlo forse è però utile fare un passo indietro e prenderla un po’ larga, iniziando col dire che i Sojourner propongono un Black a tinte Epic corredato da qualche spunto Folk e da aperture al limite del sinfonico. Se già l’incontro tra questi generi spesso e volentieri da vita a sonorità pompose quando non patetiche, l’aggiunta di flauti traversi e di clean vocal femminili potevano essere il classico tassello che faceva diventare il tutto terribilmente pacchiano. Sarà che questo timore si è inconsciamente palesato mentre leggevo qualche informazione sui componenti del gruppo, sarà che la copertina in stile power/fantasy ha fatto il resto, fatto sta che l’apertura affidata a “Bound By Blood” mi ha spiazzato, non tanto musicalmente, ma proprio a livello di coinvolgimento emotivo, visto che da li in poi mi è stato impossibile non rimanere folgorato da quanto creato dai Sojourner, ossia un sound che può essere visto come un ideale mix tra Summoning, Caladan Brood e, perché no, Falkenbach, su cui si innestano parti atmosferiche che mi han in qualche modo ricordato l’EP “The Rebirth Of The Middle Ages” della one man band monegasca Godkiller o l’epicità della colonna sonora de “Il Signore Degli Anelli” (in particolare i minuti iniziali di “Homeward”). Tutto perfetto dunque? Quasi, perché se è vero che in questo “Empires Of Ash” ci sono sette pezzi che danno vita a scenari imponenti che fan subito breccia nella mente dell’ascoltatore, è anche vero che in alcune occasioni, specie nella seconda metà del lavoro, i nostri danno l’impressione di voler strafare, allungando forse un filo troppo il minutaggio, cosa che inevitabilmente fa si che le emozioni vengano diluite perdendo un po’ del loro innegabile fascino. Insomma, questo è l’aspetto che non mi ha convinto del tutto e che in precedenza mi ha fatto dire che forse manca ancora qualcosa per poter parlare di capolavoro, ma in ogni caso mi rendo conto che definirlo un difetto sarebbe ingeneroso e non renderebbe giustizia a quanto fatto dai Sojourner. Se poi penso che sto parlando di un debutto, beh, tutto ciò per il momento basta e avanza per definirlo un album imperdibile, anche perché per avere un capolavoro è solo questione di tempo.

BRIEF COMMENT: With their debut album “Empires Of Ash”, Sojourner have released an outstanding full length that combines almost to perfection Black/Epic atmospheres with Folk elements. By far one of best albums of the year, no doubt.

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Etichetta: Avantgarde Music
Anno di pubblicazione: 2016
TRACKLIST: 01. Bound By Blood; 02. Heritage Of The Natural Realm; 03. Aeons Of Valor; 04. The Pale Host; 05. Homeward; 06. Trails Of The Earth; 07. Empires Of Ash
Durata: 57:56 min.

Autore: Iconoclasta

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