CROPSY MANIAC
“Shear Terror”

Finalmente è tempo anche per Hypnos Webzine e per il sottoscritto di andare in vacanza e mettersi alle spalle questo cocente luglio. Prima di staccare la spina vado a pubblicare questa recensione scritta quasi un anno fa e, per svariati motivi, rimasta inedita fino ad oggi. Il lavoro in questione è l’esordio fulminante della band americana Cropsy Maniac, un quartetto che si presenta a tutti gli amanti del Grindcore e del Horror Movie di serie Z con questo breve EP, di soli nove miunti di durata, intitolato “Shear Terror”. Capitanati da due ex membri dei Blood Freak, Kevin Reace (voce) e Travis Ruvo (batteria), questi Cropsy Maniac sono saltati alla mia attenzione sia per la splatterosa copertina che mi ha ricordato i bei tempi dei Mortician (tra l’altro è presente come guest vocal lo stesso Roger Breaujard), sia per la presenza di una cover dei miei amati Haemorrhage, la stupenda “Dawn In The Rotting Paradise”, uno dei pezzi di punta del loro capolavoro “Anatomical Inferno”. Continua a leggere

NAMELESS ONE
“Thousand Memories And Nameless Sword”

Piatto del giorno: Extreme Power Metal alla giapponese, altresì detto Nameless One. Preparazione: prendere il Power degli Helloween dell’indimenticabile “Walls Of Jericho”, prediligendo soprattutto i tempi accelerati e gli incastri elaborati tra le due chitarre. Fare bollire per una ventina di minuti ed infine aggiungere uno screamer a la Alexi Laiho. Spruzzare abbondantemente il tutto con la tamarraggine dei Dragonforce e, per finire, farcire con delle tutine simili ai Power Rangers. Servire caldo. Continua a leggere

WHO DIES IN SIBERIAN SLUSH / MY SHAMEFUL
“The Simmetry Of Grief”

Davvero uno split interessante questo che il buon Kunal Choksi della Trascending Obscurity mi ha proposto di recensire in una delle sue email promozionali. Infatti, il qui presente “The Simmetry Of The Grief”, rilasciato in sole cinquecento copie dall’etichetta russa Moscow Funeral League, mi ha dato l’opportunità di conoscere due interessanti realtà del Doom Metal più soffocante e pachidermico, come i moscoviti Who Dies In Siberian Slush ed i finladesi My Shameful, che in questo lavoro condiviso presentano due lunghi brani a testa. Continua a leggere

VEXOVOID
“Heralds Of The Stars”

Se mi si chiedesse di associare la parola fantascienza ad un qualche gruppo Metal, la mia scelta non potrebbe che ricadere sui Voivod, forse i soli in grado di unire alla perfezione un certo sound, le cui fondamenta sorgevano sui folli riff di quell’indimenticabile genio a nome Piggy, che riuscisse a rappresentare in maniera perfetta i deliri fantascientifici e postatomici di Away. Purtroppo, o per fortuna, l’unicità del cammino intrapreso dai Voivod non ha lasciato eredi e pochissimi pretendenti al trono, ma ancora ben lontani dal raggiungere la band canadese, visto anche l’ottimo stato di forma sfoggiato nel loro ultimo “Target Earth”. In questo contesto, muove i primi passi questo giovane trio originario di Siena chiamato Vexovoid, di cui andremo qui a presentare l’EP d’esordio intitolato “Heralds Of The Stars”. Continua a leggere

NID
“A Fair Masquerade”

Era davvero da un bel po’ di tempo che non mi capitava tra le mani qualcosa di totalmente inatteso, capace di sorprendermi sin dai primi ascolti ed allo stesso tempo in grado di rapirmi completamente grazie alle atmosfere celate nei solchi del disco. Tutto questo è stato possibile grazie al quartetto pugliese dei NID, che ha realizzato lo scorso anno questo stupendo lavoro di Neofolk intitolato “A Fair Masquerade”, uscito per la label La Esencia. Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo per un momento il nastro. I NID si formano nel settembre del 2011 per opera di Luca Attanasio (voce e synth), Cosimo Barbaro (basso), Luca Mazzotta (chitarra) e Alessandro Mangione (computer programming), e le loro primissime composizioni, raccolte nell’EP “Nature In Disguise”, mostrano una solida base Neofolk che si allarga fino ad inglobare atmosfere Industrial, Dark e persino momenti di World Music. L’EP ha un buon riscontro tra gli addetti ai lavori e permette al quartetto di poter girare l’Italia con diverse date live, ed allo stesso tempo di poter iniziare la composizione del loro primo full-lenght, ovverosia il qui recensito “A Fair Masquerade”. Continua a leggere

AGATHOCLES / NEID
“Commitment Is Emprisoment / More Gain More Pain”

E’ davvero un enorme piacere per il sottoscritto avere la possibilità di poter ospitare su Hypnos Webzine una tra le band che più ho idolatrato durante una parte della mia post-adolescenza, ossia gli Agathocles. Loro, insieme a Napalm Death, Terrorizer e Brutal Truth, erano ciò che mi serviva per dare sfogo alle mie frustrazioni ed insoddisfazioni. Poi, anche per la evidente impossibilità di riuscire a star dietro all’interminabile uscita di split, EP e compilation, caratteristica che ormai contraddistingue la band, ho finito per metterli un po’ in disparte, anche se “Theatric Symbolisation of Life” e la sua splendida copertina che riprende “La Scuola di Atene” di Raffaello, rimane per me il punto più alto del loro Mincecore, ossia di quella selvaggia mistura fatta di Punk, Grind e Hardcore, portato avanti senza interruzioni da quasi trent’anni dal loro leader Jan Frederickx. In questo ennesimo split, rilasciato in sole trecento copie dalla EveryDayHate in collaborazione con diverse altre etichette, troviamo una vecchia conoscenza di Hypnos Webzine, ovverosia i viterbesi Neid, già ospitati su queste pagine in occasione dell’uscita dell’EP “Non Repetere Est Hereditas”. Continua a leggere

HATE & MERDA
“L’Anno Dell’Odio”

Hate & merda. Odio e merda, due parole forti, d’impatto, quasi un avvertimento su ciò che si potrebbe trovare di fronte durante l’ascolto. Infatti, “L’Anno Dell’Odio” è un precipitare senza fine nell’abisso di una mente umana, nella quale convivono l’odio furioso per una società che esclude, isola e ghettizza tutti coloro che non risultano essere perfettamente omologati ad un certo status quo o modo di essere, e la merda, intesa come simbolo di una incapacità di reagire che si concretizza in tentativi di autodistruzione interna. Due parole che riescono a cogliere ed esprimere alla perfezione il malessere profondo che pervade la musica di questo duo toscano fatto di sola chitarra e batteria, ed i cui volti e nomi sono accuratamente celati sotto spesse calze nere, in quanto “non necessari” ai fini di ciò che gli Hate & Merda vogliono realmente esprimere. La loro stessa musica vive di questo dualismo fatto di esplosioni rabbiose ed improvvisi momenti di stasi, implosioni sonore ancor più devastanti, perché sembrano volerti privare di tutta l’energia vitale. Ed in mezzo a questo malessere, argomentazioni più tipicamente musicali per una recensione, quali il genere proposto, qualità della produzione e del songwriting, tendono a perdere importanza. Continua a leggere

SLIVERS OF SILENCE
“Into Glistening Waters”

Provenienti dalla cittadina finlandese di Vaasa, i Slivers Of Silence sono un quintetto dedito a un Melodic Death moderno che riporta direttamente a gruppi attuali, quali Ghost Brigade o Swallow The Sun, come anche agli ultimi Katatonia e Dark Tranquillity. Nata nel 2008, la band capitanata dal vocalist Jarmo Panula ha già alle spalle diversi lavori autoprodotti, tra cui menzioniamo i due EP “Empty Sky” e “The Cold Gray Swallows”. L’inizio di questo nuovo “Into Glisterning Waters” con l’opener “Moscow, New York” è scoppiettante. Continua a leggere

IMBOLC
“Il Tempio Del Dolore”

Pur possedendo un nome che richiama una importante festività della cultura celtica, gli Imbolc non sono affatto una delle tante band Folk Metal che imperversano nella scena Metal, bensì un duo, originario di Reggio Emilia, che tenta di ritagliarsi un proprio spazio nell’altrettanto affollato panorama Black. Fondati nel 2006 dal batterista Valenz, attualmente attivo nei Darkend e Shadowfrost, la line up viene completata dal chitarrista Imajes, anche lui con un passato nei Darkend. Il debutto arriva già nel 2008 con “Il Ritorno Della Luce”, un lavoro autoprodotto in duecento copie e contenente sei tracce più le classiche intro ed outro. In seguito, gli Imbolc si inabissano per quasi sei anni, per poi tornare nell’agosto dello scorso anno con questo “Il Tempio Del Dolore”, rilasciato anch’esso in edizione digipack limitata a duecento copie, con tanto di libretto di sedici pagine contente tutti i testi. Continua a leggere

SPINA BIFIDA
“Ziyadah”

Ottima e saggia decisione quella della label Memento Mori di andare a ripescare l’unico full-lenght pubblicato da questa oscura band olandese che porta l’inquietante nome di Spina Bifida. Infatti, questo “Ziyadah” risulta essere, insieme al demo “Symphony Of Indictment”, l’unica testimonianza di un quintetto che, a mio avviso, aveva di sicuro molto altro da dare. Datemi del povero nostalgico, ma sono e continuo ad essere molto legato a tutti quei gruppi che, a partire dalla prima metà degli anni ’90, iniziarono ad inserire pesanti rallentamenti Doom all’interno di un matrice di solido e rabbioso Death Metal. Continua a leggere

CHELIDON FRAME
“Framework”

Dietro al nome Chelidon Frame non si cela altro che il chitarrista milanese Alessio Premoli, musicista dedito alla studio ed alla composizione di musica concreta, il quale, dopo aver sperimentato nel 2012 diversi generi come il Noise e l’Ambient con il progetto Prospettiva Nevskij, ha deciso di riunire in questo lavoro intitolato “Framework” diverse composizioni di musica concreta già composte in precedenza, tra cui citiamo “Antartica”, presente anche in questa release e selezionato per il progetto di sonorizzazione “here.now.where?” promosso da Saout Radio per la quinta biennale di Marrakech. Continua a leggere

LA FINE DI SETTEMBRE
“La Fine Di Settembre”

Nato a Savona nel 2013 dalle ceneri di un precedente gruppo chiamato Reservoir Dogs, il progetto La Fine Di Settembre è un terzetto formato da Fabio Grosso (voce/basso), Andrea Grosso (chitarra/cori) e Nicolas Gargini (batteria) che, grazie alla collaborazione tra ben tre etichette, DreamingGorilla Records, Revolution Sound e Savona Sotterranea, riescono a giungere al debutto assoluto con questo interessante ed omonimo EP. Registrato presso i Greenfog Recording Studio di Genova da Mattia Cominotto, “La Fine Di Settembre” è un lavoro che pesca a piene mani dal Grunge, intessendolo con passaggi più massicci derivanti dallo Stoner ed altri più soft tipici del Post-Rock. Continua a leggere

GORILLA PULP
“Hell In A Can”

Dopo il folle viaggio “acquatico” fatto con i King Bong, la Mother Fuzzer Records ci presenta una nuova ed interessante realtà del panorama Stoner Rock italiano, i Gorilla Pulp. Pur essendosi formati da poco, i quattro viterbesi, capitanati dal chitarrista e cantante Maurice Flee, hanno subito raggiunto un accordo con l’etichetta irlandese per pubblicare questo breve EP intitolato “Hell In A Can”, realizzato presso i Fear No One Studios di Viterbo e rilasciato nel dicembre dello scorso anno. Continua a leggere

WARNUNGSTRAUM
“Mirror Waters”

Nati nel 2009 su iniziativa del mastermind Bartlett Green e divenuti ben presto un duo con l’arrivo del cantante e, per questa occasione, batterista Cabal Dark Moon (già negli Obscure Devotion come anche Vox Mortuorum, guest al basso), prima dell’uscita del presente “Mirror Waters” i potentini Warnungstraum avevano alle spalle due full length incentrati su un tutto sommato ordinario Black Metal di chiara ispirazione norvegese che, in tutta sincerità, non mi han detto poi molto. L’essermi andato a sentire qualcosa di quelle due uscite mi ha però permesso di cogliere ed apprezzare pienamente la metamorfosi subita dal gruppo, che non ha di certo stravolto la sua natura, ma che è riuscito a tenere solo il meglio e ad usarlo come base su cui imbastire il nuovo corso. Continua a leggere

SOLITVDO
“Immerso In Un Bosco Di Querce”

Non c’è niente da fare, molte delle rivelazioni dell’anno passato mi si stanno presentando solo adesso. Dopo gli scenari psichedelici dipinti dagli Atom Made Earth, ora è il momento della one man band cagliaritana Solitvdo, il cui full-lenght di debutto “Immerso In Un Bosco Di Querce” è per il sottoscritto una delle migliori release in ambito Black dell’anno appena trascorso. Ma andiamo con ordine. Il progetto muove i primi passi nel marzo del 2011 su iniziativa del polistrumentista DM, che riesce a portarlo al debutto l’anno successivo con “Demo MMXII”; per l’uscita di “Immerso In Un Bosco Di Querce” bisogna aspettare il settembre del 2014, quando viene rilasciata dalla Eremita Produzioni una tape limitata a sole 48. Tanto basta per attirare l’attenzione della tedesca Naturmacht Production, che si interessa al progetto e decide di ristampare a dicembre il lavoro in una curatissima versione digi-CD. Continua a leggere

SOLARSTEINN
“The Challenge Of Thor”

Un debutto davvero ambizioso, questo dei Solarsteinn. Infatti, il progetto ideato dalla mente del polistrumentista teatino Raffaelle De Innocentiis debutta con una lunga suite di quasi diciotto minuti intitolata “The Challenge Of Thor” ed ispirata alle “Norse Ballads” del poeta statunitense Henry Wadsworth Longfellow. Sebbene De Innocentiis definisce il suo progetto come Viking, i Solarsteinn poggiano le loro fondamenta su un solido e roccioso Heavy Metal che presenta però più di qualche sconfinamento in ambito Black e Death. Continua a leggere

DYING OUT FLAME
“Shiva Rudrastakam”

Continua il nostro viaggio in puro stile Pechino Express! Questa volta andiamo in Nepal, una terra ricca di storia e cultura, nonché carica di un misticismo avvolgente e misterioso…ehm scusate ma mi sono fatto un attimo prendere la mano, ma d’altronde è un po’ di tempo che le cose più particolari ed intriganti sembrano arrivare dai posti più impensabili, pensate all’incredibile debutto degli Iraniani Azooma di cui ho parlato non troppo tempo fa. Bene, adesso che lo si creda o no è il turno di una band proveniente dal Nepal, i qui presenti Dying Out Flame, quartetto originario della capitale Kathmandu, che, come nel caso degli Azooma, debuttano direttamente su Xtreem Music con un full-lenght senza avere alle spalle neppure un demo o uno split. Continua a leggere

ULVEDHARR
“Ragnarök”

Ricordo ancora che la prima volta che sono incappato negli Ulvedharr, il loro nome unito ad un logo in stile Enslaved mi aveva fatto pensare ad una band Viking, cosa che si rivelò totalmente sbagliata non appena partì la musica. A discapito di questi elementi e di titoli dei brani altrettanto eloquenti, il quartetto italiano si è infatti sempre dedicato ad un Death/Thrash ruvido e potente che assai poco o nulla ha a che spartire con il genere inventato da Quorthon, se non appunto le tematiche. “Ragnarök”, questo il titolo del secondo full length che i nostri hanno pubblicato lo scorso dicembre a poco più di un anno dall’interessante debutto “Swords Of Midgar”, riprende e sviluppa ulteriormente quanto già fatto vedere in quel lavoro, regalandoci otto tracce che tengono incollato l’ascoltatore dall’inizio alla fine, senza lasciare spazio ad alcun momento di stanca o a cali di tensione ma anzi mettendo in luce una discreta varietà compositiva. Continua a leggere