ARTICHOKES
“A Wish Is…”

Chissà quale particolare motivo avrà portato questo trio proveniente da Imperia a scegliere come nome della propria band Artichokes, che per chi non masticasse molto l’inglese significa “carciofo”. Essendo romano di nascita, e pontino per adozione, la terra dei carciofi per eccellenza, non potevo non rimanere incuriosito da un gruppo che adottasse tale nome, perciò ho accettato di andare a recensire questo loro debutto “A Wish Is…”. Registrato presso gli “A Secret Underground Lab” di Imperia grazie all’aiuto di Francesco Genduso, gli Artichokes si affacciano sulla scena underground italiana proponendo una loro particolare versione di Post-Rock strumentale, accoppiato ad una vena Alternative Rock, distillata dai sempreverdi Verdena, chiamati direttamente in causa col loro “Solo Un Grande Sasso” e il meraviglioso “Requiem”. Continua a leggere

NECHOCHWEN
“Heart Of Akamon”

Anche se ne avevo già sentito parlare in termini più che positivi, per un motivo o per l’altro non ero mai andato a sentirmi i Nechochwen ed il rischio, anzi l’errore, stava per ripetersi di nuovo dato che sono venuto a sapere di questa uscita non più di un paio di settimane fa a quasi un anno dalla sua pubblicazione. A differenza delle altre occasioni, questa volta, chissà poi perché, non ho tirato dritto e sono andato ad ascoltare qualcosa, finendo così inevitabilmente irretito nelle pieghe di questo “Heart Of Akamon”, un lavoro che, anticipandovi subito le considerazioni finali, merita un posto tra le migliori uscite, Black e non solo, del 2015 in virtù delle molteplici emozioni che riesce ad evocare grazie ad un songwriting non certo innovativo ma maledettamente ammaliante. Continua a leggere

DISGUSTING PERVERSION
“Morbid Obsessions”

A giudicare dal monicker e dalla copertina scelti, questi baldi tedeschi originari di Kaufberen, ridente paese della Bavaria, avrebbero potuto essere l’ennesima band nata e cresciuta nel segno del Brutal tutto muscoli, sangue e frattaglie varie, e invece questi Disgusting Perversion risultano essere una specie di band tributo al genio mai indimenticato di Chuck Schuldiner. Infatti, in questo loro EP di debutto “Morbid Obsessions”, i primi tre lavori a firma Death, specie “Leprosy”, vengono letteralmente saccheggiati dalla band tedesca. Dalla scelta dei riff, veramente molto semplici e lineari, all’armonizzazione di chitarra tipiche del periodo di “Spiritual Healing”, fino all’utilizzo di frequenti assoli di stampo melodico, tutto richiama alla mente il genio di Schuldiner. Continua a leggere

COMMON GRAVE
“Dust Of My Existence”

Ne è servito di tempo ai Common Grave per riuscire a dare un seguito all’interessante full length di debutto “Il Male Di Vivere”, lavoro in cui il quintetto veneto aveva mostrato in una forma compiuta un’originale e personale formula che univa il Black Metal di matrice norvegese a riff ed atmosfere maggiormente debitrici al Doom. Ora, a distanza di ben sette anni e anche grazie all’accordo con l’etichetta ucraina Vacula Productions, i Common Grave tornano sulle scene con questo nuovo “Dust Of My Existence” e con una formazione rimasta praticamente invariata ad eccezione del bassista Kaalt, entrato in sostituzione del precedente AR andato via nel 2009. L’album inizia in maniera alquanto strepitosa con due brani di livello elevatissimo, quali la title-track e la successiva “On Gray Paths We Move”, in cui il sound della band viene sviluppato in maniera quasi perfetta. Continua a leggere

SPECTRAL LORE
“Gnosis”

Dopo aver vagato per lo spazio con l’ottimo esperimento elettro-ambient “Voyager”, Ayloss ritorna bruscamente sulla terra con questo nuovo lavoro intitolato “Gnosis”, secondo EP volto alla ricerca e sviluppo di particolari e sperimentali percorsi musicali. In questo nuovo episodio discografico, Ayloss mette da parte synth e computer, tornando prepotentemente alla chitarra elettrica, in uno strano connubio tra melodie di estrazione mediorientale e il Black Metal, sebbene rivisto in una forma deviata e dai toni fortemente psichedelici. Infatti, sopra un impressionante muro di suono, Ayloss si lancia con la propria chitarra in un interminabile serie di variazioni sul tema principale del brano. Continua a leggere

ASHES OF NOWHERE
“Emptiness”

Prima di mettermi definitivamente alle spalle le richieste di recensione arrivateci sul finire del 2015, non potevo proprio ignorare questo misterioso terzetto italiano che risponde al nome di Ashes Of Nowhere e che dal nulla se ne esce fuori con questo interessantissimo debutto intitolato “Emptiness”. Sin dalla prima traccia “Empty World”, si intuisce l’elevato potenziale posseduto dalla band, capace di proporre un Black Metal melodico dalla forte ascendenza svedese, con l’ombra dell’ineguagliato “Vittra” che si staglia continuamente durante l’ascolto, ma dal songwriting assolutamente convincente e in cui la melodia dei riff, che costituisce l’elemento fondamentale del loro sound, viene supportata da una produzione a dir poco perfetta. Continua a leggere

REGARDE LES HOMMES TOMBER
“Exile”

Prima di parlarvi dei Regarde Les Hommes Tomber, gruppo francese attivo dal 2011 e con già alle spalle un omonimo debutto sulla lunga distanza ed uno split, mi sento in dovere di aprire una piccola parentesi sul mio rapporto con il Post-Black Metal che, almeno stando alle tante richieste che ci arrivano, in questo periodo sembra andare per la maggiore. Se su queste pagine non se ne parla poi molto è sintomatico del fatto che, quantomeno da parte mia, sono fin troppo selettivo quando si tratta di questo sottogenere, al punto da avere con esso un complicato rapporto di amore ed odio. Se infatti a livello puramente strumentale riesco ad apprezzarlo abbastanza facilmente, l’aspetto che spesso e volentieri me lo fa detestare è il cantato, quasi sempre uno scream lamentoso e, in tutta onestà, veramente irritante. Continua a leggere

TODESSTOß
“Hirngemeer”

E’ sempre davvero un piacere avere a che fare con quel pazzoide di Martin Lang, musicista ed artista tedesco solito a sfogare il suo delirio creativo nel suo particolare progetto solista chiamato Todesstoß. Sebbene sin dai suoi esordi sia stato musicalmente molto legato al filone Depressive Metal, Lang ha sempre cercato di condire il marciume sonoro da lui prodotto con un atteggiamento a metà tra l’intellettuale ed il performer d’avanguardia, caratteristica spesso sfociata in copertine ed immagini volutamente nonsense, ma sempre e comunque inquietanti. Personalmente, era da un bel po’ di tempo che non ascoltavo più nulla del suo progetto e, se non ricordo male, l’ultima sua opera che ho ascoltato dovrebbe essere stata il suo secondo full-lenght “Würmer Zu Weinen”, datato 2008, ma ora, grazie alla richiesta arrivata dalla I, Voidhanger Records, ho potuto mettere le mani su “Hirngemeer”, ultimo parto della sua fervida mente creativa uscito sul finire dello scorso settembre. Continua a leggere

AUSTRALASIA
“Notturno”

Fin dalla breve introduzione di “Nebula”, si ha subito la sensazione di entrare in un mondo sonoro dalle tonalità oscure ma non di meno mancante di dettagli e sfavillanti sprazzi di luce e colori. Nella sua terza uscita a firma Australasia col qui presente “Notturno”, il mastermind Gian Spallato si spinge e cimenta nella creazione totale di un proprio universo sonoro, nel quale il Post-Rock, lo Shoegaze e l’Elettronica, per non parlare poi di qualche spruzzata Post-Black che emerge qua e là, vengono plasmati a pieno piacimento del suo autore, al fine di fornire all’ascoltatore una sorta di cammino iniziatico nella mente creativa del compositore stesso. L’assenza quasi totale di parti cantate, fa’ eccezione la stupenda “Invisible” che si avvale di alcuni vocalizzi da parte di Mina Carlucci dei Vostok, unita ad un ampio uso di melodie dall’ampio respiro, possono portare facilmente a sottovalutare parzialmente l’operato di Spallato. Continua a leggere

UNEARTHLY
“The Unearthly”

Come ultima release proveniente dal ricco promo-pack inviatoci dalla Metal Age Productions, questi brasiliani Unearthly dimostrano di essere senza alcun dubbio la band più interessante del lotto. Totalmente sconosciuti al sottoscritto, i nostri provengono dall’assolata Rio De Janiero e hanno alle spalle una discografia decisamente lunga e nutrita, sebbene recenti eventi abbiano lasciato la band in una sorta di limbo con il solo bassista M. Mictian, tra l’altro membro fondatore, rimasto ancora attivo. Infatti, a conti fatti questo “The Unearthly”, pur essendo il loro quinto full-lenght, è comunque un disco abbastanza datato, visto che è uscito originariamente nel corso del 2014 per conto della Shinigami Records in un numero di copie limitato, per poi essere successivamente ristampato dalla Metal Age Productions. Continua a leggere

NOTT
“Immaculate Eclipse”

Era ormai un po’ di tempo che non ricevevo più notizie da parte di Mortifero e di Noctuaria, con il cui progetto Nebrus inaugurammo praticamente la webzine. Ora, a distanza di quasi due anni dal loro ultimo contatto, ecco arrivare una mail di Mortifero, intenzionato a mandarmi questo “Immaculate Eclipse”, un nuovo lavoro del suo progetto solista Nott. Supportato dall’americana Razed Soul Productions, Mortifero torna a pestare duro con nove brani di Black Metal puramente distillato. In questa opera non c’è spazio per aperture melodiche o tappeti di synth di contorno, perché tutto ruota intorno alla chitarra e al drumming pulsante della batteria. I riferimenti sono gli stessi del suo precedente lavoro, ma d’altronde era sempre stato nelle sue intenzioni mantenersi saldo alla tradizione norvegese, eppure sul qui presente “Immaculate Eclipse” si trovano notevoli miglioramenti rispetto all’esordio. Continua a leggere

PERPETUAL MELANCHOLY
“Perpetual Melancholy”

Nati da un’idea del mastermind e chitarrista Vindsorg nel 2013, i Perpetual Melancholy si sono poi allargati fino a diventare un vero e proprio gruppo con l’arrivo di ben due membri degli Eyelessight, ovverosia Ky al basso e voce e Gris alla seconda chitarra, con il batterista Torpor a completare la line up. Il qui presente EP di debutto è stato composto nel 2014 e poi rilasciato in forma digitale nello scorso luglio e ristampato successivamente in cd dalla tedesca Winterwolf Records qualche mese dopo. Nonostante la presenza di sole tre tracce, i Perpetual Melancholy si aggirano su territori molto simili a quelli già percorsi dagli Eyelessight, ossia un Depressive Black fortemente innestato su d’un tessuto Post-Rock. Continua a leggere

VISION LUNAR
“Luna Subortus”

Veramente particolare è la storia che circonda il progetto Vision Lunar, una one man band formata nel 2006 dal musicista canadese Alexandre Julien, alias Virkelix. Dal 2006 al 2007 il nostro ha infatti iniziato a rilasciare una serie di demo monotraccia, esclusivamente nei giorni di luna piena. A giudicare da titoli come “Luna Borea” o “Luna Maria”, è insomma palese che il nostro satellite argenteo sia sempre stato una delle sue principali fonti di ispirazione. In seguito, il progetto è rimasto sospeso per alcuni anni dal momento che il suo mastermind ha preferito rivolgersi verso sonorità più legate all’Ambient, ad eccezione della raccolta “Phase One (2006-2009)”, uscita in edizione limitata per la Mortification Records, e che riunisce tutti i brani finora scritti a firma Vision Lunar. Continua a leggere

DAY BEFORE US
“Prèlude À l’Âme d’Êlègie”

Bellissimo. Mi basterebbe semplicemente questa parola per chiudere subito la recensione di “Prèlude À l’Âme d’Êlègie”, quarto full-lenght del progetto francese Day Before Us pubblicato nel corso dello scorso dicembre dalla conterranea label Opn. Infatti, sin dalla prima volta che ho premuto play, sono stato immediatamente rapito dalle splendide sonorità elegiache e crepuscolari create magistralmente dal mastermind Philippe Blache. Un suono intriso del romanticismo più puro, che d’incanto ti trasportano dentro un quadro di Friedrich, dove la bellezza della natura più selvaggia si mostra davanti a noi poveri mortali. Tutto questo viene meravigliosamente rappresentato dai synth di Blache, dove Ambient, Dark Wave e Neoclassicismo si uniscono per dare vita a scenari di incomparabile bellezza in cui anche il tempo sembra quasi volersi arrestare. Continua a leggere

ARCANA OPERA
“De Noir”

Sono ormai rassegnato al fatto che nei primi mesi di un nuovo anno saltino fuori lavori di una qualità clamorosa, rimasti fuori dalla top 5 solo per meri motivi temporali. Infatti, se l’anno scorso scovai Solitvdo ed Atom Made Earth, questa volta è toccato ai Funeral Marmoori ed ora agli Arcana Opera. Nati dalla fervida immaginazione del cantautore vicentino Alexander Wyrd con l’intento di creare musica al di fuori di ognii banale catalogazione, ma in grado di dare pieno risalto alla profondità dei suoi testi, dopo aver radunato una seria di musicisti alla causa la band inizia a presentarsi live fin dal 2010 ed a rifinire i propri brani che finiranno poi sul loro primo lavoro autoprodotto intitolato “Quetzalcoatl”. Il debutto suscita diverso interesse e in poco tempo arriva il deal con la Nemeton Records, che licenzia il full length “Arcana Opera” nel 2014 e, nel giugno dello scorso anno, questo nuovo lavoro intitolato “De Noir”. Continua a leggere

ANCIENT SPELL
“Forever In Hell”

Dopo qualche settimana dalla recensione della ristampa di “Ash” del grande Paul Chain, ritorno a parlare della Minotauro Records grazie a questi Ancient Spell, un fangoso quartetto losangelino che giunge con “Forever In Hell” al secondo lavoro sulla lunga distanza nell’arco di pochi anni. Capeggiati dall’imponente vocalist Donnie Marhefka, gli Ancient Spell escono fuori, come detto, dal ribollente underground californiano, proponendoci un Heavy Doom dalle sonorità fortemente retrò emananti uno stordente odore di zolfo. La stessa band non nasconde un amore incondizionato per i Black Sabbath dell’era Ozzy, che in effetti costituiscono la spina dorsale del loro wall-of-sound, basti sentire la pachidermica “Fall Of Humanity” e le sue armonizzazioni di chitarra che richiamano neanche troppo velatamente quelle della mitica “A National Acrobat”. Continua a leggere

88 MILE TRIP
“Through The Thickest Haze”

Senza neanche spulciare la bio di presentazione fornita dalla Against PR, mi è bastato semplicemente leggere il nome 88 Mile Trip per vedere destato il mio interesse verso questo quintetto canadese, forse intuendo sin da subito una qualche connessione con il mio beneamato Stoner. Sarei davvero curioso di conoscere la scelta di questo nome, visto che ottantotto miglia corrispondono ad una distanza di circa 140 chilometri, più o meno la distanza che separa il centro di Roma con Orbetello. Dopo questo inutile sfoggio di geografia spicciola, vediamo di tornare seri e dare qualche informazione in più su questi cinque ragazzotti originari di Vancouver. Formatisi piuttosto recentemente, e precisamente nel 2013, in pochissimo tempo la band sforna ben due EP, “88 Mile Trip” e “Live In The DTES”, che gli permette di poter mostrare anche il loro potenziale dal vivo, forti anche di diverse date a supporto di nomi importanti come Orange Goblin e Karma To Burn. Giungiamo così al presente con questo “To The Thickest Haze”, uscito in autoproduzione lo scorso settembre e disponibile all’ascolto, insieme alla precedente discografia, sulla loro pagina Bandcamp. Continua a leggere

CLAWED FOREHEAD
“My Domain”

Confesso fin da subito che non sono mai stato un gran entusiasta del cosiddetto Cello Metal, che a partire dalle cover dei Metallica ri-arrangiate dagli Apocalyptica, ha iniziato lentamente a farsi strada tra gli appassionati di Metal e generi affini. Questa scelta di sostituire chitarre e bassi elettrici con violini, violoncelli e contrabbassi, mi è sempre sembrato un po’ un esotico divertissement più che una scelta stilista sensata che portasse un qualche tipo di innovazione all’interno del Metal. L’unico gruppo che mi ha destato un pizzico di curiosità sono stati i tedeschi Coppelius, che con le loro stravaganze a livello di costumi e la loro teatralità esasperata mi sono sembrati gli unici che avessero realmente qualcosa di originale da dire. Tutto questa introduzione serve per andare a parlare di questi Clawed Forehead, un gruppo multietnico con sede a Brno che giunge con il qui presente “My Domain”, uscito per conto della Metal Age Productions, alla terza prova sulla lunga distanza. Continua a leggere