KVALVAAG
“Malum”

Quante band Black Metal sono nate da fine anni ottanta ad oggi? Davvero tante, anzi forse decisamente troppe. Come in ogni genere, quelle in grado di lasciare però un segno indelebile non sono state in proporzione poi così numerose, con tutte le altre che possono essere messe in prima battuta o nel calderone dei gruppi che non sono altro che una copia carbone degli originali o in quello che si trova a metà strada tra questi antipodi, formato quindi da tutte quelle band che si ispirano sì ai mostri sacri del genere, ma che riescono comunque a mettere, chi meglio chi peggio, almeno un briciolo di personalità nella propria proposta. Continua a leggere

SÜLFÜR ENSEMBLE
“I (4 Songs About Dystopia, Satan, Ghouls & Marilyn Monroe)”

Nome fighissimo quello scelto dai Sülfür Ensemble, e copertina che richiama esplicitamente quella di “Violet Art Of Improvisation”. Basterebbe anche solo questo per farmi andare fuori di testa con questo EP di debutto di questi quattro giovani turchi di Istanbul. In realtà, pur non potendo che apprezzare senza particolari riserve il loro Stoner Doom di chiara derivazione Electric Wizard pieno di chitarre grasse e fangose e di fraseggi solistici ricchi di acido Blues, credo che il gruppo debba ancora lavorare un pochino per ottenere una propria personalità compositiva, riuscendo così ad annullare completamente l’effetto cover-band della band inglese che in effetti un po’ tende a presentarsi durante l’ascolto di questo lavoro. Continua a leggere

DISEMBALLERINA
“Poison Gown”

Come poter mettere in forma musicale le forti emozioni generate da una dolorosa veglia funebre sfruttando degli schemi musicali affini al Doom, ma utilizzando soltanto una chitarra classica, un violoncello ed una viola? Alla base di questo enorme paradosso si trova la chiave di lettura di quanto proposto da questo terzetto americano chiamato Disemballerina, che nella scarsa mezz’ora a disposizione di questa quarta release intitolata “Poison Gown” ci introduce in un universo sonoro nel quale un immenso dolore viene rilasciato in una maniera quasi sussurrata, avvolgendosi intorno agli intrecci di viola e violoncello della coppia Myles DonovanJennifer Christensen, con la chitarra di Ayla Holland a destreggiarsi tra arpeggi decadenti e dei pizzicati falsamente dinamici. Continua a leggere

CICONIA
“Winterize”

Anche se qualcuno a ben vedere l’ho anche apprezzato, gli album strumentali sono sempre stati un tipo di uscita che non mi ha mai intrigato troppo, vuoi perché spesso i musicisti puntano su virtuosismi tanto intricati quanto fini a se stessi, vuoi perché per scrivere questo tipo di pezzi non basta solo non metter la voce, ma bisogna pensarli in modo tale che questa assenza non si faccia sentire, cosa tutt’altro che banale. In tutta onesta è stato dunque con poche aspettative che mi sono avvicinato a questo “Winterize”, debutto sulla lunga distanza dei Ciconia, trio spagnolo attivo già da qualche anno e con alle spalle un debutto sulla lunga distanza ed un EP, anche perché a questa mia diffidenza si aggiungeva il fatto che le note riportavano che si trattava di Prog-Rock con ascendenze Metal. Continua a leggere

SGUAGUARAHCHRISTIS
“Ground”

Ormai dei fedeli frequentatori delle nostre pagine virtuali, i Sguaguarahchristis tornano a farsi sentire a distanza di due anni dal loro full-lenght “Der Nacht” con questo nuovo EP contenente tre brani ed intitolato “Ground”. Prima di andare a parlarne più nel dettaglio, ritengo sia opportuno specificare come per il sottoscritto questa sia la prima volta che ho a che fare con la band capitanata da Pesten Antilight Sg666, e che quindi quello che dirò non è basato sul confronto con le precedenti uscite della band ma sulle sensazioni direttamente generate dall’ascolto di questo “Ground”. Questo premesso, il sound presentato dagli Sguaguarahchristis è un Black Metal ostinatamente ortodosso, dotato di chitarre gelide, uno screaming tagliente e batteria terremotante. Continua a leggere

STILLA
“Skuggflock”

Era dall’acclamato esordio “Till Stilla Falla”, uscito nel 2013, che i miei radar avevan captato segnali parecchio interessanti provenienti dalla band guidata dal chitarrista e tastierista P. Stille, anche se poi, per i soliti vari motivi, non sono mai andato fino in fondo con un ascolto serio ed approfondito della loro proposta. Questa possibilità si è finalmente concretizzata grazie alla richiesta giunta da parte della label svedese Nordvis Produktion di andar a recensire quest’ultimo lavoro intitolato “Skuggflock”. Saltando qualsiasi preambolo dedicato alla loro biografia, parto subito col dire che il Black Metal degli Stilla trasuda fisicamente richiami legati alla nobile tradizione Norvegese, con le atmosfere di “The Shadowthrone” dei Satyricon che emergon prepotentemente dalle note di questo lavoro, sebbene un notevole e chiaro contributo venga pure dall’immortale “Bergtatt”, basti ascoltarsi la bellissima title-track. Continua a leggere

INQUISITION
“Bloodshed Across The Empyrean Altar Beyond The Celestial Zenith”

Che Dagon e Incubus si siano ispirati a Faust e abbiano firmato un patto con il diavolo? Il sospetto è quanto mai legittimo, perché nella sua non certo breve storia il duo conosciuto con il nome di Inquisition non ha mai dato l’idea di soffrir il passare del tempo o di aver attraversato un comprensibile periodo di calo d’ispirazione, mietendo ad ogni nuova uscita consensi sempre più trasversali e ritagliandosi un posto sempre più di spicco nell’affollato panorama Metal. L’uscita di questo settimo full length, ovviamente anche questa volta con un sobrio titolo chilometrico che recita “Bloodshed Across The Empyrean Altar Beyond The Celestial Zenith”, alla fin fine non fa altro che confermare l’ottimo stato di salute della band colombiana, che riprende in mano il discorso dal punto in cui era stato interrotto il precedente “Obscure Verses For The Multiverse” andando a colpo sicuro su territori ormai già ben esplorati. Continua a leggere

PERIPHERAL CORTEX
“Rupture”

Pur potendomi modestamente definire un ascoltatore a 360 gradi, ho da tempo diversi problemi ad accostarmi a tutte queste band moderne che affrontano il Death Metal da punto di vista prettamente tecnico strumentale, e che vengono racchiuse nell’etichetta Technical Death Metal. Per carità, nessuno mette in discussione il loro talento, ma spesso per mettere in evidenza le proprie capacità strumentali questi gruppi finiscono con il perdere di vista l’aspetto musicale, limitandosi ad una accozzaglia di riff suonati a velocità supersonica senza capo ne coda, in grado di togliere al Death Metal la propria tendenza distruttiva. Tutto questo breve preambolo, che forse avete già ascoltato in parecchie occasioni, serve ad introdurre i Peripheral Cortex, giovane band berlinese che si affaccia nell’underground con questo breve demo intitolato “Rupture”. Continua a leggere

KRIGERE WOLF
“Infinite Cosmic Evocation”

Tra i tanti gruppi italiani che in questi quattro anni si sono succeduti sulle nostre pagine, i Krigere Wolf sono uno di quelli che mi ero ripromesso di non perdere troppo di vista, perciò eccomi qua a parlarvi del loro nuovo album, “Infinite Cosmic Evocation”. Se, come alcuni dicono, il terzo lavoro è una sorta di punto di non ritorno che può decretare la piena maturità di un gruppo o, al contrario, il suo definitivo letargico torpore nella mediocrità, nel caso del combo siciliano non poteva esserci miglior risposta per ribadire e rafforzare quanto di buono messo in mostra in passato. In questa loro nuova fatica sulla lunga distanza i nostri in effetti non stravolgono di certo il loro modus operandi ma, mettendo quasi del tutto da parte i rigurgiti Thrash che affioravano qua e là dai solchi del precedente “Sacrifice To Valaskjàlf”, riescono a sfornare un Black/Death ancora più di qualità, confermandosi mai banali o prevedibili. Continua a leggere

ADE
“Carthago Delenda Est”

Arrivato come un fulmine a ciel sereno in questo inizio di settembre, “Carthago Delenda Est” dei romani Ade si è da subito imposto alla mia attenzione, guadagnandosi in breve tempo la mia menzione come disco dell’estate 2016. Eppure, nonostante il combo romano sia arrivato già al terzo full length, devo ammettere candidamente di non averne mai sentito parlare prima, ed è solo grazie al loro deal con la spagnola Xtreem Music, che sovente ci manda le sue uscite, che ne son venuto a conoscenza. Beh, d’altronde, essendo romani, e per di più vestiti da antichi romani, con testi e musica totalmente incentrata sulla storia dell’antica Roma, come poter non andare a sentirli? E infatti, sin dal primo ascolto, il gruppo comandato da Fabivs colpisce duro e a fondo con un sound che si pone a metà strada tra il Death americano dei maestri Morbid Angel e Nile ed un utilizzo di ritmiche spezzate ed intricate che mi han ricordato molto quelle dei Decapitated del loro capolavoro “Nihility”. Continua a leggere

ETHEREAL RIFFIAN
“I AM. Deathless”

Dopo i desolanti paesaggi visitati con l’ottimo “Black Snow Desert” dei Nonsun, l’Ucraina ci regala un altro trip di totale psichedelia con questo quartetto chiamato Ethereal Riffian. Formatisi ormai sei anni fa, il gruppo capitanato dal cantante e chitarrista Val “Stonezilla” Korniev, ha già alle spalle una nutrita discografia, che presenta già ben due full-lenght, “Shaman’s Visions” del 2011 ed “Aeonian” risalente al 2014, due EP, tra cui il qui presente “I AM. Deathless” e addirittura un live album autoprodotto, “Youniversal Voice”. Semplicemente osservando le coloratissime cover dei loro lavori, possiamo già prevedere quanto il combo ucraino sia totalmente imbevuto di misticismo indiano. Continua a leggere

LIVE REPORT – SONISPHERE 2016
Ippodromo delle Capannelle (Roma) (24/07/2016)

PREMESSA

C’era molta attesa e tanta curiosità per questa nuova calata dei Maiden in quel di Roma, a cui poi è stato costruito attorno il Sonisphere di quest’anno con l’aggiunta di nomi importanti quali Sabaton, Saxon ed Anthrax. L’uscita di “The Book Of Souls” è stato oggetto di numerose discussioni la scorsa estate, nonchè c’era anche la speranza che il nostro Bruce fosse perfettamente ristabilito dopo l’annus horribilis che aveva vissuto per la sua inaspettata malattia. Per questi motivi, all’annuncio della presenza degli Iron Maiden al Rock In Roma non ho saputo dire di no, ed insieme a quattro amici ho prontamente acquistato il biglietto. Difficilmente qui su Hypnos Webzine diamo risalto alle uscite discografiche di gruppi importanti quali i Maiden, però due parole su “The Book Of Souls” vorrei spenderle. Premetto, che dalla reunion con Bruce, ho seguito con molta attenzione le varie mosse della band, ritenendo che, sempre a mio personalissimo avviso, eccetto un “Dance Of Death” non pienamente riuscito, sono sempre riusciti a mantenersi su dei livelli quantomeno accettabili, tirando fuori anche un quasi capolavoro come “A Matter Of Life & Death”. Quindi, potete ben capire, che alle prime reazione strapositive apparse sul web all’ascolto di questo doppio album, non ho potuto fare a meno di buttarmi a scatola chiusa sull’acquisto della versione digibook. Tuttavia, nonostante abbia ascoltato il disco con buona costanza per parecchi mesi, continuo a non esserne pienamente convinto, trovando diversi brani dei filler francamente evitabili, e che forse il buon Bruce avrebbe avuto bisogno di un po’ di tempo in più per rimettersi in forma con la voce. Diventa quindi evidente come questo concerto risultasse anche un modo per chiarirmi maggiormente le idee anche sull’effettiva qualità del disco. Comunque sia, basta chiacchiere e veniamo al concerto. Continua a leggere

PSYCHO SCREAM
“Gnosis”

Sfuggenti. Questo è il primo aggettivo che mi è venuto in mente, quando ho ascoltato per la prima volta questo “Gnosis”, debutto di questo quintetto emiliano chiamato Psycho Scream. Infatti, il chitarrista Pato ed i suoi compagni riescono a produrre un lavoro che, pur non mostrando sostanziali formule innovative a livello di songwriting, mescolano talmente tanto le carte in gioco da risultare difficilmente inquadrabili in una semplice etichettatura di genere. Sebbene il grosso della loro musica derivi da una matrice Thrash Death di tipo svedese, gli Psycho Scream non rinunciano ad uno suono sporco e grezzo, che talvolta lambisce anche i confini del Black Metal, che mette in risalto una attitudine spaccona, per non dire quasi Hardcore, in netto contrasto però con delle velleità pseudo-progressive, risultanti in brani dalla struttura non proprio lineare. Continua a leggere

MUSTAN KUUN LAPSET
“Kuolemanvirta”

Chi di voi avrà letto la mia lunga disquisizione sulla discografia degli Azaghal pubblicata la scorsa estate, si ricorderà del mio particolare apprezzamento per lo split che la band finladese capitanata da Narqath aveva fatto con i conterranei Mustan Kuun Lapset. L’acquisto di tale split mi aveva poi portato anche ad acquistare a scatola chiusa alcuni dei primi lavori di questi ultimi, incuriosito dal loro particolare Black Metal a forti tinte melodiche. Ammetto che poi ho un po’ perso di vista il combo di Hollola, ma la richiesta da parte della Inverse Music di recensire questo singolo digitale che sancisce il loro come-back, dopo sette anni dallo loro scioglimento. A guidare la band è sempre presente il mastermind Pete Lehtinen, coadiuvato alle pelli dal fido batterista Mikko Hautala , e che vede reclutati due nuovi membri nelle figure di Ville Pelkonen al basso e Heikki Piipari alla seconda chitarra. Continua a leggere

TOSKA
“Toska”

Chi lo dice che l’abito non fa’ il monaco? O meglio, chi lo dice che è una splendida cover non nasconda al suo interno musica interessante? Certo, ci sono sempre le classiche eccezioni, ma nel caso di questi misteriosi islandesi chiamati Toska, la bella copertina frostbitten ha mantenuto sin da subito le promesse, facendo da ottimo preludio ad un Black Metal dotato di forti contrasti sonori. Infatti, i misteriosi islandesi, pur partendo da un chitarrismo esasperato figlio sia dei primi Isvind, ma citerei anche gli Abigor, a cui aggiungono alcune scelte stilistiche che non oserei a definire tamarre, ma che nel contesto di questo debutto funzionano perfettamente. Continua a leggere

CHELIDON FRAME
“Imago”

A poco più di un anno di distanza dalla recensione fatta per il suo bel debutto “Framework”, il progetto Ambient Chelidon Frame portato avanti dal poliedrico musicista italiano Alessio Premoli ritorna sulle nostre pagine con questo nuovo album intitolato “Imago”. Se il precedente era una specie di antologia con vari brani composti in un lungo periodo di tempo e pubblicati sotto svariate forme, “Imago” è invece un lavoro in cui trovano posto soltanto brani inediti grazie ai quali Premoli cerca di riversare in note la disperazione e le difficoltà del mondo moderno. Come per “Framework”, anche questo non è un disco facile, dal momento che musicalmente si spazia senza logica di sorta tra tipiche partiture Dark Ambient (“Mikveh”, dotata anche di uno scheletrico pattern percussivo, o “Phase 0: Explorer”), sinistri rumori dai vaghi toni industriali (“Adache” o “On This Horrible Machine”) e sprazzi di delicata malinconia (vedi “Phase 1: Peak XV”), che accerchiano senza possibilità di fuga il povero ascoltatore. Continua a leggere

Live Report – BLACK MOUNTAIN & SOVIET SOVIET
Villa Ada (Roma)
04/07/2016

A distanza di alcuni mesi dal concerto degli Amorphis all’Orion, torno ad assistere ad un evento live, questa volta nella splendida e fresca cornice di Villa Ada. Ad esibirsi in questo contesto estivo ci sono i canadesi Black Mountain, con l’inattesa ma gradita presenza del gruppo Post-Punk pesarese Soviet Soviet come supporting act. Fortunatamente, l’organizzazione, tenendo presente che era un lunedì sera, ha scelto un ottimo orario per il concerto, le 21.30, permettendomi di arrivare con tutta calma dandomi così la possibilità di poter ascoltare anche i Soviet Soviet. Continua a leggere