EARTH AND PILLARS
“Pillars I”

Quando poco meno di due anni fa mi arrivò da recensire “Earth I”, album che segnava il debutto assoluto degli italiani Earth And Pillars, la sensazione era di avere tra le mani uno di quei gruppi che avrebbe potuto togliersi, e di conseguenza offrirci, parecchie soddisfazioni. Certo, ripetersi su alti livelli dopo un esordio così convincente non era affatto scontato, ma questo terzetto avvolto nel più fitto, o quasi, anonimato dava davvero l’idea di poter bissare quanto di buono già fatto vedere e di avere tutte le carte in regola anche per andare ancora oltre, magari ritagliandosi un posto sempre più di primo piano nel vastissimo panorama dell’Atmospheric Black Metal. Continua a leggere

NULLA+
“Stornelli Distopici”

Coniugare le sonorità low-fi ed efferate tipiche del Black Metal con la violenza fisica e la concretezza dei testi del Hardcore degli anni ’90, questo è quello che ha portato il cantante e chitarrista Paolo Lombardi a metter in piedi il qui presente progetto chiamato Nulla+. Unite le forze insieme al batterista Riccardo Mencarelli, i due hanno lavorato tutto l’anno passato scrivendo e perfezionando i brani che andranno poi a comporre questo loro debutto intitolato “Stornelli Distopici”. Un titolo che già da solo spiega il senso intero di quest’opera prima, ossia mettere in scena situazioni ordinarie, ma tremendamente attuali, ed affrontarle con un piglio vagamente satirico, come è poi nello spirito tradizionale degli stornelli, con uno stile musicale violento e distruttivo. Continua a leggere

FORTERESSE
“Thèmes Pour La Rébellion”

Quando ormai dieci anni fa ho iniziato a scandagliare in modo più approfondito quel che già allora era il fittissimo sottobosco delle realtà Black non scandinave, uno dei primi gruppi in cui mi sono imbattuto sono stati gli allora esordienti Forteresse, che con il loro magnifico “Métal Noir Québécois” rivendicavano con fierezza fin da tale titolo la loro identità francofona, tratto distintivo della loro discografia che li accomunava a molte altre realtà della scena canadese come Brume d’Automne, Monarque e Csejthe. Per tanti motivi, non ultimo il fatto che di li in avanti i nostri addolcirono, se così si può dire, il proprio suono aggiungendoci parecchie dosi di atmosfericità a discapito di un riffing più diretto, quello è stato l’unico album del gruppo del Québec che ho apprezzato in tutto e per tutto, quindi l’arrivo della richiesta di recensione del loro nuovo “Thèmes Pour La Rébellion” non mi aveva acceso chissà quale entusiasmo, giusto soltanto un po’ di curiosità visto il buon ritorno con la recente “Wendigo” (2014), uscita nello split a quattro “Légendes”. Continua a leggere

WALDGEFLÜSTER
“Ruinen”

Quando vado a sentire le varie richieste che ci arrivano, non mi capita quasi mai di finire l’ascolto senza essermi fatto una idea abbastanza definitiva sul gruppo preso in esame. Magari posso avere qualche riserva su questo o quell’aspetto, ma difficilmente mi lascio con il dubbio se si tratti o meno di album con qualcosa di personale da dire e, quindi, se valga la pena scrivere una recensione per segnalarvelo. Nel caso di questo “Ruinen”, quarta fatica sulla lunga distanza dei Waldgeflüster, progetto attivo ormai da una decina d’anni ma solo da poco diventato un gruppo a tutti gli effetti, mi sono trovato un po’ in difficoltà perché solo dopo numerosi ascolti sono finalmente riuscito a capire quanto veramente mi piacesse, pur avendo comunque avuto fin da subito chiaro che non mi ritrovavo certo tra le mani l’ennesimo lavoro poco ispirato. Continua a leggere

SKOLL
“Of Misty Fire We Are”

Davvero instancabile M., che dopo i progetti Darkness e The True Endless, mi manda da recensire anche gli Skoll, una band che potrebbe rappresentare da un certo punto di vista un po’ il suo lato musicale più melodico ed atmosferico grazie a un sound che mescola suggestioni Pagan Black dei primi Drudkh con spunti epici derivati da Bathory e Graveland. Nata col nome di Ragnarok nel 1994, la band ha poi virato rapidamente sull’attuale Skoll, attraversando i successivi due decenni tra lunghi momenti di pausa e l’alternarsi tra progetto solista di M. a vera e propria band, rilasciando comunque una discreta quantità di materiale, tra cui una manciata di demo ed EP, diverse antologie e ben quattro full length compreso questo recensito “Of Misty Fire We Are”. Insomma, una nutrita discografia che conferma ulteriormente l’alto grado di prolificità del suo mastermind M., che anche in questo nuovo lavoro, uscito a tre anni di distanza dal precedente “Grisera”, conferma la presenza al suo fianco di Mayhem, già con lui anche nei Darkness, alla batteria, e di Lunaris (famoso ex-Opera IX) alla tastiere, a cui si va ad aggiungere Marcello Bovio al basso. Continua a leggere

NERODIA
“Vanity Unfair”

Pur cercando sempre di non farmi troppo influenzare da monicker, titolo e copertina di un lavoro da recensire, è quasi sempre inevitabile che tali elementi finiscano per creare un minimo di aspettative in un senso o nell’altro. Nel caso dei Nerodia, quartetto romano che giunge con questo “Vanity Unfair” al secondo full length in dodici anni di attività, se il loro nome e il titolo che hanno scelto non mi suscitavano particolari suggestioni, a bruciapelo l’artwork mi aveva fatto pensare di essere alle prese con uno dei tanti anonimi gruppi Death o Thrash che ci mandano richieste che puntualmente finisco per scartare già al primo ascolto. Se però state leggendo queste righe vuol dire che i nostri qualcosa da dire ce l’hanno e che l’album in questione poi tanto male non è, tanto che devo proprio ammettere che gli undici pezzi qui proposti mi han saputo coinvolgere fin da subito grazie ad un songwriting diretto Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio

Quando si tratta di un genere ormai sin troppo abusato come l’Atmospheric Black Metal, presentarsi con un album in grado di fare subito la differenza non è certo una cosa da tutti. Hypnos Webzine non poteva perciò lasciarsi scappare l’occasione di scambiare qualche parola con i Sojourner, che con il loro “Empires Of Ash” hanno subito saputo ritagliarsi un consenso pressoché unanime. Continua a leggere

INTERVISTA SOJOURNER – Mike L. & Emilio (ENG)

When it comes to a genre so overexploited as Atmospheric Black Metal, it’s not that easy to show up with a debut album so good as Sojourner have done with “Empires Of Ash”. Being always looking for new promising bands, Hypnos Webzine has taken the chance to know something more about them. Continua a leggere

SVARTELDER
“Pyres”

I miei ascolti di questo agosto appena passato, eccetto i vari lavori dei Therion recensiti per lo speciale estivo, si sono praticamente limitati a soli tre gruppi: Ade, Stilla e quindi questi Svartelder. Tenete conto che quasi tutti i miei dopo pranzo consistevano nel godermi il panorama del monte che sovrasta il paesino dove di solito risiedo durante le ferie avendo in cuffia quasi sempre gli ultimi due gruppi di cui parlavo sopra. Ringraziando il mio fiuto ancora parzialmente funzionante, sono riuscito a trovare due band in grado di dare ancora un senso forte alle due parole Black Metal. Se gli Stilla di “Skuggflock” mostravano un background fortemente legato alla propria terra natia, che vedeva in Satyricon ed Ulver un bel punto di riferimento, questi Svartelder, pur essendo in apparenza meno complessi, riescono a creare un ibrido tra un Black Metal fortemente dissonante, anche qui vengono in soccorso i Satyricon più recenti o i Khold, e momenti nei quali la musica scorre in una modalità decisamente più melodica e capace di creare scenari sonori quasi onirici. Continua a leggere

CHIRAL
“Gazing Light Eternity”

Un anno fa, più o meno proprio in questi stessi giorni, tra le numerose richieste di recensione arrivò anche quella di una one man band italiana che finì subito per attrarre la mia attenzione grazie all’ottima prestazione fornita su “Night Sky”, ripetendosi qualche mese più tardi con il breve ma intenso EP “Snow//Heritage”. Tenendo fede alla sua inesauribile vena compositiva, Chiral, questo il nome del progetto in questione, torna ora a farsi sentire con “Gazing Light Eternity”, in uscita a breve, che è sì la naturale prosecuzione del processo evolutivo portato avanti con i precedenti lavori, ma allo stesso tempo è anche un album che ne prende in parte le distanze rimescolando nuovamente le carte in tavola. Continua a leggere

KVALVAAG
“Malum”

Quante band Black Metal sono nate da fine anni ottanta ad oggi? Davvero tante, anzi forse decisamente troppe. Come in ogni genere, quelle in grado di lasciare però un segno indelebile non sono state in proporzione poi così numerose, con tutte le altre che possono essere messe in prima battuta o nel calderone dei gruppi che non sono altro che una copia carbone degli originali o in quello che si trova a metà strada tra questi antipodi, formato quindi da tutte quelle band che si ispirano sì ai mostri sacri del genere, ma che riescono comunque a mettere, chi meglio chi peggio, almeno un briciolo di personalità nella propria proposta. Continua a leggere

SGUAGUARAHCHRISTIS
“Ground”

Ormai dei fedeli frequentatori delle nostre pagine virtuali, i Sguaguarahchristis tornano a farsi sentire a distanza di due anni dal loro full-lenght “Der Nacht” con questo nuovo EP contenente tre brani ed intitolato “Ground”. Prima di andare a parlarne più nel dettaglio, ritengo sia opportuno specificare come per il sottoscritto questa sia la prima volta che ho a che fare con la band capitanata da Pesten Antilight Sg666, e che quindi quello che dirò non è basato sul confronto con le precedenti uscite della band ma sulle sensazioni direttamente generate dall’ascolto di questo “Ground”. Questo premesso, il sound presentato dagli Sguaguarahchristis è un Black Metal ostinatamente ortodosso, dotato di chitarre gelide, uno screaming tagliente e batteria terremotante. Continua a leggere

STILLA
“Skuggflock”

Era dall’acclamato esordio “Till Stilla Falla”, uscito nel 2013, che i miei radar avevan captato segnali parecchio interessanti provenienti dalla band guidata dal chitarrista e tastierista P. Stille, anche se poi, per i soliti vari motivi, non sono mai andato fino in fondo con un ascolto serio ed approfondito della loro proposta. Questa possibilità si è finalmente concretizzata grazie alla richiesta giunta da parte della label svedese Nordvis Produktion di andar a recensire quest’ultimo lavoro intitolato “Skuggflock”. Saltando qualsiasi preambolo dedicato alla loro biografia, parto subito col dire che il Black Metal degli Stilla trasuda fisicamente richiami legati alla nobile tradizione Norvegese, con le atmosfere di “The Shadowthrone” dei Satyricon che emergon prepotentemente dalle note di questo lavoro, sebbene un notevole e chiaro contributo venga pure dall’immortale “Bergtatt”, basti ascoltarsi la bellissima title-track. Continua a leggere

INQUISITION
“Bloodshed Across The Empyrean Altar Beyond The Celestial Zenith”

Che Dagon e Incubus si siano ispirati a Faust e abbiano firmato un patto con il diavolo? Il sospetto è quanto mai legittimo, perché nella sua non certo breve storia il duo conosciuto con il nome di Inquisition non ha mai dato l’idea di soffrir il passare del tempo o di aver attraversato un comprensibile periodo di calo d’ispirazione, mietendo ad ogni nuova uscita consensi sempre più trasversali e ritagliandosi un posto sempre più di spicco nell’affollato panorama Metal. L’uscita di questo settimo full length, ovviamente anche questa volta con un sobrio titolo chilometrico che recita “Bloodshed Across The Empyrean Altar Beyond The Celestial Zenith”, alla fin fine non fa altro che confermare l’ottimo stato di salute della band colombiana, che riprende in mano il discorso dal punto in cui era stato interrotto il precedente “Obscure Verses For The Multiverse” andando a colpo sicuro su territori ormai già ben esplorati. Continua a leggere

KRIGERE WOLF
“Infinite Cosmic Evocation”

Tra i tanti gruppi italiani che in questi quattro anni si sono succeduti sulle nostre pagine, i Krigere Wolf sono uno di quelli che mi ero ripromesso di non perdere troppo di vista, perciò eccomi qua a parlarvi del loro nuovo album, “Infinite Cosmic Evocation”. Se, come alcuni dicono, il terzo lavoro è una sorta di punto di non ritorno che può decretare la piena maturità di un gruppo o, al contrario, il suo definitivo letargico torpore nella mediocrità, nel caso del combo siciliano non poteva esserci miglior risposta per ribadire e rafforzare quanto di buono messo in mostra in passato. In questa loro nuova fatica sulla lunga distanza i nostri in effetti non stravolgono di certo il loro modus operandi ma, mettendo quasi del tutto da parte i rigurgiti Thrash che affioravano qua e là dai solchi del precedente “Sacrifice To Valaskjàlf”, riescono a sfornare un Black/Death ancora più di qualità, confermandosi mai banali o prevedibili. Continua a leggere

TOSKA
“Toska”

Chi lo dice che l’abito non fa’ il monaco? O meglio, chi lo dice che è una splendida cover non nasconda al suo interno musica interessante? Certo, ci sono sempre le classiche eccezioni, ma nel caso di questi misteriosi islandesi chiamati Toska, la bella copertina frostbitten ha mantenuto sin da subito le promesse, facendo da ottimo preludio ad un Black Metal dotato di forti contrasti sonori. Infatti, i misteriosi islandesi, pur partendo da un chitarrismo esasperato figlio sia dei primi Isvind, ma citerei anche gli Abigor, a cui aggiungono alcune scelte stilistiche che non oserei a definire tamarre, ma che nel contesto di questo debutto funzionano perfettamente. Continua a leggere

SOJOURNER
“Empires Of Ash”

A quasi un mese dal primo ascolto, finalmente mi sono deciso a parlarvi di questo “Empires Of Ash”, il debutto sulla lunga distanza dei Sojourner, un act sui generis che vede tra le proprie fila quattro musicisti provenienti da Spagna, Inghilterra e Nuova Zelanda. Al contrario di quanto potreste pensare, la mia remora a scriverne non è da attribuirsi all’inconsistenza del lavoro ma nasce dal fatto che fin da subito mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad un mezzo capolavoro, e proprio da qui nasce il mio cruccio: “Empires Of Ash” è “solo” un ottimo album o qualcosa di più? Per cercare di capirlo forse è però utile fare un passo indietro e prenderla un po’ larga, iniziando col dire che i Sojourner propongono un Black a tinte Epic corredato da qualche spunto Folk e da aperture al limite del sinfonico. Continua a leggere

DEVOIDER
“The Inaccessible Pole Of Void”

I Devoider sono una giovane band pesarese che, dopo un inizio fatto di cover di classici del Heavy/Thrash con il nome di Sine Requiae, ha deciso nel 2011 di dedicarsi alla composizione di pezzi propri e di orientare il proprio sound verso un grezzissimo Thrash Black Metal ispirato a primi Bathory, Toxic Holoucaust e Venom. Adottato per l’occasione il nuovo monicker Devoider, il quartetto ha registrato in poco tempo un primo demo di tre tracce, “Circle Of Void” e “Degenerate Sons”, che funge da base per questo primo full-lenght autoprodotto che porta il titolo di “The Inaccesible Pole Of Void”, che vede il gruppo stabilizzarsi nella seguente formazione: Mirco Tombari alla voce, Andrea Biondi alla chitarra e Andrea Aratari al basso, questi ultimi due già nei Tetrarchate, e Federico Tecchi dietro le pelli a completare la line-up. Continua a leggere