NECHOCHWEN
“Heart Of Akamon”

Anche se ne avevo già sentito parlare in termini più che positivi, per un motivo o per l’altro non ero mai andato a sentirmi i Nechochwen ed il rischio, anzi l’errore, stava per ripetersi di nuovo dato che sono venuto a sapere di questa uscita non più di un paio di settimane fa a quasi un anno dalla sua pubblicazione. A differenza delle altre occasioni, questa volta, chissà poi perché, non ho tirato dritto e sono andato ad ascoltare qualcosa, finendo così inevitabilmente irretito nelle pieghe di questo “Heart Of Akamon”, un lavoro che, anticipandovi subito le considerazioni finali, merita un posto tra le migliori uscite, Black e non solo, del 2015 in virtù delle molteplici emozioni che riesce ad evocare grazie ad un songwriting non certo innovativo ma maledettamente ammaliante. Continua a leggere

REST
“Rest”

Un debutto di notevole interesse questo dei Rest, una band di Crust Black Metal messa in piedi dal chitarrista Alessandro Coos, uno dei misteriosi componenti degli altrettanto validi Ashes Of Nowhere, che in poco meno di una quindicina di minuti provano a trovare una via di coniugazione tra la furia iconoclasta del Black Metal e la potenza muscolare e adrenalinica dell’Hardcore. Anche se dal punto di vista musicale la bilancia pende più dalla parte dell’Hardcore, ho però avvertito la sensazione che la presenza del Black Metal si manifesti ad un livello più nascosto. Infatti, i classici riffoni Hardcore che si costituiscono come spina dorsale di brani quali “II” o “IV” possiedono una cupezza ed una certa inquietudine interiore che normalmente non si colgono in altre band del genere. Continua a leggere

WULFPANZER
“De Occulta Compendium”

Un monicker come Wulfpanzer, associato ad una band di provenienza brasiliana, potrebbe forse fare pensare di trovarsi alle prese con un assalto sonoro degno dei più brutali gruppi Metal Of Death sudamericani, o al più con delle belle mazzate di puro Black Metal in stile Marduk, vista la neanche troppo velata associazione militaresca che il nome porta inevitabilmente a fare. Invece, questo trio originario di San Paolo, formato da Flagellum (voce e chitarra), Morpheus (basso) e Leandro Gavazzi alla batteria, fa il suo esordio con questa breve demo intitolata “De Occulta Compendium” proponendo inaspettatamente un Black Metal abbastanza canonico, oltre che leggermente sporcato da tendenze Black’n’Roll. Continua a leggere

OLD FOREST
“Dagian”

Anche se stiamo per superare la prima metà del 2016, devo ammettere che non sono ancora riuscito a trovare uscite, sia in ambito Death che Black, degne di essere ricordate negli anni a venire. In effetti, fino ad ora le cose che più mi ho apprezzato e che continuano a girare con una certa frequenza nel mio stereo, riguardano tutt’altri generi. Giusto per rinfrescarmi un poco le idee, vorrei citare tra le cose arrivate in redazione, i friulani Veuve con il loro fenomenale “Yard”, le conferme degli Hate & Merda e Atom Made Earth, a cui aggiungo desolanti viaggi lisergici fatti con i Nonsun, mentre allargando il tiro in ambito più Mainstream, le uniche cose che mi hanno destato parecchio interesse sono senza alcun dubbio i fenomenali ritorni dei Black Mountain e Blood Ceremony. Come potete vedere, siamo ben distanti dai generi che maggiormente trattiamo su questa zine e, come al solito, la domanda che mi pongo è sempre la solita, è il sottoscritto che invecchiando rivolge il proprio interesse su altre cose, o semplicemente i due generi musicali non stanno godendo di buona salute? Fortunatamente, e così chiudo questo inutile cappello introduttivo, mi sono capitati tra le mani questi Old Forest, che con il loro terzo full-lenght intitiolato “Dagian” danno una personale ma soprattutto importante declinazione dell’Atmospheric Black, genere ormai talmente in voga da risultarmi quasi indigesto a prescindere. Continua a leggere

ASHBRINGER
“Yūgen”

L’anno scorso, proprio in questo periodo, avevo lasciato il progetto Ashbringer alle prese con il non certo facile compito di bissare l’ottima prestazione fornita con il full length di debutto “Vacant”, un lavoro già di per se molto valido che mi faceva ben sperare per il futuro. Anche se sono passati soltanto pochi mesi da quel momento, in questo breve lasso di tempo è avvenuta una rivoluzione, tanto inattesa quanto radicale, che da puro e semplice solo project ha fatto diventare Ashbringer un gruppo a tutti gli effetti, questo grazie all’ingresso in formazione di altri quattro elementi, che sono andati ad affiancare il mastermind Nick Stanger, che ora si occupa solo di chitarra e voce. La curiosità che già di per se avrei nutrito nei confronti di questa seconda fatica della band americana è diventata quindi ancor più forte e ad essa si è inevitabilmente contrapposto il timore che questa drastica scelta avesse, non dico stravolto, ma quantomeno cambiato il perfetto equilibrio che regnava nel debutto. Continua a leggere

COMMON GRAVE
“Dust Of My Existence”

Ne è servito di tempo ai Common Grave per riuscire a dare un seguito all’interessante full length di debutto “Il Male Di Vivere”, lavoro in cui il quintetto veneto aveva mostrato in una forma compiuta un’originale e personale formula che univa il Black Metal di matrice norvegese a riff ed atmosfere maggiormente debitrici al Doom. Ora, a distanza di ben sette anni e anche grazie all’accordo con l’etichetta ucraina Vacula Productions, i Common Grave tornano sulle scene con questo nuovo “Dust Of My Existence” e con una formazione rimasta praticamente invariata ad eccezione del bassista Kaalt, entrato in sostituzione del precedente AR andato via nel 2009. L’album inizia in maniera alquanto strepitosa con due brani di livello elevatissimo, quali la title-track e la successiva “On Gray Paths We Move”, in cui il sound della band viene sviluppato in maniera quasi perfetta. Continua a leggere

SPECTRAL LORE
“Gnosis”

Dopo aver vagato per lo spazio con l’ottimo esperimento elettro-ambient “Voyager”, Ayloss ritorna bruscamente sulla terra con questo nuovo lavoro intitolato “Gnosis”, secondo EP volto alla ricerca e sviluppo di particolari e sperimentali percorsi musicali. In questo nuovo episodio discografico, Ayloss mette da parte synth e computer, tornando prepotentemente alla chitarra elettrica, in uno strano connubio tra melodie di estrazione mediorientale e il Black Metal, sebbene rivisto in una forma deviata e dai toni fortemente psichedelici. Infatti, sopra un impressionante muro di suono, Ayloss si lancia con la propria chitarra in un interminabile serie di variazioni sul tema principale del brano. Continua a leggere

FROZEN OCEAN
“The Prowess Of Dormition”

Puntuale come un orologio svizzero, il musicista russo Vaarwel ed il suo progetto Frozen Ocean tornano sulle nostre pagine virtuali a distanza di un anno dalla svolta elettronica di “Prills Of Remembrance”. Questo nuovo lavoro, un EP intitolato “The Prowess Of Dormition”, denota un ritorno a sonorità marcatamente Atmospheric Black, con il classico riffing che viene però reinterpretato in un modo alquanto particolare. Nonostante Vaarwel si mantenga abbastanza fedele allo stile qui proposto, in realtà quello che esce fuori è un Black Metal si freddo, ma allo stesso tempo anche molto solare, quasi a voler rappresentare l’intenso e brillante riflesso prodotto dal paesaggio innevato presente in copertina. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Turan”

Inutile negarlo, i Darkestrah sono uno di quei gruppi che seguo sempre con un occhio di riguardo e che, sino ad ora, non ha mai tradito le mie aspettative. Certo, ad ogni nuova uscita ho sempre un briciolo di timore che la loro vena compositiva possa avere una fisiologica flessione ma, tutto sommato, la loro formula ormai collaudata, pur passata la sbornia dell’effetto sorpresa, sembra reggere bene il passar degli anni. Questa volta però la situazione si presentava più spinosa, perché i kirghizi dovevano far fronte all’abbandono di Kriegtalith, la storica vocalist e vera anima del gruppo assieme al batterista Asbath, sostituita per l’occasione dal per me sconosciuto Merkith. Se a questo aggiungete la curiosità di vedere se i nostri avessero ancor più accentuato la componente epica comparsa prepotentemente nel precedente “Manas”, allora capite bene che questo “Turan” aveva tutte le carte in regola per essere un netto punto di rottura rispetto al loro passato. Continua a leggere

SOUL DISSOLUTION
“Pale Distant Light”

Può un album esaltare ma al tempo stesso lasciarti con un lieve amaro in bocca? Per quanto possa sembrare paradossale, questa è stata l’impressione che ho avuto a mano a mano che mi addentravo nell’ascolto di “Pale Distant Light”, prima fatica sulla lunga distanza per i Soul Dissolution, duo belga attivo dal 2012 e con alle spalle un solo demo (“Cold Rays And Grey Waves”) e una militanza comune nei L’Hiver En Deuil, di cui tale combo doveva essere inizialmente solo un side project. Ma concentriamoci su questo “Pale Distant Light” e vediamo come mai non ha saputo conquistarmi in tutti i suoi aspetti, o meglio, come mai mi ha lasciato la sensazione di un album a cui manca ancora qualcosa per essere quasi perfetto. Forse una prima causa potrebbe essere attribuibile allo scomodo “paragone” che si portava dietro dall’infosheet, visto che si parlava di un gruppo che si ispirava, tra gli altri, agli Agalloch, circostanza che già aveva alzato la mia dose di aspettative. Continua a leggere

ASHES OF NOWHERE
“Emptiness”

Prima di mettermi definitivamente alle spalle le richieste di recensione arrivateci sul finire del 2015, non potevo proprio ignorare questo misterioso terzetto italiano che risponde al nome di Ashes Of Nowhere e che dal nulla se ne esce fuori con questo interessantissimo debutto intitolato “Emptiness”. Sin dalla prima traccia “Empty World”, si intuisce l’elevato potenziale posseduto dalla band, capace di proporre un Black Metal melodico dalla forte ascendenza svedese, con l’ombra dell’ineguagliato “Vittra” che si staglia continuamente durante l’ascolto, ma dal songwriting assolutamente convincente e in cui la melodia dei riff, che costituisce l’elemento fondamentale del loro sound, viene supportata da una produzione a dir poco perfetta. Continua a leggere

TODESSTOß
“Hirngemeer”

E’ sempre davvero un piacere avere a che fare con quel pazzoide di Martin Lang, musicista ed artista tedesco solito a sfogare il suo delirio creativo nel suo particolare progetto solista chiamato Todesstoß. Sebbene sin dai suoi esordi sia stato musicalmente molto legato al filone Depressive Metal, Lang ha sempre cercato di condire il marciume sonoro da lui prodotto con un atteggiamento a metà tra l’intellettuale ed il performer d’avanguardia, caratteristica spesso sfociata in copertine ed immagini volutamente nonsense, ma sempre e comunque inquietanti. Personalmente, era da un bel po’ di tempo che non ascoltavo più nulla del suo progetto e, se non ricordo male, l’ultima sua opera che ho ascoltato dovrebbe essere stata il suo secondo full-lenght “Würmer Zu Weinen”, datato 2008, ma ora, grazie alla richiesta arrivata dalla I, Voidhanger Records, ho potuto mettere le mani su “Hirngemeer”, ultimo parto della sua fervida mente creativa uscito sul finire dello scorso settembre. Continua a leggere

SARASTUS
“II – Toinen Tuleminen”

Anche se li avevo adocchiati sul finire dell’estate scorsa con il loro esordio assoluto “Demo I”, avevo deciso di non occuparmene subito ma di aspettare qualche mese ancora in modo da presentarvi i Sarastus in occasione dell’uscita del loro debutto sulla lunga distanza. Ora che “II – Toinen Tuleminen” è stato finalmente pubblicato, eccomi a introdurvi questo duo finlandese composto da Hukka alla voce e Vardøger agli strumenti che, mi viene da dire quasi ovviamente data la loro provenienza e se avete ormai imparato a conoscere i miei gusti, si cimentano nel più classico Black Metal di scuola finlandese, inflazionato solo per brevissimi tratti da elementi di stampo Bathory. Ecco, la recensione potrebbe anche terminare così, oppure potrei tranquillamente copiarvi quella che più o meno un anno fa ho scritto per “Devotion For The Devil” degli Aegrus, ironia della sorte anche loro un duo. Continua a leggere

UNEARTHLY
“The Unearthly”

Come ultima release proveniente dal ricco promo-pack inviatoci dalla Metal Age Productions, questi brasiliani Unearthly dimostrano di essere senza alcun dubbio la band più interessante del lotto. Totalmente sconosciuti al sottoscritto, i nostri provengono dall’assolata Rio De Janiero e hanno alle spalle una discografia decisamente lunga e nutrita, sebbene recenti eventi abbiano lasciato la band in una sorta di limbo con il solo bassista M. Mictian, tra l’altro membro fondatore, rimasto ancora attivo. Infatti, a conti fatti questo “The Unearthly”, pur essendo il loro quinto full-lenght, è comunque un disco abbastanza datato, visto che è uscito originariamente nel corso del 2014 per conto della Shinigami Records in un numero di copie limitato, per poi essere successivamente ristampato dalla Metal Age Productions. Continua a leggere

NOTT
“Immaculate Eclipse”

Era ormai un po’ di tempo che non ricevevo più notizie da parte di Mortifero e di Noctuaria, con il cui progetto Nebrus inaugurammo praticamente la webzine. Ora, a distanza di quasi due anni dal loro ultimo contatto, ecco arrivare una mail di Mortifero, intenzionato a mandarmi questo “Immaculate Eclipse”, un nuovo lavoro del suo progetto solista Nott. Supportato dall’americana Razed Soul Productions, Mortifero torna a pestare duro con nove brani di Black Metal puramente distillato. In questa opera non c’è spazio per aperture melodiche o tappeti di synth di contorno, perché tutto ruota intorno alla chitarra e al drumming pulsante della batteria. I riferimenti sono gli stessi del suo precedente lavoro, ma d’altronde era sempre stato nelle sue intenzioni mantenersi saldo alla tradizione norvegese, eppure sul qui presente “Immaculate Eclipse” si trovano notevoli miglioramenti rispetto all’esordio. Continua a leggere

ABBATH
“Abbath”

Se si scrive Immortal ma si legge Abbath e Demonaz, non c’è da stupirsi che quando questo sodalizio artistico ha assunto nuove forme o è venuto meno, i progetti dei suoi interpreti siano stati paragonati a quanto fatto dagli stessi nella band madre. Tralasciando i Bömbers, puro divertissement in stile Möthorhead, è successo con gli I e con l’omonimo progetto di Demonaz ed ovviamente accade ora con l’uscita del debutto ” in solitaria” di Olve Eikemo, che in questa occasione s’è fatto aiutare dall’ex Gorgoroth King Ov Hell al basso e dal già defezionario Kevin Foley, alias Creature, alla batteria. Partiamo però dall’unico punto fisso nonché motore del progetto, quell’Abbath che in questo eponimo debutto riprende il discorso sviluppato dagli Immortal a partire da “At The Heart Of Winter”, lavoro che guarda caso segnava l’inizio della forzata assenza di Demonaz, ma che nel farlo sembra più accontentarsi di coglierne gli stereotipi che non l’essenza profonda. Continua a leggere

VISION LUNAR
“Luna Subortus”

Veramente particolare è la storia che circonda il progetto Vision Lunar, una one man band formata nel 2006 dal musicista canadese Alexandre Julien, alias Virkelix. Dal 2006 al 2007 il nostro ha infatti iniziato a rilasciare una serie di demo monotraccia, esclusivamente nei giorni di luna piena. A giudicare da titoli come “Luna Borea” o “Luna Maria”, è insomma palese che il nostro satellite argenteo sia sempre stato una delle sue principali fonti di ispirazione. In seguito, il progetto è rimasto sospeso per alcuni anni dal momento che il suo mastermind ha preferito rivolgersi verso sonorità più legate all’Ambient, ad eccezione della raccolta “Phase One (2006-2009)”, uscita in edizione limitata per la Mortification Records, e che riunisce tutti i brani finora scritti a firma Vision Lunar. Continua a leggere

CHIRAL
“Snow//Heritage”

Come già ci aveva anticipato in sede di intervista, Chiral non ha perso tempo ed è subito tornato a farsi sentire con il suo omonimo progetto. Dopo l’eccellente “Night Sky”, ero molto curioso di vedere dove sarebbe andato questa volta a parare l’eclettismo del musicista italiano, quanto mai incline nelle precedenti uscite a mutar anche radicalmente pelle al proprio sound, passando dal ruvido Black/Death degli esordi ad un più raffinato Atmospheric Black Metal di forte ascendenza Cascadian. Questa sua inclinazione al cambiamento viene confermata anche in questo “Snow//Heritage”, un EP di quattro tracce in cui il nostro abbandona in parte le atmosfere del precedente album per concentrarsi su di un approccio più orientato verso una dimensione Neofolk/acustica, pur non dimenticando, come vedremo, le sue radici. Continua a leggere