QUERCUS
“Heart With Bread”

Tra i vari dischi che sto pasturando da prima dell’estate, e su cui ancora non mi ero deciso a scrivere qualcosa, c’è sicuramente questo nuovo album del trio ceco dal nome latino di Quercus. Guidati dal tastierista Markko, la band originaria di Plzen, la città famosa per essere la sede della birra Pilsner Urquell, vanta una militanza più che decennale nella scena musicale e arriva con questo “Heart With Bread” al traguardo del terzo full-lenght. Essendo rilasciato dalla Solitude Productions con la collaborazione della Moscow Funeral League Records, il genere portato avanti da tale gruppo non può che essere connesso al Doom o affini, sebbene il loro sound possieda una speciale particolarità, ossia quella di utilizzare come strumento guida dei loro lunghi pezzi un organo. Continua a leggere

LIVE REPORT – UNCLE ACID & THE DEADBEATS + SCORPION CHILD
Quirinetta (Roma) – 24/10/2016

Ultimamente mi capita spesso di iniziare una recensione ammettendo la mia ignoranza relativa alla conoscenza di un determinato gruppo o disco, ma d’altronde non sono più lo studente adolescente o post-adolescente con molto tempo libero da dedicare all’ascolto o alla ricerca di nuovi gruppi. Tra l’altro, le numerose richieste che riceviamo qui in redazione occupano quasi la totalità dei miei ascolti, e quindi il tempo per cercare altra nuova musica è estremamente limitato. Tutto sto cappello introduttivo serve per dire semplicemente che, fino a qualche mese fa, questi Uncle Acid & The Deadbeats non sapevo nemmeno dove fossero di casa, avendoli scoperti per caso dando una scorsa al programma dei concerti autunnali del Quirinetta, che da qualche anno sta proponendo gruppi indie davvero di buon livello (vedi il memorabile live dei Public Service Broadcasting della scorsa primavera), rimanendone colpito dal nome. Potete capire come mi sia poi caduta la mascella quando ho scoperto che facevano parte del rooster della Rise Above di sua maestà Lee Dorian. Non ci ho pensato su due volte ed ho iniziato ad ascoltarmi la loro discografia su Spotify ma, pur essendomi piaciuti abbastanza, è stato soltanto dopo questo concerto che il loro ultimo “The Night Creeper” rischia seriamente di finire diritta nella top 5 di fine anno. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

SÜLFÜR ENSEMBLE
“I (4 Songs About Dystopia, Satan, Ghouls & Marilyn Monroe)”

Nome fighissimo quello scelto dai Sülfür Ensemble, e copertina che richiama esplicitamente quella di “Violet Art Of Improvisation”. Basterebbe anche solo questo per farmi andare fuori di testa con questo EP di debutto di questi quattro giovani turchi di Istanbul. In realtà, pur non potendo che apprezzare senza particolari riserve il loro Stoner Doom di chiara derivazione Electric Wizard pieno di chitarre grasse e fangose e di fraseggi solistici ricchi di acido Blues, credo che il gruppo debba ancora lavorare un pochino per ottenere una propria personalità compositiva, riuscendo così ad annullare completamente l’effetto cover-band della band inglese che in effetti un po’ tende a presentarsi durante l’ascolto di questo lavoro. Continua a leggere

ETHEREAL RIFFIAN
“I AM. Deathless”

Dopo i desolanti paesaggi visitati con l’ottimo “Black Snow Desert” dei Nonsun, l’Ucraina ci regala un altro trip di totale psichedelia con questo quartetto chiamato Ethereal Riffian. Formatisi ormai sei anni fa, il gruppo capitanato dal cantante e chitarrista Val “Stonezilla” Korniev, ha già alle spalle una nutrita discografia, che presenta già ben due full-lenght, “Shaman’s Visions” del 2011 ed “Aeonian” risalente al 2014, due EP, tra cui il qui presente “I AM. Deathless” e addirittura un live album autoprodotto, “Youniversal Voice”. Semplicemente osservando le coloratissime cover dei loro lavori, possiamo già prevedere quanto il combo ucraino sia totalmente imbevuto di misticismo indiano. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Alkahest”

Culto. Non ci sono davvero altre parole per descrivere questo lavoro di Paul Chain, che ha visto il chitarrista pesarese imbastire una inaspettata collaborazione con l’allora astro nascente del Doom inglese Lee Dorian. Lee era da sempre un grande fan sia dei Death SS che dei lavori dei Violet Theater di Paul Chain, e vista la comune grande passione per l’occulto, questa per certi versi strana alleanza non tardò ad arrivare. “Alkahest” è non solo il primo lavoro che ascoltai della discografia solista del maestro pesarese, più che altro per la presenza di Lee Dorian, ma è anche un totale e puro atto d’amore verso un genere musicale. Continua a leggere

NOCTURNAL STREAMS
“Leaden”

Nato nel 2010 in quel di Latina come una one man band portata avanti da Drake Thrim e solo di recente divenuto un duo con l’ingresso in line up di Dubnòs, il progetto a nome Nocturnal Streams si è da poco affacciato sulle scene rilasciando il proprio debutto. “Leaden”, questo il titolo del lavoro, è un EP di tre pezzi più una cover che, stando ai suoi autori, affonda le sue radici in un suono con ascendenze Death, Doom e Black Metal. Detto che la componente Black è molto meno presente delle altre, quel che troviamo in questi venti minuti scarsi è in effetti un Death/Doom di discreta fattura e personalità che mi ha ricordato i primi Katatonia e Paradise Lost, questi ultimi credo non a caso omaggiati con una cover di “Eternal”. Continua a leggere

NONSUN
“Black Snow Desert”

Approcciarsi ad una uscita come questo “Black Snow Desert” del duo ucraino Nonsun equivale a lasciarsi andare ad un lungo flusso di coscienza musicale in cui la struttura delle canzoni, i riff o i testi non hanno alcun significato reale. La musica stessa sembra trasfigurarsi in un susseguirsi di paesaggi desolati e privi di qualsiasi presenza umana, con la durezza di questa natura ostile che sembra riversarsi in modo potente sull’ascoltatore. Per quel che mi riguarda, ho subito associato il tutto alle descrizioni di alcuni scenari ideati e raccontati dallo scrittore Steven Erikson nella sua famosa saga de “The Malazan Book Of The Fallen”, di cui sto attualmente terminando il settimo libro “Venti Di Morte”. Ebbene, in alcuni passaggi del romanzo ci sono diverse ambientazioni che si sposano perfettamente con quanto emerge da questo lavoro. Si, ma in sostanza, che cosa dovete aspettarvi da questo disco? Continua a leggere

COMMON GRAVE
“Dust Of My Existence”

Ne è servito di tempo ai Common Grave per riuscire a dare un seguito all’interessante full length di debutto “Il Male Di Vivere”, lavoro in cui il quintetto veneto aveva mostrato in una forma compiuta un’originale e personale formula che univa il Black Metal di matrice norvegese a riff ed atmosfere maggiormente debitrici al Doom. Ora, a distanza di ben sette anni e anche grazie all’accordo con l’etichetta ucraina Vacula Productions, i Common Grave tornano sulle scene con questo nuovo “Dust Of My Existence” e con una formazione rimasta praticamente invariata ad eccezione del bassista Kaalt, entrato in sostituzione del precedente AR andato via nel 2009. L’album inizia in maniera alquanto strepitosa con due brani di livello elevatissimo, quali la title-track e la successiva “On Gray Paths We Move”, in cui il sound della band viene sviluppato in maniera quasi perfetta. Continua a leggere

HYBERNOID
“The Last Day Begins?”

La Xtreem Music è da sempre interessata ad andare a scovare gruppi attivi negli ’80 e nei ’90, che per svariati motivi sono rimasti quasi sempre misconosciuti e poco considerati da etichette e fans, e ristamparne i principali full-lenght con annessi lavori minori, come EP o demo, ormai introvabili. Nel caso dei qui recensiti Hybernoid, confesso candidamente che si tratta di una band di cui non avevo mai sentito parlare prima e che mi ha attratto principalmente per la copertina scelta per questo lavoro. Ogni tanto mi diletto in letture incentrate sull’archeologia misteriosa, e quelle quattro statue fotografate in mezzo a quella che sembrerebbe una giungla, mi hanno subito riportato alla mente le teorie sugli antichi astronauti di Sitchin o i fantastici viaggi di fantasia di Kolosimo su oscure e dimenticate popolazioni pre-Inca. Ovviamente, questi sono solo film mentali del sottoscritto, sebbene i testi degli Hybernoid mantengano una qualche connotazione con tematiche sci-fi. Ma, a parte questo, l’ascolto di questo “The Last Day Begins?”, che venne originariamente pubblicato nel lontano 1994 dalla mitica Displeased Records, mi ha lasciato alquanto a bocca aperta. Continua a leggere

HIGH PRIEST OF SATURN
“Son Of Earth And Sky”

Anche se non mi posso certamente definire un fanatico del genere, di tanto in tanto non mi dispiace ascoltare qualcosa in bilico tra il Doom e lo Stoner o qualcosa che affonda le proprie radici nel suono dei gruppi più influenti sulla scena negli ’60 e ’70. Questa volta l’occasione mi si è presentata con questo “Son Of Earth And Sky”, secondo lavoro sulla lunga distanza dei norvegesi High Priest Of Saturn, un quartetto che avevo avuto modo di conoscere con l’omonimo debutto e che aveva saputo colpirmi fin da subito con le sue sonorità tanto canoniche quanto magnetiche. Nei cinque nuovi pezzi che propongono, i nostri evolvono in parte la propria proposta ed allo stesso tempo alzano ancor più il livello rispetto al precedente album, piazzando senza soluzione di continuità dei riffoni saturi e pesanti impreziositi di volta in volta da sapienti incursioni di Hammond e inaspettate aperture di chitarra dal sapore Psychedelic Rock. Continua a leggere

ANCIENT SPELL
“Forever In Hell”

Dopo qualche settimana dalla recensione della ristampa di “Ash” del grande Paul Chain, ritorno a parlare della Minotauro Records grazie a questi Ancient Spell, un fangoso quartetto losangelino che giunge con “Forever In Hell” al secondo lavoro sulla lunga distanza nell’arco di pochi anni. Capeggiati dall’imponente vocalist Donnie Marhefka, gli Ancient Spell escono fuori, come detto, dal ribollente underground californiano, proponendoci un Heavy Doom dalle sonorità fortemente retrò emananti uno stordente odore di zolfo. La stessa band non nasconde un amore incondizionato per i Black Sabbath dell’era Ozzy, che in effetti costituiscono la spina dorsale del loro wall-of-sound, basti sentire la pachidermica “Fall Of Humanity” e le sue armonizzazioni di chitarra che richiamano neanche troppo velatamente quelle della mitica “A National Acrobat”. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Ash”

A due mesi di distanza dalla recensione dello stupendo “Violet Art Of Improvisation”, ritorno a parlare di Paul Chain per segnalarvi l’uscita di questa ristampa dell’EP “Ash”, anch’essa rilasciata dalla Minotauro Records lo scorso novembre. Storicamente “Ash”, pur essendo a livello di durata poco più che un EP, o meglio un 12″ nella sua versione originale, è sempre risultato un lavoro molto controverso all’intero della sua discografia solista. Collocato cronologicamente tra l’ultimo lavoro composto assieme ai Violet Theater ed il suo primo full-lenght in solitaria, il grandioso “Life & Death”, “Ash” mostra sin dal basso pulsante di Maury Lion (ex-Gunfire) nell’opener “Eternal Flame”, un ritorno a sonorità decisamente più Metal, con frequenti richiami allo Speed ma anche al Thrash. Continua a leggere

INTERVISTA FUNERAL MARMOORI – Il Capitano

Rimasti molto affascinati dall’Heavy Doom a tinte psichedeliche presente nel loro secondo full-lenght, edito dalla Minotauro Records, “The Deer Woman”, era d’obbligo per noi di Hypnos Webzine andare ad approfondire tutto quel che gira intorno al monicker Funeral Marmoori. Fortunatamente, abbiamo trovato ne Il Capitano un interlocutore decisamente voglioso di raccontare, anche in toni ironici, il proprio mondo musicale. Continua a leggere

FUNERAL MARMOORI
“The Deer Woman”

Come prima recensione fatta in questo 2016, l’ascolto di “The Deer Woman”, secondo full lenght del quartetto toscano Funeral Marmoori, non può che rappresentare un ottimo auspicio per il prosieguo. Infatti, questo Heavy Doom di chiara estrazione St. Vitus ed incestato con oscure influenze settantiane tramite l’utilizzo intrigante di un organo Farfisa, è davvero pane per i miei denti. Ma facciamo brevemente un passo indietro ed introduciamo per bene la band. Formatisi nel 2008 da una idea del Capitano (voce e chitarra) e del Boss (batteria), già insieme nel gruppo Stoner Gum, a cui in seguito si aggiungono Nadin (organo Farfisa & synth Juno-d) ed il bassista Marco Trentanove, con questa line-up i Funeral Marmoori registrano nel 2011 il loro debutto “Vol. 1”, pubblicato per conto della BloodRock Records. In seguito, la band farà molta attività live, suonando con gruppi del calibro di Orange Goblin e Karma To Burn, per arrivare poi alla attuale line-up con l’ingresso in pianta stabile della bassista Annalisa ed al contratto con la Minotauro Records, etichetta che rilascia questo secondo opus intitolato “The Deer Woman”. Continua a leggere

IL VUOTO
“Weakness”

Anche se non mi precludendo per partito preso l’ascolto di alcun genere, devo però ammettere che, tranne rare e lodevoli eccezioni, difficilmente le uscite che esulano dai miei gusti musicali riescono a tenermi incollato alle cuffie e a coinvolgermi come invece accade per le altre. Così, se con il Doom va bene ma non benissimo, con il Drone andiamo decisamente peggio, tanto che spesso mi limito a soltanto pochi minuti per capire se si tratta di qualcosa che possa fare al caso mio. Tutto questo per dire che questo “Weakness”, debutto sulla lunga distanza per il progetto Il Vuoto, portato avanti dalla mente dietro a Chiral, sulla carta avrebbe dovuto essere un ascolto ostico visto che veniva etichettato come Drone/Funeral Doom. Continua a leggere

APNEICA
“Pulsazioni…Conversione”

Nati inizialmente come un progetto solista del chitarrista Alessandro Seghene, che nel 2011 registrò tutto solo il debutto omonimo, gli Apneica si sono poi allargati fino a diventare una vera e propria band grazie all’arrivo di ben tre nuovi musicisti: la chitarrista Alice Doro, il bassista Francesco Pintore ed il batterista Luigi Cabras. Forti di questa nuova line up, gli Apneica iniziarono a lavorare su dei nuovi pezzi, che portarono la band ad utilizzare la lingua italiana come veicolo espressivo. Divenuta perciò evidente la necessità di trovare un vocalist che portasse in dote, oltre che un growl pieno e potente, anche una voce pulita dai toni caldi ed in grado di trasmettere quella malinconia insita nella musica del gruppo, la scelta alla fine è ricaduta su Ignazio Simula, vocalist nei conterranei Pure Assault. Continua a leggere

CRYPTRIP
“The Great Magmatic Leviathan”

Arrivano direttamente dalle profondità ribollenti dell’Etna questi Cryptrip, un trio formatosi di recente che debutta sulla lunga distanza con questo “The Great Magmatic Leviathan”, lavoro uscito in completa autoproduzione nel gennaio di quest’anno e disponibile interamente sul Bandcamp del gruppo. Registrato presso gli Studio12 di Catania e masterizzato da , già produttore di act come Khanate o Sunn O))), il qui presente “The Great Magmatic Leviathan” consta di sette tracce di fangosissimo Stoner Doom ad alto tasso psichedelico, con i pachidermici riff di chitarra di R., di chiara scuola Black Sabbath, che si scontrano ed affogano in un magma ribollente di strani suoni ed fx creati dal batterista A.D. e ben sorretti dal sostegno ritmico di basso e batteria. Continua a leggere

WHO DIES IN SIBERIAN SLUSH / MY SHAMEFUL
“The Simmetry Of Grief”

Davvero uno split interessante questo che il buon Kunal Choksi della Trascending Obscurity mi ha proposto di recensire in una delle sue email promozionali. Infatti, il qui presente “The Simmetry Of The Grief”, rilasciato in sole cinquecento copie dall’etichetta russa Moscow Funeral League, mi ha dato l’opportunità di conoscere due interessanti realtà del Doom Metal più soffocante e pachidermico, come i moscoviti Who Dies In Siberian Slush ed i finladesi My Shameful, che in questo lavoro condiviso presentano due lunghi brani a testa. Continua a leggere