MUSTAN KUUN LAPSET
“Kuolemanvirta”

Chi di voi avrà letto la mia lunga disquisizione sulla discografia degli Azaghal pubblicata la scorsa estate, si ricorderà del mio particolare apprezzamento per lo split che la band finladese capitanata da Narqath aveva fatto con i conterranei Mustan Kuun Lapset. L’acquisto di tale split mi aveva poi portato anche ad acquistare a scatola chiusa alcuni dei primi lavori di questi ultimi, incuriosito dal loro particolare Black Metal a forti tinte melodiche. Ammetto che poi ho un po’ perso di vista il combo di Hollola, ma la richiesta da parte della Inverse Music di recensire questo singolo digitale che sancisce il loro come-back, dopo sette anni dallo loro scioglimento. A guidare la band è sempre presente il mastermind Pete Lehtinen, coadiuvato alle pelli dal fido batterista Mikko Hautala , e che vede reclutati due nuovi membri nelle figure di Ville Pelkonen al basso e Heikki Piipari alla seconda chitarra. Continua a leggere

SARASTUS
“II – Toinen Tuleminen”

Anche se li avevo adocchiati sul finire dell’estate scorsa con il loro esordio assoluto “Demo I”, avevo deciso di non occuparmene subito ma di aspettare qualche mese ancora in modo da presentarvi i Sarastus in occasione dell’uscita del loro debutto sulla lunga distanza. Ora che “II – Toinen Tuleminen” è stato finalmente pubblicato, eccomi a introdurvi questo duo finlandese composto da Hukka alla voce e Vardøger agli strumenti che, mi viene da dire quasi ovviamente data la loro provenienza e se avete ormai imparato a conoscere i miei gusti, si cimentano nel più classico Black Metal di scuola finlandese, inflazionato solo per brevissimi tratti da elementi di stampo Bathory. Ecco, la recensione potrebbe anche terminare così, oppure potrei tranquillamente copiarvi quella che più o meno un anno fa ho scritto per “Devotion For The Devil” degli Aegrus, ironia della sorte anche loro un duo. Continua a leggere

Live Report – AMORPHIS
Orion (Ciampino/Roma) 30/03/2016

Il resoconto di qualche live era un tassello che sicuramente mancava al nostro nostro sito, ma per svariati motivi noi di Hypnos Webzine non siamo assidui frequentatori di concerti. Certo, all’epoca della mia adolescenza e post-adolescenza, ero il tipo che non si perdeva alcun tipo di concerto Metal presente a Roma, ma col passare degli anni la mia presenza a tali eventi è andata sempre più scemando. Tuttavia, dopo aver rivisto ormai un anno fa i Blind Guardian dopo la bellezza di quasi quindici anni, questa volta tocca agli Amorphis, che vidi nel lontano 1998, in un tour di supporto ai My Dying Bride, in tour con “Like The Gods Of The Sun”, ed assieme ai compianti Evereve, al loro debutto discografico con il bellissimo “Seasons”. Continua a leggere

AFTER FOREST
“Act I”

Strana mossa davvero quella degli After Forest, band finlandese di tre elementi nata in quel di Vaasa che ha deciso di non pubblicare il proprio full-lenght d’esordio in un’unica uscita discografica, bensì di suddividerlo in tre differenti EP, con “Act I” che rappresenta ovviamente il primo capitolo. Guidati dal chitarrista e cantante Jukka Karppi, i nostri si dicono interessati a mescolare, con mente aperta, il Metal attuale, il Grunge degli anni ’90 e l’immancabile Prog settantiano. Detta così, non suona un granché bene, ma una volta fatto partire questo “Act I”, sono davvero rimasto senza parole. Continua a leggere

HORNA
“Hengen Tulet”

Anche se la sincera stima che nutro nei loro confronti mi spingerebbe ad attendere ogni nuova uscita degli Horna con una bella dose di aspettative, nel corso degli anni ho imparato a mie spese che Shatraug e compari possono essere fin troppo imprevedibili, alternando anche in poco tempo lavori estremamente validi ad altri meno ispirati. Dopo le ultime prove tutto sommato convincenti, “Askel Lähempänä Saatanaa” in primis, “Hengen Tulet” era quindi l’ideale banco di prova per testare la tenuta ad alti livelli del gruppo finlandese, capacità venuta meno in più di qualche occasione. In questo senso, l’apertura affidata ad “Amadriada”, perfetto esempio del loro inconfondibile sound, sembrava deporre a favore di una band in buona salute ma, purtroppo, già con le seguenti “Ajan Päättyessä” e “Nekromantia” mi sono sorte più di qualche perplessità, prova ne sia che la successiva “Saatanalle”, un pezzo di fatto abbastanza ordinario per i loro standard, si rivelerà uno degli episodi più riusciti dell’album. Continua a leggere

AZAGHAL
“Madon Sanat”

Questa cavalcata lungo la discografia degli Azaghal non poteva che concludersi con la loro ultima fatica “Madon Sanat”, rilasciata nel febbraio di questo anno per conto della Hammer Of Hate Records, label con cui Narqath e soci avevano già collaborato in occasione degli split con Black Death Ritual e Anal Blasphemy, oltre che con la ristampa di “Perkeleen Luoma”. Questo nuovo lavoro, traducibile come “Le parole del verme”, vede la line up praticamente stabile rispetto a “Nemesis”, con l’unica eccezione riscontrabile nell’arrivo del drummer Lima, in realtà già dietro le pelli in sede live sin dal 2012. Spulciando il libretto del cd, non si può non notare anche la presenza di due ex-membri di tutto rispetto, ossia Kalmah/V-Chaos, autore dell’intro “VSKP”, e, soprattutto, Varjoherra, accreditato però solo come backing vocalist. Continua a leggere

AZAGHAL
“Nemesis”

Confesso che all’uscita di “Nemesis” ero tra quelli che attendevano al varco gli Azaghal, visto che l’abbandono, peraltro amichevole, di Varjoherra, qui presente in veste di backing vocalist, era stato un duro colpo da mandare giù. Inoltre, la sua sostituzione con il bassista dei Wyrd Ninflungr, unito alla pessima prova offerta sullo split a tre con Pogost e Decayed, facevano davvero temere per lo stato di salute della band finlandese. Saltando subito alle conclusioni, devo però ammettere che, nonostante il manierismo dilagante di Narqath, la band riesce tutto sommato a portare a casa un lavoro più che dignitoso, andando a piazzare una serie di pezzi canonici, ma bastardi e violenti al punto giusto. Fortunatamente, quello che poteva essere il vero tallone d’Achille della band, ossia un incesto mortale con i Wyrd, viene limitato soltanto a dei piccoli break di chitarra e voce pulita inseriti nella bella title-track. Continua a leggere

AZAGHAL
“Teraphim”

Puntuali come un orologio svizzero, gli Azaghal tornano in pista a quasi un anno esatto di distanza da “Omega” con l’ottavo album della loro carriera, “Teraphim”. Se con “Kalivagi” Narqath era riuscito a rimettere in sesto un gruppo come i Wyrd, autori a mio avviso di una serie di uscita di basso livello, era lecito aspettarsi anche per il suo gruppo principale un come-back altrettanto valido e che potesse finalmente mettere fine ad una instabilità produttiva che durava almeno da più di un quinquennio. Infatti, lo stesso “Omega”, pur mostrando qua e là alcuni brani di qualità, nel complesso dava l’impressione di essere un lavoro “senza rotta” e solo a tratti genuinamente ispirato. “Teraphim”, al contrario, segue in maniera diretta e limpida la strada tracciata da “Kyy” e “Perkeleen Luoma”, ossia quella di un Black dai suoni moderni e robusti, fortemente imbottiti di Thrash. Non è affatto un caso, infatti, che la stessa “Kyy” venga riproposta con un nuovo arrangiamento a fine album, quasi a voler manifestare un senso di continuità con quei vecchi lavori. Continua a leggere

AZAGHAL
“Omega”

A meno di due anni dal controverso “Luciferin Valo”, gli Azaghal si accasano presso la Moribound Records e pubblicano il loro settimo album dall’emblematico titolo di “Omega”. Se nella precedente uscita Narqath e soci avevano cambiato di nuovo rotta, rinnegando in parte il moderno Thrash/Black del riuscito “Codex Antitheus” in favore di un ritorno alle loro origini più minimali, con questo “Omega” la band decide di rimescolare ancora una volta le carte in gioco, facendo confluire in tale disco diverse influenze del passato, ma anche piccoli estratti tipicamente Wyrd, il più famoso side-project del leader Narqath. Infatti, sono molti i punti di contatto con lavori quali “Kyy” e “Perkeleen Luoma”, con i nostri che tornano ad innestare nel proprio sound di marca tipicamente Darkthrone molti elementi di stampo slayeriano, come pure degli interventi di synth che non possono non ricordare i Wyrd dell’ultimo periodo. Continua a leggere

AZAGHAL
“Luciferin Valo”

Uscito a pochi mesi di distanza da “The Ghost Album” del suo famoso side project Wyrd, il sesto full length da parte di Narqath e soci, intitolato “Luciferin Valo”, vede i finlandesi continuare la collaborazione con Avantgarde Music. Sebbene la formazione sia rimasta la stessa del precedente e controverso “Codex Antitheus”, questa nuova release segna una ulteriore svolta nella carriera musicale del gruppo. Infatti, se quel lavoro mostrava un deciso cambio di rotta verso lidi moderni e fortemente influenzato dal Thrash, “Luciferin Valo” pone le basi per un più netto ritorno al passato, ponendosi in scia a quanto fatto nel non troppo convincente “Perkeleen Luoma”. Questa svolta, che potremmo definire in maniera scherzosa “true”, viene comunque ulteriormente confermata anche dalla decisione di ri-registrare e riproporre come opening track “Black Terror Metal”, uno dei loro più famosi cavalli di battaglia originariamente presente nello split con i Mustan Kuun Lapset. Continua a leggere

AZAGHAL
“Codex Antitheus”

Non passa neppure un anno da “Perkeleen Luoma” e gli Azaghal tornano sulle scene con un nuovo full lenght, pubblicato niente di meno che dall’Avantgarde Music. Se il precedente lavoro aveva messo in evidenza qualche ombra in fase compositiva, questo “Codex Antitheus” sembrava poter portare il gruppo finlandese ad un punto di svolta significativo. Infatti, con questa nuova fatica, gli Azaghal sembravano incanalarsi in un nuovo corso più moderno, col mai pienamente esploso flirt con il Thrash che viene prepotentemente allo scoperto (si sentano “Kumarra Petoa” o “30 Hopearahaa”) pur mantenendo pressoché intatte le radice darkthroniane del loro sound. Inoltre, Narqath e soci decidono di introdurre anche alcuni inserti decisamente “Heavy”, sempre “Kumarra Petoa”, e di tirare finalmente un po’ il freno per concentrarsi su parti più lente e maligne (la conclusiva “Sieluton”). Continua a leggere

AZAGHAL / BLACK DEATH RITUAL
“Neljä Vihan Vasaraa / Four Hammers Of Hate”

Il 2004 è stato indubbiamente un anno molto prolifico per Narqath, vista la grande quantità di materiale pubblicato sia con gli Azaghal che con il suo side project più noto, i Wyrd. Tra tali uscite rientra anche questo split 12” fatto uscire in 800 copie assieme ai conterranei Black Death Ritual per volontà della piccola Hammer Of Hate. Tocca proprio a Narqath e soci il compito di aprire il lavoro con quattro brani che in sostanza riprendono quanto fatto nel precedente full-lenght “Perkeleen Luoma”, con l’unica differenza che in questa situazione la band dimostra di riuscire a mantenere costante una certa ispirazione. La produzione è sporca nella giusta maniera, ma riuscendo comunque a dare alle chitarre una certa corposità e dinamicità. Continua a leggere

AZAGHAL / KRIEG
“Krieg / Azaghal”

A cavallo tra il non del tutto convincente full “Perkeleen Luoma” e la successiva ed inaspettata svolta moderna intrapresa con “Codex Antitheus”, gli Azaghal trovano il tempo per sfornare un eccellente 10” in compagnia dei Krieg. Distribuito dalla From Beyond in sole 666 copie, questo split presenta un’unica traccia firmata Azaghal e due brani portati dagli americani, a cui spetta l’apertura del lavoro con due ottimi pezzi scritti durante le sessioni per la stesura del loro full-lenght “The Black House”. Il primo, intitolato “Every Wound Burned”, è una track molta veloce e violenta, ulteriormente esaltata da una grande prestazione vocale di Lord Imperius e da una produzione grezza ma allo stesso tempo ben efficace nel esaltare la dinamicità della batteria e nel definire la compattezza del wall-of-sound delle chitarre. Continua a leggere

AZAGHAL
“Perkeleen Luoma”

Dopo il non esaltante EP di antipasto “Kyy”, che aveva visto gli Azaghal debuttare con la norvegese Aftermath Music, arriva a distanza di qualche mese anche il loro atteso quarto full-lenght intitolato “Perkeleen Luoma”, una release che può essere vista contemporaneamente sia come un tentativo del combo finlandese di ritornare alle proprie origini, con suoni sporchi e zanzarosi a farla da padrone, sia come una continuazione del percorso di contaminazione con il Thrash intravisto su “Of Beasts and Vultures” o, in maniera molto meno convincente, sul già citato EP “Kyy”. Tuttavia, il risultato finale non riesce a convincere del tutto per un semplice motivo: i brani proposti sono fin troppo altalenanti dal punto di vista della qualità. Continua a leggere

AZAGHAL / GOSFORTH “Unholy Terror Union”

Uscito per l’italianissima Black Blood, questo split 7″, al solito limitato alle classiche 666 copie, vede gli Azaghal confrontarsi con i nostrani Gosforth, a cui tocca l’onere di aprire il “Sui-side” di questo “Unholy Terror Union”. Il gruppo milanese di Luxitan (voce), E.U. Zorath (basso e chitarra) e C. Zorath (batteria), all’epoca con all’attivo solamente due demo, “Lyderhorn” del 1998 e “…God Failed” uscito l’anno successivo, presenta su questo split i brani “God Liar Prophet” ed “Ancient Knowledge”, quest’ultimo apparso anche sul loro primo demo. Il loro stile è evidentemente ispirato ai maestri nordici, Darkthrone ed Immortal su tutti, ma i pezzi dimostravano di avere buone idee oltre che un ottimo gusto per il songwriting. Continua a leggere