WALDGEFLÜSTER
“Ruinen”

Quando vado a sentire le varie richieste che ci arrivano, non mi capita quasi mai di finire l’ascolto senza essermi fatto una idea abbastanza definitiva sul gruppo preso in esame. Magari posso avere qualche riserva su questo o quell’aspetto, ma difficilmente mi lascio con il dubbio se si tratti o meno di album con qualcosa di personale da dire e, quindi, se valga la pena scrivere una recensione per segnalarvelo. Nel caso di questo “Ruinen”, quarta fatica sulla lunga distanza dei Waldgeflüster, progetto attivo ormai da una decina d’anni ma solo da poco diventato un gruppo a tutti gli effetti, mi sono trovato un po’ in difficoltà perché solo dopo numerosi ascolti sono finalmente riuscito a capire quanto veramente mi piacesse, pur avendo comunque avuto fin da subito chiaro che non mi ritrovavo certo tra le mani l’ennesimo lavoro poco ispirato. Continua a leggere

PERIPHERAL CORTEX
“Rupture”

Pur potendomi modestamente definire un ascoltatore a 360 gradi, ho da tempo diversi problemi ad accostarmi a tutte queste band moderne che affrontano il Death Metal da punto di vista prettamente tecnico strumentale, e che vengono racchiuse nell’etichetta Technical Death Metal. Per carità, nessuno mette in discussione il loro talento, ma spesso per mettere in evidenza le proprie capacità strumentali questi gruppi finiscono con il perdere di vista l’aspetto musicale, limitandosi ad una accozzaglia di riff suonati a velocità supersonica senza capo ne coda, in grado di togliere al Death Metal la propria tendenza distruttiva. Tutto questo breve preambolo, che forse avete già ascoltato in parecchie occasioni, serve ad introdurre i Peripheral Cortex, giovane band berlinese che si affaccia nell’underground con questo breve demo intitolato “Rupture”. Continua a leggere

DISGUSTING PERVERSION
“Morbid Obsessions”

A giudicare dal monicker e dalla copertina scelti, questi baldi tedeschi originari di Kaufberen, ridente paese della Bavaria, avrebbero potuto essere l’ennesima band nata e cresciuta nel segno del Brutal tutto muscoli, sangue e frattaglie varie, e invece questi Disgusting Perversion risultano essere una specie di band tributo al genio mai indimenticato di Chuck Schuldiner. Infatti, in questo loro EP di debutto “Morbid Obsessions”, i primi tre lavori a firma Death, specie “Leprosy”, vengono letteralmente saccheggiati dalla band tedesca. Dalla scelta dei riff, veramente molto semplici e lineari, all’armonizzazione di chitarra tipiche del periodo di “Spiritual Healing”, fino all’utilizzo di frequenti assoli di stampo melodico, tutto richiama alla mente il genio di Schuldiner. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Turan”

Inutile negarlo, i Darkestrah sono uno di quei gruppi che seguo sempre con un occhio di riguardo e che, sino ad ora, non ha mai tradito le mie aspettative. Certo, ad ogni nuova uscita ho sempre un briciolo di timore che la loro vena compositiva possa avere una fisiologica flessione ma, tutto sommato, la loro formula ormai collaudata, pur passata la sbornia dell’effetto sorpresa, sembra reggere bene il passar degli anni. Questa volta però la situazione si presentava più spinosa, perché i kirghizi dovevano far fronte all’abbandono di Kriegtalith, la storica vocalist e vera anima del gruppo assieme al batterista Asbath, sostituita per l’occasione dal per me sconosciuto Merkith. Se a questo aggiungete la curiosità di vedere se i nostri avessero ancor più accentuato la componente epica comparsa prepotentemente nel precedente “Manas”, allora capite bene che questo “Turan” aveva tutte le carte in regola per essere un netto punto di rottura rispetto al loro passato. Continua a leggere

TODESSTOß
“Hirngemeer”

E’ sempre davvero un piacere avere a che fare con quel pazzoide di Martin Lang, musicista ed artista tedesco solito a sfogare il suo delirio creativo nel suo particolare progetto solista chiamato Todesstoß. Sebbene sin dai suoi esordi sia stato musicalmente molto legato al filone Depressive Metal, Lang ha sempre cercato di condire il marciume sonoro da lui prodotto con un atteggiamento a metà tra l’intellettuale ed il performer d’avanguardia, caratteristica spesso sfociata in copertine ed immagini volutamente nonsense, ma sempre e comunque inquietanti. Personalmente, era da un bel po’ di tempo che non ascoltavo più nulla del suo progetto e, se non ricordo male, l’ultima sua opera che ho ascoltato dovrebbe essere stata il suo secondo full-lenght “Würmer Zu Weinen”, datato 2008, ma ora, grazie alla richiesta arrivata dalla I, Voidhanger Records, ho potuto mettere le mani su “Hirngemeer”, ultimo parto della sua fervida mente creativa uscito sul finire dello scorso settembre. Continua a leggere

INFECTED CHAOS
“The Wake Of Ares”

Nati dalle ceneri dei Chaosreign, band in cui militavano i due chitarristi Martin Hartmann e Matthias Maygli ed il bassista Florian Betz, gli Infected Chaos si sono in breve tempo riorganizzati grazie all’ingresso in line up di due nuovi musicisti provenienti dal Sud delle Germania, ossia Christian Fischer alla voce e Christoph Raggl dietro alle pelli. Il risultato di questa nuova formazione è questo esaltante “The Wake Of Ares”, debutto uscito lo scorso marzo per conto della Metal Music Austria. Gli Infected Chaos suonano un Death Metal fortemente influenzato dalla scuola svedese di metà anni novanta, a cui vanno aggiunti anche parecchi richiami ai Carcass del periodo Death. Continua a leggere

BLIND GUARDIAN
“At The Edge Of Time”

Vista la recente pubblicazione di “Twilight Of The Gods”, singolo apripista del futuro ritorno sulle scene dei Bardi di Krefeld con il nuovo “Beyond The Red Mirror”, ho deciso di rinfrescarmi le idee andando a rispolverare “At The End Of Time”, loro ultimo lavoro in studio nonchè nono episodio della loro lunga carriera musicale. Alla sua uscita nell’estate del 2010 erano passati ben quattro anni dal sottovalutato e molto criticato “A Twist In The Mist”, una release che mostrava i bardi di Krefeld in un inaspettato ritorno alle origini dopo la sbornia compositiva di “A Night At The Opera”, senza però rinunciare a sperimentare nuove sonorità come nelle hard-rockeggianti “Fly” e “Another Stranger In Me”. Altra novità presente in quell’album era l’esordio dietro le pelli di Frederik Ehmke, chiamato a sostituire il dimissionario e mitico Thomen Stauch, ormai stanco delle velleità progressive mostrate dalla band e desideroso di ritornare verso lidi più classicamente Power. Continua a leggere

VARGSANG
“In The Mist Of The Night”

Nato inizialmente come one man band portata avanti dal solo Vargsang in seguito alla sua uscita dai Graven e divenuto poi per qualche anno un duo con l’ingresso in formazione del batterista Goatruler, l’omonimo progetto del polistrumentista tedesco ritorna in vita, nuovamente come solo project, dopo una pausa di ben sei anni che aveva messo la parola fine ad una tutto sommato più che dignitosa discografia fatta di tre full length e uno split rilasciati tra il 2003 e il 2008. Se però il debutto “Call Of The Nightwolves” e il successivo “Throne Of The Forgotten” erano stati in grado di intrigarmi, lo stesso non si può dire per “Werewolf Of Wysteria”, una release che non mi aveva convinto del tutto e che avevo lasciato cadere presto nel dimenticatoio. Continua a leggere

LEBENSNACHT
“Uudelleensyntynyt Ikuiseen Pimeyteen”

Dietro il progetto Lebensnacht non si cela altri che il polistrumentista Robert Brockmann, già coinvolto nei Sado Sathanas ma anche boss dell’etichetta tedesca Naturmacht Records, spesso già ospitata su queste nostre pagine. L’impronunciabile “Uudelleensyntynyt Ikuiseen Pimeyteen”, quarta uscita discografica in soli due anni di attività, si propone come obiettivo quello di rappresentare in musica uno dei grandi dilemmi che da millenni assilla e preoccupa il genere umano, ovverosia cosa c’è dopo la morte. Cosa succede quando il nostro corpo fisico smette di funzionare? C’è un aldilà come predicano molte religioni, o c’è semplicemente il nulla, ossia un tornare ad essere pura materia, come invece sostengono gli atei? Continua a leggere

INTERVISTA DAEMONHEIM – b.

I tedeschi Daemonheim hanno recentemente pubblicato il loro terzo full length “Tidian”, un intrigante album a base di Black Metal in cui confluiscono svariate influenze, dal Death al Jazz passando per il Prog. Incuriositi e ammaliati da quella che si preannuncia essere una delle migliori release di questo 2014, Hypnos Webzine ha colto l’opportunità per conoscere un po’ più da vicino la band e la sua storia. Ecco il resoconto di quanto ci ha raccontato il fondatore e cantante/chitarrista b.. Continua a leggere

INTERVISTA DAEMONHEIM – b. (ENG)

German band Daemonheim has recently released its third full length “Tidian”, a mesmerizing Black Metal album in which are merged many non conventional elements. Spellbound by this release, Hypnos Webzine has taken the opportunity to get in touch with b. to know something more about the band. Continua a leggere

DAEMONHEIM
“Tidian”

“Tidian”, terzo full length per i tedeschi Daemonheim, esce a ben sette anni dal precedente “Hexentanz”, un lungo periodo che è sicuramente servito al duo formato da TH (chitarra, basso, batteria) e b. (chitarra, voce) per affinare nel migliore dei modi i nuovi pezzi contenuti in questo lavoro, riuscendo nella non facile impresa di dare vita ad una release molto interessante e coinvolgente pur essendo incentrata su elementi e commistioni già ampiamente sfruttati. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Manas”

In una scena sempre più inflazionata da epigoni e band fatte con lo stampino, imbattersi in gruppi capaci di emergere con delle idee personali è ormai cosa rara, e ancor più lo è trovarne che siano in grado di portarle avanti ed evolverle nel corso degli anni senza scadere nell’autocitazione. Da questo punto di vista i Darkestrah sono diventati, album dopo album, sempre più una garanzia, giungendo al quinto full-length senza aver perso un briciolo della propria verve creativa e forti di una coerenza compositiva che non li ha mai portati a tradire le proprie origini. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Khagan”

Dopo tre anni di silenzio tornano a farsi sentire i Darkestrah, ora passati sotto l’egida della Osmose e qui alle prese con un EP di tre tracce. “Khagan”, questo il titolo della nuova release, continua il discorso iniziato con i precedenti lavori ma, contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, più che all’ultimo “The Great Silk Road” si rifà al debutto “Sary Oy”, dal quale attinge le magiche atmosfere ancestrali che lo caratterizzavano grazie al massiccio uso, specialmente in “Saga Of Temudgin”, la migliore del lotto, di strumenti tipici della loro terra natia. Continua a leggere

DARKESTRAH
“The Great Silk Road”

Se emergere in un panorama musicale sempre più affollato provenendo dal Kirghizistan non deve essere stato affatto semplice, riuscire a confermarsi su alti livelli non era sicuramente un’impresa così scontata, soprattutto avendo alle spalle dei lavori che erano riusciti a catturare l’attenzione anche grazie all’uso di sonorità “atipiche” come quelle della loro terra, che avrebbero però potuto perdere da un momento all’altro gran parte del loro fascino, scadendo nell’autocitazione più becera, se non fossero state opportunamente sorrette da un songwriting capace di rinnovare i propri schemi compositivi. Per tutte queste ragioni, a cui va aggiunta quella più prosaica che li vede come uno dei miei gruppi preferiti, il nuovo album dei Darkestrah era una di quelle uscite che attendevo con più aspettative ed impazienza, visti anche i numerosi ritardi subiti in sede di pubblicazione. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Epos”

Dopo il maestoso “Sary Oy”, opera prima che univa alla perfezione Black Metal e sonorità della loro terra d’origine, e il non esaltante e prevedibile “Embrace Of Memory”, album troppo accademico e con pochi spunti degni di nota, i Darkestrah giungono con ”Epos” al fatidico terzo album. E lo fanno mettendosi in gioco e rischiando, dando alle stampe un lavoro composto da un’unica traccia di oltre 30 minuti, per l’appunto “Epos”, un racconto incentrato sulla figura del lago Issyk-Kul e della città che la leggenda vuole sia celata dalle sue acque. Continua a leggere

DARKESTRAH
“Embrace Of Memory”

Ricordo ancora oggi come all’epoca rimasi piuttosto scettico e parzialmente deluso da questo “Embrace Of Memory”, secondo lavoro firmato Darkestrah, non credendo che dopo il poco riuscito mini “The Way To Paganism” la band kirghisa decidesse di continuare su quella strada, ma confidando invece in un ritorno verso il Folk Black del loro stupendo debut album “Sary Oy”. I nostri invece tirano dritto e propongono una serie di brani che espandono quanto mostrato nell’EP e anzi, non soddisfatti, si spingono fino a riprodurre nel full tutte le tracce presenti in “The Way To Paganism” (“Black Cathedral”, “Human Hopes” e la cover dei Pagan, “Marching Of The Hordes”). Continua a leggere

DARKESTRAH
“The Way To Paganism”

Dopo lo splendido disco di esordio “Sary Oy”, un vero gioiellino di Black Folk che ha permesso al gruppo di far conoscere al mondo le tradizioni del loro paese, il Kirghizistan, una repubblica ex-sovietica confinante con la Cina, ecco che nell’attesa del loro secondo full-length i Darkestrah fanno uscire per la No Colours questo piccolo antipasto limitato a sole trecento copie e contenente tre brani, tra cui una cover dei Pagan. La line-up presente su questo breve lavoro è ridotta a soli tre membri: Asbath alla batteria, Kriegtalith alle vocal e Resurgemus che si occupa delle chitarre e dei synth. Guest importante in questo EP è sicuramente Kanwulf / Ash, che si occupa della registrazione e del mixaggio. Continua a leggere