PSYCHO SCREAM
“Gnosis”

Sfuggenti. Questo è il primo aggettivo che mi è venuto in mente, quando ho ascoltato per la prima volta questo “Gnosis”, debutto di questo quintetto emiliano chiamato Psycho Scream. Infatti, il chitarrista Pato ed i suoi compagni riescono a produrre un lavoro che, pur non mostrando sostanziali formule innovative a livello di songwriting, mescolano talmente tanto le carte in gioco da risultare difficilmente inquadrabili in una semplice etichettatura di genere. Sebbene il grosso della loro musica derivi da una matrice Thrash Death di tipo svedese, gli Psycho Scream non rinunciano ad uno suono sporco e grezzo, che talvolta lambisce anche i confini del Black Metal, che mette in risalto una attitudine spaccona, per non dire quasi Hardcore, in netto contrasto però con delle velleità pseudo-progressive, risultanti in brani dalla struttura non proprio lineare. Continua a leggere

CHELIDON FRAME
“Imago”

A poco più di un anno di distanza dalla recensione fatta per il suo bel debutto “Framework”, il progetto Ambient Chelidon Frame portato avanti dal poliedrico musicista italiano Alessio Premoli ritorna sulle nostre pagine con questo nuovo album intitolato “Imago”. Se il precedente era una specie di antologia con vari brani composti in un lungo periodo di tempo e pubblicati sotto svariate forme, “Imago” è invece un lavoro in cui trovano posto soltanto brani inediti grazie ai quali Premoli cerca di riversare in note la disperazione e le difficoltà del mondo moderno. Come per “Framework”, anche questo non è un disco facile, dal momento che musicalmente si spazia senza logica di sorta tra tipiche partiture Dark Ambient (“Mikveh”, dotata anche di uno scheletrico pattern percussivo, o “Phase 0: Explorer”), sinistri rumori dai vaghi toni industriali (“Adache” o “On This Horrible Machine”) e sprazzi di delicata malinconia (vedi “Phase 1: Peak XV”), che accerchiano senza possibilità di fuga il povero ascoltatore. Continua a leggere

Live Report – BLACK MOUNTAIN & SOVIET SOVIET
Villa Ada (Roma)
04/07/2016

A distanza di alcuni mesi dal concerto degli Amorphis all’Orion, torno ad assistere ad un evento live, questa volta nella splendida e fresca cornice di Villa Ada. Ad esibirsi in questo contesto estivo ci sono i canadesi Black Mountain, con l’inattesa ma gradita presenza del gruppo Post-Punk pesarese Soviet Soviet come supporting act. Fortunatamente, l’organizzazione, tenendo presente che era un lunedì sera, ha scelto un ottimo orario per il concerto, le 21.30, permettendomi di arrivare con tutta calma dandomi così la possibilità di poter ascoltare anche i Soviet Soviet. Continua a leggere

DEVOIDER
“The Inaccessible Pole Of Void”

I Devoider sono una giovane band pesarese che, dopo un inizio fatto di cover di classici del Heavy/Thrash con il nome di Sine Requiae, ha deciso nel 2011 di dedicarsi alla composizione di pezzi propri e di orientare il proprio sound verso un grezzissimo Thrash Black Metal ispirato a primi Bathory, Toxic Holoucaust e Venom. Adottato per l’occasione il nuovo monicker Devoider, il quartetto ha registrato in poco tempo un primo demo di tre tracce, “Circle Of Void” e “Degenerate Sons”, che funge da base per questo primo full-lenght autoprodotto che porta il titolo di “The Inaccesible Pole Of Void”, che vede il gruppo stabilizzarsi nella seguente formazione: Mirco Tombari alla voce, Andrea Biondi alla chitarra e Andrea Aratari al basso, questi ultimi due già nei Tetrarchate, e Federico Tecchi dietro le pelli a completare la line-up. Continua a leggere

PAUL CHAIN
“Alkahest”

Culto. Non ci sono davvero altre parole per descrivere questo lavoro di Paul Chain, che ha visto il chitarrista pesarese imbastire una inaspettata collaborazione con l’allora astro nascente del Doom inglese Lee Dorian. Lee era da sempre un grande fan sia dei Death SS che dei lavori dei Violet Theater di Paul Chain, e vista la comune grande passione per l’occulto, questa per certi versi strana alleanza non tardò ad arrivare. “Alkahest” è non solo il primo lavoro che ascoltai della discografia solista del maestro pesarese, più che altro per la presenza di Lee Dorian, ma è anche un totale e puro atto d’amore verso un genere musicale. Continua a leggere

ALESSANDRO BUCCI
“Reflections Of Darkness – Maka Isna IV”

Quarto capitolo per il progetto di Ambient Elettronico del musicista romagnolo Alessandro Bucci, già recensito su queste pagine con il suo altro side-project Donnie’s Leach 88, che torna dopo tre anni dal precedente lavoro “The Next Step – Maka Isna III”, con questa nuovo “Reflections Of Darkness – Maka Isna IV”. Già solo guardando la bella copertina, raffigurante una luna piena che si rispecchia su di un placido e scuro mare, si può presumere un netto cambio di rotta a livello musicale per il progetto, che in questo caso si avvale anche della collaborazione di diversi artisti esterni, con in primis Chiara Sardelli, autrice di tutte le splendide foto che decorano l’artwork. Infatti, se nel precedente “The Next Step” l’Elettronica e la Dubstep venivano utilizzate per ricreare un preciso quadro metropolitano, con gli Ulver ben presenti come un importante punto di riferimento, in questa sua nuova opera Bucci, pur partendo da una solida basica ritmica Dubstep, tenta di percorrere nuove strade che arrivano a toccare il Jazz e pura avanguardia sonora. Continua a leggere

INTERVISTA ATOM MADE EARTH – Daniele Polverini

Dopo essersi messi in luce con l’ottimo esordio “Border Of Human Sunset”, gli Atom Made Earth sono da poco tornati a farsi sentire con “Morning Glory”, un album che ne ha confermato tutte le qualità, introducendo anche qualche elemento di discontinuità con il recente passato. Hypnos Webzine è tornata così a tastare il polso della situazione con il sempre disponibile Daniele Polverini, il fondatore della band. Continua a leggere

L.A.C.K.
“The Fragile (Soundtrack For The Tormented)”

Parlai del progetto L.A.C.K. circa un annetto fa, quando recensii il loro singolo di debutto “Where Everything’s Gone”. Pur essendo un lavoro dalla durata abbastanza limitata, la band di Acheron mi aveva subito colpito per la sua capacità di unire a un Depressive Black piuttosto tradizionale accostamenti Post-Rock ed un buon gusto per le melodie. Ecco arrivare ora, per conto della label messicana Throats Production, un bel full-lenght che possa finalmente chiarirmi le idee sulle reali qualità della band. In “The Fragile (Soundtrack for the Tormented)”, ad accompagnare Acheron, che si occupa della chitarra, composizione e parte delle vocal, questa volta troviamo ben tre membri degli Eyelessight, ossia Ky e HK, rispettivamente al basso e alla batteria, più Kjiel, che canta su “Your Reflection”, a cui si aggiungono The Haruspex dei Selvans alla tastiere, oltre che voce addizionale su “Distress Supernova” e “The Fragile”, e Tenebra dei Dreariness, che canta in “The Fragile”. Continua a leggere

REST
“Rest”

Un debutto di notevole interesse questo dei Rest, una band di Crust Black Metal messa in piedi dal chitarrista Alessandro Coos, uno dei misteriosi componenti degli altrettanto validi Ashes Of Nowhere, che in poco meno di una quindicina di minuti provano a trovare una via di coniugazione tra la furia iconoclasta del Black Metal e la potenza muscolare e adrenalinica dell’Hardcore. Anche se dal punto di vista musicale la bilancia pende più dalla parte dell’Hardcore, ho però avvertito la sensazione che la presenza del Black Metal si manifesti ad un livello più nascosto. Infatti, i classici riffoni Hardcore che si costituiscono come spina dorsale di brani quali “II” o “IV” possiedono una cupezza ed una certa inquietudine interiore che normalmente non si colgono in altre band del genere. Continua a leggere

DOMINHATE
“Emissaries Of Morning”

Dopo quasi dieci anni di gavetta coronati con il più che valido album d’esordio “Towards The Light” uscito nel 2014, i pordenonesi Dominhate non han perso tempo e si son rimessi subito al lavoro registrando questo nuovo “Emissaries Of Morning”, che testimonia la loro voglia di battere il ferro finché è caldo. Detto che le parole che accompagnavano questo EP mi avevano si incuriosito ma, allo stesso tempo, fatto in parte temere di trovarmi alle prese con l’ennesimo gruppo che promette mari e monti ed invece nasconde una pochezza disarmante, nel caso del quartetto friulano ho constatato fortunatamente che le loro dichiarazioni d’intenti alla fine sono state rispettate. I nostri descrivono la loro musica come un ideale connubio tra il Death dei mostri sacri del genere ed un approccio che non disdegna qualche contaminazione moderna e, in effetti, nel debutto e nei venti minuti scarsi di questo EP si sente tutto il loro viscerale amore per Morbid Angel, Incantation o Immolation (giusto per citare alcuni dei nomi che mi sono venuti in mente durante l’ascolto) coniugato ad una rilettura abbastanza personale di certi cliché. Continua a leggere

NOCTURNAL STREAMS
“Leaden”

Nato nel 2010 in quel di Latina come una one man band portata avanti da Drake Thrim e solo di recente divenuto un duo con l’ingresso in line up di Dubnòs, il progetto a nome Nocturnal Streams si è da poco affacciato sulle scene rilasciando il proprio debutto. “Leaden”, questo il titolo del lavoro, è un EP di tre pezzi più una cover che, stando ai suoi autori, affonda le sue radici in un suono con ascendenze Death, Doom e Black Metal. Detto che la componente Black è molto meno presente delle altre, quel che troviamo in questi venti minuti scarsi è in effetti un Death/Doom di discreta fattura e personalità che mi ha ricordato i primi Katatonia e Paradise Lost, questi ultimi credo non a caso omaggiati con una cover di “Eternal”. Continua a leggere

LA BOTTEGA DEL TEMPO A VAPORE
“Il Guerriero Errante”

Dopo che ho letto l’annuncio della Minotauro Records riguardante l’imminente uscita del debutto di un gruppo italiano avente lo stralunato monicker La Bottega Del Tempo A Vapore, la mia curiosità si è immediatamente accesa. Inoltre, la lunga serie di influenze riportate, che vanno da nomi sacri del Prog Italiano, come la P.F.M., il Banco o Le Orme, agli onnipresenti Dream Theater, o altri act relativamente più recenti come Haken o Angra, non ha fatto altro che ingigantire la mia volontà di voler mettere le mie mani su questa opera d’esordio. Prima di andare a parlare di come suona effettivamente questo “Il Guerriero Errante”, vorrei dare una breve nota biografica della band. Di fondazione relativamente recente, La Bottega Del Tempo A Vapore è nata da una idea del chitarrista Alessandro Zeoli, autore di tutte le composizioni, e dello scrittore Alfredo Martinelli, ideatore del concept e dei testi intorno a cui ruota tutto il lavoro, che hanno in seguito radunato intorno a loro altri cinque musicisti con i quali poter arrangiare e rifinire le musiche scritte da Zeoli. Continua a leggere

COMMON GRAVE
“Dust Of My Existence”

Ne è servito di tempo ai Common Grave per riuscire a dare un seguito all’interessante full length di debutto “Il Male Di Vivere”, lavoro in cui il quintetto veneto aveva mostrato in una forma compiuta un’originale e personale formula che univa il Black Metal di matrice norvegese a riff ed atmosfere maggiormente debitrici al Doom. Ora, a distanza di ben sette anni e anche grazie all’accordo con l’etichetta ucraina Vacula Productions, i Common Grave tornano sulle scene con questo nuovo “Dust Of My Existence” e con una formazione rimasta praticamente invariata ad eccezione del bassista Kaalt, entrato in sostituzione del precedente AR andato via nel 2009. L’album inizia in maniera alquanto strepitosa con due brani di livello elevatissimo, quali la title-track e la successiva “On Gray Paths We Move”, in cui il sound della band viene sviluppato in maniera quasi perfetta. Continua a leggere

FURIOUS BARKING / DESMODUS
“Italian Thrash Relics Vol. 1”

Interessante iniziativa quella portata avanti dalle italiane Rude Awakening Records e DeathStorm Records e che dovrebbe portare alla realizzazione di una serie di split album, intitolati “Italian Thrash Relics”, nei quali verranno ripubblicati una serie di EP o demo di gruppi Thrash italiani attivi alla fine degli anni ottanta/inizio anni novanta ormai introvabili. Una iniziativa che ritengo sia assolutamente lodevole, data la genuinità di una scena come quella italiana in cui molte band non ebbero mai la reale possibilità di poter cogliere quanto seminato. A scontrarsi in questo primo volume sono gli ascolani Furious Barking, che ripresentano in questa nuova veste il loro EP “De-Industrialized” del 1991, e i goriziani Desmodus, dei quali viene riesumato il loro unico lavoro del 1992, “Human Wreck”. Continua a leggere

ASHES OF NOWHERE
“Emptiness”

Prima di mettermi definitivamente alle spalle le richieste di recensione arrivateci sul finire del 2015, non potevo proprio ignorare questo misterioso terzetto italiano che risponde al nome di Ashes Of Nowhere e che dal nulla se ne esce fuori con questo interessantissimo debutto intitolato “Emptiness”. Sin dalla prima traccia “Empty World”, si intuisce l’elevato potenziale posseduto dalla band, capace di proporre un Black Metal melodico dalla forte ascendenza svedese, con l’ombra dell’ineguagliato “Vittra” che si staglia continuamente durante l’ascolto, ma dal songwriting assolutamente convincente e in cui la melodia dei riff, che costituisce l’elemento fondamentale del loro sound, viene supportata da una produzione a dir poco perfetta. Continua a leggere

ATOM MADE EARTH
“Morning Glory”

Insieme al devastante come-back degli Hate & Merda, questo secondo full length dei marchigiani Atom Made Earth era nella mia personale lista di album imperdibili in uscita nel 2016. Se il duo fiorentino non fallisce la sua missione nichilista e distruttrice, la stessa cosa si può dire del quartetto originario di Castelfidardo, che con il qui presente “Morning Glory” si conferma come uno dei gruppi più interessanti della nostra penisola. Forti di una collaborazione con l’etichetta Red Sound Records e di una produzione praticamente perfetta, in cui compare anche un nome di peso quale James Plotkin (O.L.D. e Khanate) in fase di mastering, gli Atom Made Earth riescono nell’impresa di dare un seguito credibile ma di fatto piuttosto distante dal fantastico debutto “Border Of Human Sunset”. Continua a leggere

VEUVE
“Yard”

Non è passato neppure un anno da quando mi occupai dell’EP d’esordio di questo trio friulano chiamato Veuve, che ecco che i nostri tornano a farsi sentire con questo “Yard”, il loro primo full length. Introdotto da un artwork alquanto particolare e d’impatto, uno scenario desertico che fa’ da sfondo a tre ragazzi che corrono a perdifiato verso un pilone dell’alta tensione distrutto, “Yard” è un deciso, ma soprattutto decisivo, passo in avanti per lo sviluppo della band verso territori musicali personali ed originali. Sin dall’opener “We Are Nowhere” ed in particolare con la successiva “Days Of Nothing”, dotata di un intreccio strumentale che ascolterei praticamente all’infinito, i Veuve mostrano di essere nettamente maturati, spostando il proprio sound verso delle sonorità sicuramente più melodiche, nelle quali richiami al Post-Rock emergono con prepotenza non solo dalle clean guitar effettate di Di Paolo, ma anche dalle frequenti contrapposizioni forte/piano presenti in diverse tracce (“We Are Nowhere”, ma soprattutto “40.000 Feet”). Continua a leggere