CICONIA
“Winterize”

Anche se qualcuno a ben vedere l’ho anche apprezzato, gli album strumentali sono sempre stati un tipo di uscita che non mi ha mai intrigato troppo, vuoi perché spesso i musicisti puntano su virtuosismi tanto intricati quanto fini a se stessi, vuoi perché per scrivere questo tipo di pezzi non basta solo non metter la voce, ma bisogna pensarli in modo tale che questa assenza non si faccia sentire, cosa tutt’altro che banale. In tutta onesta è stato dunque con poche aspettative che mi sono avvicinato a questo “Winterize”, debutto sulla lunga distanza dei Ciconia, trio spagnolo attivo già da qualche anno e con alle spalle un debutto sulla lunga distanza ed un EP, anche perché a questa mia diffidenza si aggiungeva il fatto che le note riportavano che si trattava di Prog-Rock con ascendenze Metal. Continua a leggere

LA BOTTEGA DEL TEMPO A VAPORE
“Il Guerriero Errante”

Dopo che ho letto l’annuncio della Minotauro Records riguardante l’imminente uscita del debutto di un gruppo italiano avente lo stralunato monicker La Bottega Del Tempo A Vapore, la mia curiosità si è immediatamente accesa. Inoltre, la lunga serie di influenze riportate, che vanno da nomi sacri del Prog Italiano, come la P.F.M., il Banco o Le Orme, agli onnipresenti Dream Theater, o altri act relativamente più recenti come Haken o Angra, non ha fatto altro che ingigantire la mia volontà di voler mettere le mie mani su questa opera d’esordio. Prima di andare a parlare di come suona effettivamente questo “Il Guerriero Errante”, vorrei dare una breve nota biografica della band. Di fondazione relativamente recente, La Bottega Del Tempo A Vapore è nata da una idea del chitarrista Alessandro Zeoli, autore di tutte le composizioni, e dello scrittore Alfredo Martinelli, ideatore del concept e dei testi intorno a cui ruota tutto il lavoro, che hanno in seguito radunato intorno a loro altri cinque musicisti con i quali poter arrangiare e rifinire le musiche scritte da Zeoli. Continua a leggere

ATOM MADE EARTH
“Morning Glory”

Insieme al devastante come-back degli Hate & Merda, questo secondo full length dei marchigiani Atom Made Earth era nella mia personale lista di album imperdibili in uscita nel 2016. Se il duo fiorentino non fallisce la sua missione nichilista e distruttrice, la stessa cosa si può dire del quartetto originario di Castelfidardo, che con il qui presente “Morning Glory” si conferma come uno dei gruppi più interessanti della nostra penisola. Forti di una collaborazione con l’etichetta Red Sound Records e di una produzione praticamente perfetta, in cui compare anche un nome di peso quale James Plotkin (O.L.D. e Khanate) in fase di mastering, gli Atom Made Earth riescono nell’impresa di dare un seguito credibile ma di fatto piuttosto distante dal fantastico debutto “Border Of Human Sunset”. Continua a leggere

Live Report – AMORPHIS
Orion (Ciampino/Roma) 30/03/2016

Il resoconto di qualche live era un tassello che sicuramente mancava al nostro nostro sito, ma per svariati motivi noi di Hypnos Webzine non siamo assidui frequentatori di concerti. Certo, all’epoca della mia adolescenza e post-adolescenza, ero il tipo che non si perdeva alcun tipo di concerto Metal presente a Roma, ma col passare degli anni la mia presenza a tali eventi è andata sempre più scemando. Tuttavia, dopo aver rivisto ormai un anno fa i Blind Guardian dopo la bellezza di quasi quindici anni, questa volta tocca agli Amorphis, che vidi nel lontano 1998, in un tour di supporto ai My Dying Bride, in tour con “Like The Gods Of The Sun”, ed assieme ai compianti Evereve, al loro debutto discografico con il bellissimo “Seasons”. Continua a leggere

AFTER FOREST
“Act I”

Strana mossa davvero quella degli After Forest, band finlandese di tre elementi nata in quel di Vaasa che ha deciso di non pubblicare il proprio full-lenght d’esordio in un’unica uscita discografica, bensì di suddividerlo in tre differenti EP, con “Act I” che rappresenta ovviamente il primo capitolo. Guidati dal chitarrista e cantante Jukka Karppi, i nostri si dicono interessati a mescolare, con mente aperta, il Metal attuale, il Grunge degli anni ’90 e l’immancabile Prog settantiano. Detta così, non suona un granché bene, ma una volta fatto partire questo “Act I”, sono davvero rimasto senza parole. Continua a leggere

SADIST
“Hyaena”

Iniziamo subito alla grande questo 2016, che speriamo risulti ricco di ottima musica e nuove scoperte, andando a parlare del nuovo lavoro a firma Sadist. Infatti, dopo il grande ritorno di Paolo Puppo e dei suoi Will’O’Wisp con l’incredibile “Inusto”, mi sembrava doveroso, vista l’enorme amicizia che lega le due band liguri e complice la richiesta di recensione da parte dell’Against PR, dover ascoltare questo settimo full length intitolato “Hyaena”. Ovviamente è quasi superfluo ribadire quanto i Sadist, soprattutto quelli dei primi due lavori “Above The Light” e “Tribe”, ma non escludo nemmeno il particolare “Crust”, siano stati fondamentali per lo sviluppo del Metal italiano e del Progressive Death in generale. “Hyaena” è il terzo lavoro ad uscire dopo la reunion del 2005, ed è da considerarsi come una sorta di concept album dedicato alla figura della iena e di come essa venga rappresentata dagli uomini in diverse leggende e tradizioni, soprattutto provenienti dall’Africa e dall’Asia. Continua a leggere

INTERVISTA WILL’O’WISP – Paolo Puppo

Forti dell’ottimo responso del loro inatteso come-back “Kosmo”, i Will’O’Wisp, capitanati dal Paolo Puppo, tornano a stupire con un album che spinge ancor più in avanti i confini della loro musica. Se a questo aggiungiamo poi un concept intenso e profondo incentrato sulla complessa figura di Nicholas Roerich, i presupposti per un altro capolavoro ci sono tutti. Per questo motivo Hypnos Webzine si è lasciata guidare nell’ascolto del disco da un sempre disponibile ed entusiasta Paolo Puppo. Continua a leggere

WILL’O’WISP
“Inusto”

Dopo il loro inatteso ritorno sulle scene con il veramente ottimo “Kosmo”, la notizia dell’uscita di un nuovo lavoro firmato Will’O’Wisp aveva destato il pieno interesse del sottoscritto. Interesse diventato puro godimento quando poi, sul finire dello scorso maggio, mi sono ritrovato tra le mani il promo fisico di “Inusto”. La sola visione della cover cartonata e del booklet, contenenti riproduzioni di diversi quadri del pittore, esploratore e filosofo Nicholas Roerich, varrebbe l’acquisto immediato di “Inusto”. Ma questo nuovo lavoro non è per fortuna solo immagini, ma è anche e soprattutto musica, e di altissimo livello aggiungerei. Paolo Puppo ha mantenuto inalterata la line-up presente su “Kosmo” e, pur incentrando su di sé la composizione della quasi totalità del disco, fin dalla prima vera traccia “Flame In Chalice” si sente che l’unione tra i vari membri ed il loro apporto in fase di arrangiamento è aumentato esponenzialmente. Continua a leggere

VEXOVOID
“Heralds Of The Stars”

Se mi si chiedesse di associare la parola fantascienza ad un qualche gruppo Metal, la mia scelta non potrebbe che ricadere sui Voivod, forse i soli in grado di unire alla perfezione un certo sound, le cui fondamenta sorgevano sui folli riff di quell’indimenticabile genio a nome Piggy, che riuscisse a rappresentare in maniera perfetta i deliri fantascientifici e postatomici di Away. Purtroppo, o per fortuna, l’unicità del cammino intrapreso dai Voivod non ha lasciato eredi e pochissimi pretendenti al trono, ma ancora ben lontani dal raggiungere la band canadese, visto anche l’ottimo stato di forma sfoggiato nel loro ultimo “Target Earth”. In questo contesto, muove i primi passi questo giovane trio originario di Siena chiamato Vexovoid, di cui andremo qui a presentare l’EP d’esordio intitolato “Heralds Of The Stars”. Continua a leggere

ENSLAVED
“In Times”

Dopo la prima e la seconda parte di due speciali che ci hanno accompagnato nella lunga cavalcata attraverso la discografia degli Enslaved, è giunto infine il momento di concentrarci su “In Times”, tredicesimo studio album dei norvegesi nonché loro secondo full-lenght uscito per la Nuclear Blast. Il disco si presenta fin da subito in maniera splendida, con una cover che ricorda una vera e propria immagine onirica. Il netto contrasto tra il rosso sangue del fondo e lo scuro del primo piano, dal quale si distinguono due figure umanoidi immerse fino alle caviglie in un mare leggermente agitato, è la perfetta rappresentazione di questo nuovo lavoro targato Ivar & company. Continua a leggere

ENSLAVED
“RIITIIR”

Confesso che dopo essere rimasto molto deluso dalla svolta Post-Rock di “Vertebrae”, avevo quasi deciso di mettere definitivamente da parte le nuove uscite del duo Grutle/Kjellson. Eppure, all’uscita di questo “RIITIIR”, il vociare entusiastico di amici e addetti ai lavori è stato talmente forte da convincermi a concedere una ulteriore possibilità agli Enslaved. Andando ad anticipare subito le conclusioni, posso dire di aver fatto bene a dare retta a queste voci, visto che questo dodicesimo album della band di Bergen, pur non essendo un vero capolavoro, ci si avvicina prepotentemente. Gli Enslaved del 2012 risultano essere degli abili musicisti in grado di creare un sound che mescola in un perfetto bilanciamento i retaggi Black Metal del passato con le mai sopite velleità Progressive, riuscendo ad unire il tutto con quel trademark epico che da sempre contraddistingue la band. Continua a leggere

ENSLAVED
“Axioma Ethica Odini”

“Axioma Ethica Odini” uscì tra molte aspettative dopo due album complessi e sfaccettati che avevano di fatto proiettato gli Enslaved nel panorama Prog Black Metal (passatemi il termine), al punto che i norvegesi venivano sempre più accostati agli Opeth per via dell’evoluzione impressa al proprio sound, palesatasi in un mutamento che aveva subito una bella accelerazione con “Isa” per poi svilupparsi compiutamente con i successivi “Ruun” e “Vertebrae”. Coloro che all’epoca si aspettavano un cambiamento radicale definitivo (un po’ come avvenne con “Heritage” per la creatura di Åkerfeldt), all’uscita di questo lavoro finirono per rimanere spiazzati in quanto, in numerosi frangenti, “Axioma Ethica Odini” sembra volgere al passato, magari non quello graffiante e vorticoso degli esordi, ma pur sempre a quello della prima e feconda fase sperimentale che ci aveva regalato capolavori come “Monumension” e “Below The Lights”. Continua a leggere

ENSLAVED
“Vertebrae”

Si sa, l’evoluzione può essere davvero una brutta bestia, soprattutto se alle spalle si ha una carriera importante come quella degli Enslaved. Reputati i padri del Viking Metal, e tra i primi ad usare antiche lingue nordiche nelle lyrics, i nostri iniziarono un bel tira e molla con il proprio passato musicale fin dall’uscita di “Mardraum: Beyond The Within”, nel quale si intravedevano i primi accenni di Progressive Metal all’interno del loro sound. Da qui è stata una progressione continua fino all’uscita di “Isa”, che ha riportato in auge le vecchie sonorità di capolavori del calibro di “Vikingligr Veldi” e “Frost”, seppur integrate alla rinnovata voglia di sperimentare nuove soluzioni stilistiche, scelta ben presto ripresa con l’interessante “Ruun”, che comunque segnalava una netta volontà di dirigersi verso sonorità decisamente più soft, attraverso la limatura delle tipiche asprezze Black in favore di architture Progressive di chiara matrice pinkfloydiana. Continua a leggere

ENSLAVED
“Ruun”

Dopo un gran disco come “Isa”, era chiaro che le mie aspettative per il suo successore fossero decisamente alle stelle. Quindi, ecco che dopo un paio di anni arriva il tanto atteso “Ruun”, un lavoro che sin dalle sue prime battute mette in mostra un sound decisamente più soft, ottenuto tramite un maggiore spazio dato alle tastiere ed alle ottime clean vocal di Herbrand Larsen, rimanendo comunque perfettamente in linea con quanto ascoltato nel precedente “Isa”. I brani risultano essere più concisi e caratterizzati dal minor spazio concesso alle divagazioni strumentali, anche se persiste l’alternanza tra sfuriate Black e partiture più psichedeliche, nelle quali le tastiere di Larsen continuano sempre a giocare un ruolo fondamentale. Continua a leggere

ENSLAVED
“Isa”

Ricordo ancora come fosse oggi l’uscita di “Isa” e tutta l’ondata di entusiasmo che si scatenò intorno a questo disco. Sebbene oggi la gran parte dei fan e della critica abbia rivalutato quasi tutta la discografia dei norvegesi, all’epoca il sottoscritto, e con me molti altri, si sentirono un po’ traditi da quel cambio di sound che gli Enslaved avevano iniziato a mettere in mostra fin dal controverso “Mardraum: Beyond The Within”, un album nel quale lasciarono definitivamente da parte le atmosfere Viking e Black, che aiutarono a creare, in favore di sonorità indubbiamente più leggere ma, allo stesso tempo, estremamente più articolate. Continua a leggere

ENSLAVED
“Below The Lights”

A distanza di due anni dal delirante “Monumension”, che estremizzò ulteriormente le sperimentazioni iniziate con “Mardraum: Beyond The Within”, gli Enslaved pubblicano nel 2003 “Below The Lights”, con il quale alzano ulteriormente l’asticella sia a livello creativo che compositivo. Premessa obbligatoria: non è un album di facile ascolto. Per metabolizzare il sound che attraversa generi differenti nella stessa canzone e le innumerevoli sfumature di cui è composto, occorre tempo. Ma questo (se così si può definire) “sforzo” viene ampiamente ricompensato. Continua a leggere

INTERVISTA HAVENLESS – Fred

Con il loro full length di debutto “The Crimson Lines”, i francesi Havenless hanno dato vita ad uno dei lavori più interessanti dell’anno appena trascorso. Ammaliati da questa uscita, Hypnos Webzine ha colto l’opportunità per conoscere più da vicino questa band e il suo lavoro. Ecco cosa ci ha raccontato il cantante e chitarrista Fred. Continua a leggere

INTERVISTA HAVENLESS – Fred (ENG)

With its debut full length “The Crimson Lines”, french band Havenless has given birth to one of the best album of the last year. Bewitched by this release, Hypnos Webzine has taken the opportunity to know something more about the band and its work. Here’s what vocalist/guitarist Fred has told us. Continua a leggere