QUERCUS
“Heart With Bread”

Tra i vari dischi che sto pasturando da prima dell’estate, e su cui ancora non mi ero deciso a scrivere qualcosa, c’è sicuramente questo nuovo album del trio ceco dal nome latino di Quercus. Guidati dal tastierista Markko, la band originaria di Plzen, la città famosa per essere la sede della birra Pilsner Urquell, vanta una militanza più che decennale nella scena musicale e arriva con questo “Heart With Bread” al traguardo del terzo full-lenght. Essendo rilasciato dalla Solitude Productions con la collaborazione della Moscow Funeral League Records, il genere portato avanti da tale gruppo non può che essere connesso al Doom o affini, sebbene il loro sound possieda una speciale particolarità, ossia quella di utilizzare come strumento guida dei loro lunghi pezzi un organo. Continua a leggere

FLESHLESS
“Devoured Beyond Recognition”

Dopo aver visitato gli sporchi bassifondi newyorkesi con i Criminal Element, ci spostiamo in quel di Decín, una piccola città settentrionale della Repubblica Ceca, per parlare di un’altra release targata Metal Age Productions e di questi veterani macellai che rispondono al nome di Fleshless. La storia della band affonda le sue origini fin dal 1990, quando i nostri si chiamavano ancora Zvrator, monicker poi cambiato nel ben più diretto nome attuale nel 1993. Da allora, il quartetto ne ha fatta parecchia di strada, registrando ben otto full-lenght, compreso il qui presente “Devoured Beyond Recognition”, l’ultimo dei quali risale però a quasi quattro anni fa, “Slaves Of The God Machine”, ed una manciata di split e demo. La line-up è rimasta praticamente intatta da dieci anni a questa parte e vede alle vocal Vladimir Prokoš, il suo compare sin dai tempi degli Zvrator Ludek Huzán alla chitarra, Michal Filipi, ex Lykathea Aflame a completare la coppia di asce, e Vitys alla batteria a chiudere la formazione. Inoltre, dalle note biografiche allegate al promo non sembra essere presente un bassista o, quantomeno, qualcuno che lo suoni. Il fatto viene anche confermato dall’ascolto del disco, con le chitarre che risultano essere molto cristalline anche nei toni bassi. Continua a leggere