WALDGEFLÜSTER
“Ruinen”

Quando vado a sentire le varie richieste che ci arrivano, non mi capita quasi mai di finire l’ascolto senza essermi fatto una idea abbastanza definitiva sul gruppo preso in esame. Magari posso avere qualche riserva su questo o quell’aspetto, ma difficilmente mi lascio con il dubbio se si tratti o meno di album con qualcosa di personale da dire e, quindi, se valga la pena scrivere una recensione per segnalarvelo. Nel caso di questo “Ruinen”, quarta fatica sulla lunga distanza dei Waldgeflüster, progetto attivo ormai da una decina d’anni ma solo da poco diventato un gruppo a tutti gli effetti, mi sono trovato un po’ in difficoltà perché solo dopo numerosi ascolti sono finalmente riuscito a capire quanto veramente mi piacesse, pur avendo comunque avuto fin da subito chiaro che non mi ritrovavo certo tra le mani l’ennesimo lavoro poco ispirato. Se da una parte avevo trovato una band che nell’ora abbondante a disposizione riusciva a creare parecchi momenti in grado di catturare l’attenzione, mescolando anche con una certa maestria un Atmospheric Black sulla scia di Agalloch e Panopticon con momenti dalle ascendenze Post-Rock, dall’altra ammetto che la primissima impressione è stata che le frequenti parti in clean, quasi sgraziate nella loro particolare timbrica, ancor più accentuata dall’uso della lingua di Goethe, avessero poco a che spartire con il resto. Con il passare degli ascolti questa perplessità è andata via via scemando, anche perché, una volta assimilato, questo tipo di cantato alla fin fine riesce a donare un ulteriore tocco di personalità ai vari brani, e così “Ruinen” ha iniziato a farmi vedere il suo vero volto stilisticamente impeccabile. Ma allora come si spiega la mia difficoltà iniziale? Molto semplicemente, nonostante le notevoli qualità messe in mostra, Winterherz e soci a tratti tendono ad indugiare troppo su alcuni passaggi, allungandoli a dismisura fino a sfiorare i dieci minuti per brano, cosa che rischia di far perdere di vista la coralità e la scorrevolezza dell’album, tanto che alla fine i pezzi che mi son piaciuti di più sono, credo non per caso, proprio le iniziali “Weltenwanderer”, “Trümmerfestung”, “Und Immer Wieder Schnee” e “Ruinenfelder”. Insomma, anche in virtù di questo difetto, questo lavoro dei Waldgeflüster non è il classico album che irretisce al primo ascolto, necessità di tempo per essere assimilato, ma una volta che vi lascerete andare tra le sue pieghe, difficilmente vi deluderà.

BRIEF COMMENT: Even though it didn’t fully convinced me at first, after several listenings Waldgeflüster‘s fourth full length “Ruinen” has revealed all its great potential made of an intense Atmospheric Black Metal riffing in the vein of Agalloch or Panopticon. The length of the songs doesn’t make it an easy album, but that’s a minor flaw that doesn’t affect all the good work done by the band.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Nordvis Produktion
Anno di pubblicazione: 2016
TRACKLIST: 01. Die Ruine Als Schmuck; 02. Weltenwanderer; 03. Trümmerfestung; 04. Und Immer Wieder Schnee; 05. Ruinenfelder; 06. Graustufen Novembertage; 07. Aschephönix; 08. Susitaival
Durata: 63:47 min.

Autore: Iconoclasta

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